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Il cuore sotto assedio dal grasso

Il cuore sotto assedio dal grasso

Quando il grasso “assedia” il cuore: le nuove frontiere della TAC coronarica avanzata e dell’Intelligenza Artificiale.

Scopri come prevenire, diagnosticare e curare la placca aterosclerotica

 

di Riccardo Guglielmi

Cardiologo e Giornalista Scientifico

CUORE E GRASSO

Quando pensiamo al grasso corporeo, la nostra mente corre subito all’estetica, alla silhouette o ai chili di troppo indicati dalla bilancia. Eppure, in cardiologia esiste una regola non scritta ma ferrea: grasso e cuore non vanno d’accordo.

Sia che si trovi distribuito nel resto del corpo (specialmente a livello addominale), sia che stazioni direttamente sulla superficie cardiaca e attorno ai vasi sanguigni,  il cosiddetto grasso epicardico, il tessuto adiposo rappresenta un ulteriore e insidioso fattore di rischio cardiovascolare.

L’arteria sotto assedio: cos’è la placca aterosclerotica

Per comprendere la portata dell’innovazione in atto, è fondamentale fare un passo indietro sulla biologia delle nostre arterie.

La placca aterosclerotica non è altro che un accumulo progressivo di grassi, colesterolo, calcio e cellule infiammatorie che si deposita all’interno delle pareti arteriose (comprese le coronarie, i vasi che nutrono il cuore). Crescendo, la placca restringe il canale (lume) in cui scorre il sangue, ostacolandone il flusso naturale.

Il pericolo maggiore, tuttavia, non risiede soltanto nel restringimento meccanico: risiede nel rischio che la placca si rompa, generando improvvisamente un trombo capace di ostruire del tutto il vaso e causare eventi acuti e drammatici come l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale.

I fattori di rischio principali rimangono i “sospetti intelligenti” della salute vascolare: colesterolo alto (specie la frazione “cattiva” LDL), ipertensione arteriosa, diabete, alimentazione scorretta, obesità, fumo, abuso di alcol e sedentarietà.

Un cambio di paradigma: dalla meccanica alla biologia

Fino a poco tempo fa, l’attenzione della diagnostica si concentrava quasi esclusivamente su un dato di tipo geometrico e quantitativo: “Quanto è stretta l’arteria?”.

Oggi stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione concettuale nella cardiologia preventiva. Come emerso dai più recenti confronti tra gli esperti del settore, la priorità della cardiologia moderna si sta spostando dalla semplice ostruzione meccanica del vaso alla valutazione della vulnerabilità della placca e dello stato infiammatorio della parete vascolare.

Come ha sottolineato il Prof. Francesco Prati (Presidente del Centro Lotta contro l’Infarto, Direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Giovanni Addolorata e docente all’Università UniCamillus di Roma) durante il recente incontro “Conoscere e curare il cuore”, la priorità si sta spostando dalla semplice ostruzione meccanica alla vulnerabilità della placca e allo stato infiammatorio della parete vascolare.

Nello specifico, la comprensione della “biologia della placca” ha spinto i ricercatori a focalizzarsi sul cosiddetto “core necrotico”: il cuore della placca stessa, sede di un processo di morte cellulare causato dal difetto di irrorazione sanguigna. È proprio qui che si accumulano cellule morte, membrane rotte e proteine denaturate, alimentando un vero e proprio focolaio infiammatorio che rende la placca instabile e incline alla rottura.

La TAC Coronarica (CCTA) incontra l’Intelligenza Artificiale

Il protagonista di questa svolta è la Tomografia Computerizzata Coronarica (CCTA). Questo esame non invasivo è diventato una metodica capace di svelare la biologia intima dell’aterosclerosi: non ci mostra solo la presenza di una stenosi (il restringimento), ma ci permette di quantificare il volume della malattia, caratterizzarne la composizione molecolare e stimare quanto sia a rischio di rottura.

A questo si aggiunge un dettaglio anatomico di fondamentale importanza: il tessuto adiposo pericoronarico. Si tratta di un grasso metabolicamente attivo che “dialoga” costantemente con la parete dell’arteria. Se infiammato, rilascia sostanze che favoriscono l’aterogenesi e scatenano l’instabilità delle placche.

L’integrazione tra l’imaging anatomico della CCTA e gli algoritmi di Intelligenza Artificiale sta cambiando le regole del gioco:

  1. Analisi automatizzata e riproducibile:L’IA analizza i dettagli delle placche e del grasso circostante su larga scala con estrema precisione.
  2. Monitoraggio nel tempo:Permette di seguire l’evoluzione o la regressione della malattia aterosclerotica in risposta alle terapie.
  3. Biomarcatori dell’infiammazione:Misura l’infiammazione coronarica in modo non invasivo, individuando il cosiddetto “rischio residuo”.

Il futuro: una prevenzione sartoriale

Capire quanto sia infiammato il grasso che circonda le coronarie ci permette oggi di fare previsioni cliniche più centrate, capaci di stimare il rischio di futuri eventi cardiovascolari a prescindere dal grado di restringimento dell’arteria.

La combinazione tra imaging avanzato, biomarkers biologici e Intelligenza Artificiale sta ridisegnando la stratificazione del rischio e aprirà le porte a una medicina preventiva sempre più personalizzata. In futuro non ci limiteremo più a trattare il vaso ostruito quando il danno è avanzato, ma saremo in grado di intercettare e spegnere l’infiammazione al suo esordio, proteggendo il cuore prima che il pericolo si trasformi in evento acuto.

Per approfondire, consiglio questi lavori recenti e autorevoli che esplorano il ruolo dell’infiammazione, della biologia della placca e della valutazione avanzata tramite IA e TAC coronarica

Riferimenti bibliografici

  1. Prati F.Cercare e curare l’infiammazione nella cardiopatia ischemica: siamo pronti? In: Atti del Congresso “Conoscere e Curare il Cuore 2025”. Firenze: Centro per la Lotta contro l’Infarto – Fondazione Onlus; 2025.
  2. Libby P.Inflammation in atherosclerosis: transition from cellular biology to clinical practice. J Am Coll Cardiol. 2021;78(22):2222-2234.
  3. Gransar H, Lin FY, Budoff MJ, et al.Characterization of coronary plaque vulnerability and pericoronary adipose tissue inflammation using coronary computed tomography angiography and artificial intelligence: a paradigm shift in cardiovascular risk stratification. Eur Heart J Cardiovasc Imaging. 2023;24(9):1145-1154.

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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Fiori e piante d’agosto

Fiori agostoFrancesco Rubini Agosto

Agosto Giardino

Meta descrizione: Fiori e piante d’agosto: scopri storie, curiosità e consigli per un giardino estivo pieno di vita

Tag: #fioriagosto, #pianteestive, #giardinaggio, #consiglidiGiardino

Twett per FB: Agosto è il mese delle fioriture più sorprendenti! 🌸 Scopri con Francesco Rubini tutti i segreti di bougainvillea, lantana, mandevilla, dipladenia, gerani e lavanda per un giardino estivo pieno di colore, profumo e… qualche curiosità piccante! 😉🌿 #fioriagosto #pianteestive #giardinaggio #consiglidiGiardino

 Fiori e piante d’agosto

Agosto è il mese più caldo, ma anche il più sorprendente per chi ama il verde. Scopri quali fiori e piante regalano colore, profumo e un tocco di magia al tuo giardino estivo!

Storie, tradizioni e piccoli segreti verdi per il tuo giardino estivo

 

Agosto: il mese che mette alla prova giardinieri e appassionati, ma che regala anche le fioriture più sorprendenti a chi sa osservare e aspettare. Nonostante il caldo intenso e le giornate lunghissime, la natura non si ferma: anzi, molte piante proprio ora danno spettacolo con colori e profumi che raccontano storie antiche e moderne. Per scoprire tutti i segreti del verde di agosto, ho chiesto qualche consiglio a Francesco Rubini, il nostro agrotecnico del cuore.

Intervista a Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore

  1. Francesco, agosto è davvero così “tosto” per le piante come si dice? Oppure ci sono sorprese che solo chi ama il verde può cogliere?
    R.Assolutamente sì, agosto mette alla prova, ma è anche il mese delle grandi soddisfazioni! Chi ha pazienza e cura, viene ripagato da fioriture incredibili e dalla possibilità di osservare la natura in tutto il suo splendore, anche quando le temperature sembrano proibitive.
  2. Parliamo della bougainvillea: è davvero la regina dei muri assolati? Hai qualche aneddoto curioso su questa pianta?
    R.La bougainvillea è una vera regina! Arrivata in Europa nel Settecento, è diventata simbolo di resilienza nei nostri paesi mediterranei. Mi piace ricordare come, nel sud Italia, si dicesse che proteggeva la casa dalle malelingue e portava fortuna alla famiglia. E poi, è un rifugio per uccellini e insetti impollinatori, quindi è anche utilissima per l’ecosistema del giardino.
  3. La lantana è una macchina da fiori e le farfalle ne vanno matte. Perché consigli di averla in giardino o sul balcone?
    R.La lantana è instancabile! Fiorisce senza sosta e attira api e farfalle, che sono fondamentali per la biodiversità. In epoca vittoriana regalare una lantana significava “mi ricordo di te”: un gesto affettuoso che oggi possiamo rivivere ogni estate, semplicemente coltivandola. E poi, piccolo bonus: la lantana è anche nota per tenere lontane le zanzare grazie al suo profumo particolare, quindi è perfetta per godersi le serate all’aperto senza troppi fastidi!
  4. Mandevilla e dipladenia: spesso si fa confusione. Ci aiuti a fare chiarezza e magari ci sveli una curiosità?
    R.Succede spesso! In realtà, la dipladenia è una “cugina” della mandevilla: più compatta, con foglie lucide, mentre la mandevilla è più rampicante e ha fiori più grandi. Nel linguaggio dei fiori, la mandevilla simboleggia la forza, la dipladenia la serenità. In Sud America erano considerate portafortuna, si diceva che proteggessero la casa dagli spiriti maligni!
  5. E sul fronte benessere? Qualche consiglio “di campo” con lavanda e geranio?
    R.La lavanda è un classico: basta un mazzetto essiccato per profumare la casa e aiutare a rilassarsi. Il geranio, oltre a tenere lontane le zanzare, secondo le nonne purifica l’aria e lo spirito. E poi, un mazzo di gerani rossi alla finestra è sempre di buon auspicio!
  6. Insomma, agosto non è solo fatica ma anche tradizione e benessere. Qual è il tuo segreto per vivere al meglio il verde in questo mese?
    R.Il segreto è non scoraggiarsi e osservare: ogni pianta ha il suo momento, basta saperlo cogliere. Agosto è il mese della pazienza e della gratitudine: chi ama il verde lo sa bene!
  7. Francesco, agosto è anche il mese delle ferie, delle cene all’aperto e dei nuovi incontri. Esistono piante che, secondo la tradizione o la simbologia, portano un po’ di “pepe” in più nella vita sociale e sentimentale?
    R.Assolutamente sì! In estate il giardino diventa il cuore della convivialità: si cena tra amici, si conoscono nuove persone, e anche le piante fanno la loro parte. Ad esempio, la bougainvillea con i suoi colori vivaci è sempre stata associata alla passione e ai nuovi inizi. La lavanda, invece, secondo la tradizione, veniva usata come profumo per attirare l’attenzione della persona amata. E non dimentichiamoci della lantana: i suoi fiori multicolore simboleggiano proprio il gioco, la seduzione e il piacere dello stare insieme. Un balcone fiorito ad agosto può essere davvero il miglior alleato per creare atmosfera… e magari accendere qualche scintilla in più!

Box Consigli Pratici – Agosto in giardino

💧 Attenzione all’acqua: Innaffia solo quando il terreno è asciutto, meglio la mattina presto o la sera. Troppa acqua rischia di far marcire le radici, soprattutto nei periodi più caldi.

🪴 Come riconoscere il marciume: Se le foglie ingialliscono, diventano molli o noti un odore sgradevole vicino alle radici, probabilmente stai esagerando con l’acqua. Meglio aspettare che il terreno si asciughi prima di innaffiare di nuovo.

🌞 Proteggi le piante dal sole diretto: Se puoi, sposta i vasi in una zona leggermente ombreggiata nelle ore più calde, oppure usa teli leggeri per schermare i raggi.

✂️ Rimuovi fiori e foglie secchi: Così stimoli la pianta a produrre nuovi boccioli e mantieni il giardino più ordinato.

 

Grazie Francesco per aver condiviso con noi consigli pratici, curiosità e anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante d’agosto! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più sorprendenti e perfetti per vivere le serate estive tra amici, buon cibo e – perché no – nuove emozioni sotto le stelle.

Se vuoi scoprire altre piante insolite o ti serve una dritta per il tuo angolo verde (o per rendere più “frizzante” la tua estate), ricorda che Francesco Rubini, l’agritecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro, colorato e pieno di vita!

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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Prompt:
Acquerello luminoso e vivace che raffigura un angolo di giardino mediterraneo in agosto, con bougainvillea dai colori accesi che si arrampica su un muro assolato, lantana fiorita circondata da farfalle, mandevilla e dipladenia dai fiori grandi e brillanti, vasi di gerani rossi e lavanda profumata. Atmosfera solare, colori decisi e tanta luce, con dettagli di foglie verdi e cielo azzurro sullo sfondo.

Prompt:
Acquerello dai colori decisi e luminosi che ritrae Francesco Rubini e Riccardo Guglielmi su un terrazzo mediterraneo, circondati da bougainvillea, lantana, mandevilla, dipladenia, gerani rossi e lavanda in piena fioritura. Atmosfera conviviale, con persone sorridenti che chiacchierano e si godono la serata estiva, dettagli di luce calda, cielo azzurro e verde brillante. Stile fresco, accogliente e pieno di energia positiva.

 

Il giorno della laurea: l’inizio del viaggio

Dalla gioia del traguardo alla vera sfida: crescere ogni giorno come medico, giornalista e come persona

 Oggi 16 luglio festeggio 52 anni dalla mia laurea in medicina e chirurgia. Un anniversario che accende ricordi indelebili e mi porta a riflettere: quel giorno non è mai un punto d’arrivo, ma il primo passo di un viaggio che non finisce mai.

Riccardo Guglielmi vita

  • La mia vita professionale. Opera di Antonio Bini, amico, collega e artista  

Il giorno della laurea: emozioni e ricordi
C’è una data che resta incisa nella memoria di chi sceglie la medicina: il giorno della laurea. Un traguardo che sembra la vetta, ma che in realtà è solo la partenza di una lunga salita. Ricordo ancora le corse degli ultimi giorni, le approvazioni sudate del relatore, i fogli dattiloscritti a mano, le fotografie in bianco e nero, le tabelle compilate a penna — altro che Excel e Word! Tutto era più lento, più artigianale, forse anche più sentito.

In segreteria universitaria, l’impiegato che per anni mi aveva fatto aspettare dietro a uno sportello, all’improvviso mi invitava a entrare in ufficio, mi stringeva la mano e mi salutava: “Auguri, dottore”. Era il segnale che qualcosa stava cambiando, che una nuova fase stava iniziando. Intorno, mamme e fidanzate che insistevano per l’abito nuovo, mentre io tradivo la mia cravatta portafortuna — la stessa dei 35 esami — per un rito che oggi sembra lontanissimo. Nessuna foto a immortalare il momento: allora la memoria era fatta di emozioni, non di social.

Ma la verità è che la laurea non è un traguardo, è davvero l’inizio. È il giorno in cui capisci che tutto quello che hai imparato è solo la base per cominciare a crescere, a formarti, a diventare ogni giorno un medico e una persona migliore.

Il valore del tutor: crescere insieme
A chi oggi si affaccia al mondo della medicina e del giornalismo, vorrei dire che la vera sfida è non smettere mai di imparare. Serve curiosità, spirito critico, capacità di accogliere le nuove tecnologie senza perdere di vista l’essenza del nostro lavoro: curiamo persone e non malattie, informiamo per aiutare a capire, a scegliere e a crescere. Umanità, etica e deontologia sono la bussola, soprattutto quando le scelte diventano difficili. Da cardiologo di lungo corso e giovane giornalista, posso dirti che entrambe le professioni richiedono passione, responsabilità e la voglia di migliorarsi ogni giorno.

Il consiglio più grande che posso dare è quello di vivere esperienze in diversi ambiti, perché solo così si sviluppa una visione a 360 gradi. Il lavoro di squadra è fondamentale: la comunicazione, la leadership, il rispetto dei ruoli — anche quelli più umili — sono valori che fanno girare la macchina della sanità e dell’informazione. Nessuno può fare tutto da solo, e ogni incontro può insegnarci qualcosa di prezioso.

Un ricordo speciale va ai miei tutor. Ho avuto la fortuna di incontrare maestri che hanno segnato il mio percorso: Prof. Paolo Rizzon, relatore della mia tesi e ancora oggi riferimento; Prof. Luigi Colonna che unendo scienza e umanità era attento alla persona e non solo alla malattia; Generale Medico Michele Donvito, che mi ha insegnato il valore delle regole; Prof. Carlo Fernandez, che ha dato voce alla cardiologia territoriale e mi ha spinto verso il giornalismo scientifico; Dott. Antonio Peragine, direttore delle testate di cui sono editorialista e giornalista scientifico. Ognuno di loro ha lasciato un’impronta indelebile, aiutandomi a crescere non solo come medico, ma come persona e professionista.

Ma in questo percorso ho imparato anche a riconoscere chi si presenta come tutor solo in apparenza: persone che, per invidia o paura di essere superate, invece di aiutare cercano di ostacolare o demotivare. Anche da loro si impara: soprattutto a scegliere con attenzione da chi farsi guidare e a credere sempre nel proprio valore.

La formazione non si ferma mai: nuove esperienze, in tutti i contesti, aiutano a trovare la propria strada, fino a quando si è pronti a camminare da soli.

Non solo medici o giornalisti: un messaggio per tutti
Porto sempre nel cuore il mio primo tutor, colui che per primo mi ha insegnato a camminare con le mie gambe. Ma il viaggio non si interrompe mai: ogni incontro, ogni ostacolo, ogni sfida sono un’occasione per crescere, migliorarsi e diventare persone più consapevoli. In medicina come nel giornalismo, la formazione è un percorso continuo, fatto di passione, curiosità e capacità di mettersi sempre in discussione.

Il messaggio finale è chiaro: Non smettere mai di credere nel valore della crescita, dei veri maestri e della capacità di riconoscere i falsi. Sono valori che valgono in ogni ambito della vita e che permettono di camminare con le proprie gambe, ragionare con la propria testa e seguire, sempre, ciò che suggerisce il cuore.

Foto primo tesserino Ordine dei Medici
Foto primo tesserino Ordine dei Medici

Dai una vecchia foto a un programma di IA ed ecco il risultato. Abito e cravatta sono quelli del 16.07.1974

Luglio 1974

Il giorno della mia laurea è dedicato alla mia cara mamma Angela. Sapendo anche da studente la prognosi sfavorevole della sua malattia speravo tanto di abbracciarla in quell’indimenticabile giorno. Così è stato    https://www.corrierenazionale.net/2026/07/16/il-giorno-della-laurea/

Obesità: la svolta della Legge Pella

Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica apre una nuova era nella prevenzione e nella cura, con un modello regionale che punta su multidisciplinarietà e presa in carico globale del paziente.

Riconoscimento come malattia cronica e impatto multidisciplinare sulla salute

L’approvazione della Legge Pella ha segnato una svolta storica per il sistema sanitario italiano: l’obesità viene finalmente riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante. Questo cambiamento epocale permette di inserire le prestazioni per la prevenzione e la cura dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendo l’accesso alle cure tramite il Servizio Sanitario Nazionale. (fondazioneveronesi.it)

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In risposta a questa nuova normativa, la Regione Puglia ha istituito il Tavolo Istituzionale Regionale “Verso un modello di presa in carico regionale per la prevenzione e la cura dell’obesità”, coinvolgendo istituzioni, professionisti sanitari ed esperti. L’obiettivo è costruire un modello integrato e multidisciplinare che accompagni la persona lungo tutto il percorso di cura: dalla prevenzione, all’educazione alla salute, dalla diagnosi precoce, al trattamento e al follow-up. Il workshop ha posto le basi per la definizione di un Documento di Consenso Regionale, destinato a promuovere un modello di presa in carico sostenibile e omogeneo sul territorio.

Obesità e complicanze: la necessità di un approccio multidisciplinare

L’obesità non è solo una questione estetica, ma comporta un aumento rilevante del rischio cardiovascolare (ipertensione, infarto, ictus), oncologico (tumori del colon, mammella, endometrio), e della prevalenza della OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno). La OSAS è una patologia caratterizzata da ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, che può causare sonnolenza diurna, deficit cognitivi, ipertensione e complicanze cardiovascolari. Inoltre, l’obesità ha un impatto funzionale sulle malattie osteo-degenerative, come artrosi e lombalgia, peggiorando la qualità della vita e limitando la mobilità. Per questo motivo, la gestione dell’obesità richiede un percorso multidisciplinare, coinvolgendo cardiologi, oncologi, pneumologi, ortopedici e altri specialisti.

Il ricordo del Prof. Giovanni De Pergola e il ruolo del Prof. Francesco Giorgino

In questo contesto di innovazione, è doveroso ricordare il Prof. Giovanni De Pergola, scomparso prematuramente, che ha dedicato la sua vita allo studio dell’obesità e delle sue complicanze, distinguendosi per competenza scientifica, umanità e capacità di dialogo. Il suo contributo resta fondamentale per tutti i colleghi e studenti che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui.  (sio-obesita.org)

Un ruolo chiave in questo percorso è stato svolto dal Prof. Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia e Malattie Metaboliche all’Università degli Studi di Bari, che ha coordinato il Tavolo Istituzionale Regionale e recentemente è stato nominato presidente della European Association for the Study of Diabetes (EASD). Grazie al suo impegno, la Regione Puglia sta costruendo un modello di presa in carico sempre più appropriato e sostenibile.(tuttodiabete.it)

L’approvazione della Legge Pella e le iniziative regionali segnano l’inizio di un nuovo approccio nella gestione dell’obesità in Italia, con la sfida di tradurre questi principi in azioni concrete e garantire cure e prevenzione a tutti i cittadini.

Per approfondire ulteriormente l’argomento, potrebbe interessarti il video “Obesità: dalla vergogna alla cura, la proposta di legge per il riconoscimento come malattia cronica”, che discute la proposta di legge e le sue implicazioni.

Obesità: dalla vergogna alla cura, la proposta di legge per il riconoscimento come malattia cronica

OBESITALEGGEPELLA

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

Obesità: la svolta della Legge Pella

Meta descrizione : Obesità riconosciuta come malattia cronica novità della Legge Pella, complicanze e approccio multidisciplinare nella presa in carico

TAG Obesità, #LeggePella, °MalattiaCronica, Multidisciplinare

SLUG obesita-svolta-legge-pella

FB Obesità riconosciuta come malattia cronica: con la Legge Pella cambia tutto! Nuovo modello regionale, approccio multidisciplinare e più attenzione alle complicanze come rischio cardiovascolare, OSAS e patologie osteo-articolari. Un passo avanti per la salute di tutti! 💪🩺 #Obesità #LeggePella #Salute #Multidisciplinare

X:Obesità riconosciuta come malattia cronica grazie alla Legge Pella: più prevenzione, cura multidisciplinare e attenzione alle complicanze. Un cambio storico per la salute! 💪🩺 #Obesità #LeggePella #Salute

 

 

 

 

Luglio in Grasso

Metadescrizione: Scopri le piante grasse più resistenti e creative per terrazzi e balconi, con consigli pratici, curiosità e idee di Francesco Rubini per chi non ha il pollice verde.

TAG #piantegrasse, #pollicenonverde, #giardinofacile,#succulente, #giardinaggiosemplice

Luglio in Grasso

Sopravvivere senza Pollice Verde
Consigli pratici, curiosità e idee creative di Francesco Rubini per chi vuole un angolo verde… senza stress!

Piante Grasse Giardino

Bentornato Francesco!
Siamo a luglio e, diciamolo, dopo aver visto appassire gerani e aromatiche, in tanti ci chiediamo: esiste una pianta che sopravvive anche a chi il pollice verde proprio non ce l’ha? Oggi parliamo di piante grasse, le alleate perfette per chi non ha tempo, memoria o pazienza, ma non vuole rinunciare a un tocco di natura su terrazzi e balconi.

Francesco, quali sono le piante grasse più adatte a chi non ha esperienza e tende a dimenticarsi di annaffiare?
Le piante grasse sono vere campionesse di sopravvivenza: Aeonium ‘Rosa Nera’, Cactus di Natale, Cereus, Senecio, Kalanchoe, Opuntia, Mesembriantemum e Aloe sono tutte scelte top. Resistono alla siccità, si adattano facilmente e richiedono pochissima manutenzione. In pratica, sono nate per chi vive di corsa… o semplicemente si dimentica di annaffiare!

Piante grasse nomi

Un po’ di storia e curiosità:
Lo sapevi che nell’antico Egitto l’Aloe era considerata la “pianta dell’immortalità” e veniva posta nelle tombe dei faraoni? Anche i Maya e gli Aztechi usavano le piante grasse per riti e medicine. L’Opuntia, il famoso fico d’India, è simbolo di forza e resilienza: in Messico è ancora oggi un portafortuna nazionale. Il Cereus, invece, secondo alcune leggende sudamericane, protegge la casa dagli spiriti negativi durante la notte.

Fitoterapia e usi pratici:
L’Aloe è super famosa per le sue proprietà lenitive: il gel delle foglie è un rimedio naturale per scottature, irritazioni e piccole ferite. Il Kalanchoe, in alcune tradizioni popolari, viene chiamata “pianta della salute” per il suo succo ricco di principi attivi. E l’Opuntia? Oltre a essere buonissima, ha proprietà digestive e antinfiammatorie.

Hai idee creative per chi vuole dare un tocco personale anche senza grande esperienza?
Assolutamente sì! Puoi creare mini-giardini in ciotole, aggiungere sassi colorati, oppure usare i fiori secchi di Kalanchoe e Mesembriantemum per quadretti o barattoli profumati. Anche se il pollice è blu, il risultato sarà comunque super originale!

Un consiglio pratico per chi vuole iniziare senza rischiare di “uccidere” le piante grasse?
Scegli vasi con drenaggio, niente acqua in eccesso e tanta luce. Se ti dimentichi di annaffiare, meglio così: le grasse sono felicissime!

Un piccolo extra per la vita di coppia:
Lo sapevi che prendersi cura insieme delle piante, anche solo una volta a settimana, aiuta la complicità e riduce lo stress? Creare un piccolo angolo verde in due può diventare un rituale di benessere e un modo per “coltivare” anche il rapporto. Bastano un vaso, una pianta resistente e la voglia di sorridere insieme!

Coppia e piante grasse

Domanda finale:
Francesco, chiudo con una curiosità: è vero che in alcune culture regalare una pianta grassa, come l’Opuntia o il Kalanchoe, porta fortuna alle coppie e simboleggia un amore che resiste a tutto? Tu cosa ne pensi, hai mai consigliato una “pianta dell’amore” per rafforzare un legame?

Risposta di Francesco:
Assolutamente sì, è una credenza che mi piace molto! Spesso consiglio di regalare una pianta grassa proprio per questo motivo: sono simbolo di forza, resilienza e amore che resiste al tempo e alle difficoltà. L’Opuntia, con le sue spine e i frutti dolci, rappresenta benissimo le sfide e le gioie di una relazione. Anche il Kalanchoe, che fiorisce più volte l’anno, è un augurio di felicità continua. In fondo, prendersi cura insieme di una pianta è già un piccolo rito d’amore quotidiano!

Grazie a Francesco per averci svelato consigli pratici, curiosità e anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più sorprendenti.
Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

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Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico