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Luglio in Grasso

Metadescrizione: Scopri le piante grasse più resistenti e creative per terrazzi e balconi, con consigli pratici, curiosità e idee di Francesco Rubini per chi non ha il pollice verde.

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Luglio in Grasso

Sopravvivere senza Pollice Verde
Consigli pratici, curiosità e idee creative di Francesco Rubini per chi vuole un angolo verde… senza stress!

Piante Grasse Giardino

Bentornato Francesco!
Siamo a luglio e, diciamolo, dopo aver visto appassire gerani e aromatiche, in tanti ci chiediamo: esiste una pianta che sopravvive anche a chi il pollice verde proprio non ce l’ha? Oggi parliamo di piante grasse, le alleate perfette per chi non ha tempo, memoria o pazienza, ma non vuole rinunciare a un tocco di natura su terrazzi e balconi.

Francesco, quali sono le piante grasse più adatte a chi non ha esperienza e tende a dimenticarsi di annaffiare?
Le piante grasse sono vere campionesse di sopravvivenza: Aeonium ‘Rosa Nera’, Cactus di Natale, Cereus, Senecio, Kalanchoe, Opuntia, Mesembriantemum e Aloe sono tutte scelte top. Resistono alla siccità, si adattano facilmente e richiedono pochissima manutenzione. In pratica, sono nate per chi vive di corsa… o semplicemente si dimentica di annaffiare!

Piante grasse nomi

Un po’ di storia e curiosità:
Lo sapevi che nell’antico Egitto l’Aloe era considerata la “pianta dell’immortalità” e veniva posta nelle tombe dei faraoni? Anche i Maya e gli Aztechi usavano le piante grasse per riti e medicine. L’Opuntia, il famoso fico d’India, è simbolo di forza e resilienza: in Messico è ancora oggi un portafortuna nazionale. Il Cereus, invece, secondo alcune leggende sudamericane, protegge la casa dagli spiriti negativi durante la notte.

Fitoterapia e usi pratici:
L’Aloe è super famosa per le sue proprietà lenitive: il gel delle foglie è un rimedio naturale per scottature, irritazioni e piccole ferite. Il Kalanchoe, in alcune tradizioni popolari, viene chiamata “pianta della salute” per il suo succo ricco di principi attivi. E l’Opuntia? Oltre a essere buonissima, ha proprietà digestive e antinfiammatorie.

Hai idee creative per chi vuole dare un tocco personale anche senza grande esperienza?
Assolutamente sì! Puoi creare mini-giardini in ciotole, aggiungere sassi colorati, oppure usare i fiori secchi di Kalanchoe e Mesembriantemum per quadretti o barattoli profumati. Anche se il pollice è blu, il risultato sarà comunque super originale!

Un consiglio pratico per chi vuole iniziare senza rischiare di “uccidere” le piante grasse?
Scegli vasi con drenaggio, niente acqua in eccesso e tanta luce. Se ti dimentichi di annaffiare, meglio così: le grasse sono felicissime!

Un piccolo extra per la vita di coppia:
Lo sapevi che prendersi cura insieme delle piante, anche solo una volta a settimana, aiuta la complicità e riduce lo stress? Creare un piccolo angolo verde in due può diventare un rituale di benessere e un modo per “coltivare” anche il rapporto. Bastano un vaso, una pianta resistente e la voglia di sorridere insieme!

Coppia e piante grasse

Domanda finale:
Francesco, chiudo con una curiosità: è vero che in alcune culture regalare una pianta grassa, come l’Opuntia o il Kalanchoe, porta fortuna alle coppie e simboleggia un amore che resiste a tutto? Tu cosa ne pensi, hai mai consigliato una “pianta dell’amore” per rafforzare un legame?

Risposta di Francesco:
Assolutamente sì, è una credenza che mi piace molto! Spesso consiglio di regalare una pianta grassa proprio per questo motivo: sono simbolo di forza, resilienza e amore che resiste al tempo e alle difficoltà. L’Opuntia, con le sue spine e i frutti dolci, rappresenta benissimo le sfide e le gioie di una relazione. Anche il Kalanchoe, che fiorisce più volte l’anno, è un augurio di felicità continua. In fondo, prendersi cura insieme di una pianta è già un piccolo rito d’amore quotidiano!

Grazie a Francesco per averci svelato consigli pratici, curiosità e anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più sorprendenti.
Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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Sanità italiana 2026

La riforma ha rivoluzionato la Medicina Generale, tra entusiasmo e incertezze. Medici e cittadini stanno vivendo un cambiamento profondo, fatto di nuove sfide e tante domande ancora aperte

La riforma che vuole cambiare il volto della Medicina Generale

A due anni dall’avvio della discussa riforma della sanità, il panorama della Medicina Generale in Italia appare profondamente trasformato. Era il giugno 2024 quando il confronto tra governo e sindacati si arenava senza un accordo, segnando una delle fratture più evidenti tra le istituzioni e i medici di famiglia. Oggi, nel 2026, è possibile tracciare un primo bilancio di un percorso che ha visto entusiasmo, resistenze e non pochi colpi di scena.

Nu9fZuGG5oKp98oIj6elKDalla teoria alla pratica: le Case di Comunità e il nuovo status dei medici

Promossa dal ministro Schillaci, la riforma ha puntato tutto sulle Case di Comunità, che nel frattempo sono diventate realtà in poche regioni. Questi poli territoriali hanno avvicinato i servizi ai cittadini, favorendo un approccio multidisciplinare e integrato. Tuttavia, la transizione dal modello convenzionato a quello di dipendenza per i Medici di Medicina Generale ha rappresentato il vero terremoto. Molti professionisti hanno accolto con diffidenza il nuovo contratto, temendo la perdita di autonomia e la rigidità organizzativa. Alcuni hanno scelto di anticipare il pensionamento, altri si sono adattati, mentre una parte della categoria continua a chiedere aggiustamenti e tutele.

Le criticità irrisolte e il rischio di disparità

Nonostante i progressi, restano forti le criticità legate alle risorse e alle differenze regionali. Le Case di Comunità funzionano a pieno regime solo dove gli investimenti sono stati adeguati, mentre in altre zone si registrano ancora carenze di personale e strutture. Il rischio di aumentare il divario Nord-Sud si è purtroppo concretizzato in diversi territori, alimentando nuove richieste di intervento da parte delle amministrazioni locali.

La voce dei medici: tra adattamento e nuove sfide

La categoria dei Medici di Medicina Generale si è trovata costretta a reinventarsi, tra nuove procedure burocratiche, maggiore lavoro in team e la necessità di aggiornarsi costantemente su protocolli e tecnologie. Se da un lato molti riconoscono i vantaggi di una medicina territoriale più strutturata, anche per ridurre gli accessi ai Pronto Soccorso, dall’altro resta forte il desiderio di vedere valorizzata la propria esperienza e autonomia decisionale.

nicola calabrese

Secondo il dott. Nicola Calabrese, Segretario per la provincia di Bari della FIMMG«È arrivato il momento della responsabilità reciproca, della medicina generale e delle Regioni. FIMMG è soggetto responsabile rispetto agli obiettivi del PNRR e quindi rispetto al progetto Case di Comunità. Ci aspettiamo la stessa responsabilità dalle Regioni rispetto alla definizione del fabbisogno di attività oraria e la concretizzazione, finalmente, del modello H16, la valorizzazione del ruolo dei medici all’interno delle CdC che vada oltre alla sola presenza fisica — ma valorizzi processi di presa in carico, diagnostica, prevenzione — e che si condivida la necessità di rendere il ruolo unico vivibile e attrattivo per la categoria, dove l’attività oraria e fiduciaria possano diventare strumenti di valorizzazione professionale e opportunità per il sistema.»

Uno sguardo al futuro

Nel 2026 la sanità italiana è ancora in evoluzione. La riforma ha segnato un punto di svolta, ma il percorso è tutt’altro che concluso. Il dialogo tra medici, istituzioni e cittadini sarà fondamentale per correggere le criticità emerse e garantire una medicina di prossimità davvero efficace e sostenibile.

Sanità italiana 2026

 

 

Respira e Medita: Cuore più Forte ogni Giorno

Meditazione e Tecniche di Respirazione nelle Malattie Cardiovascolari: Relazione Pratica

Respira e Medita: Cuore più Forte ogni Giorno!

Le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte nel mondo, ma oggi la prevenzione non passa solo dai farmaci o dalla dieta. Sempre più ricerche dimostrano che la meditazione e le tecniche di respirazione possono diventare alleati preziosi per il benessere del cuore.

Pratiche come la respirazione diaframmatica, il rilassamento progressivo e la mindfulness aiutano a ridurre lo stress, abbassare la pressione arteriosa e migliorare la qualità della vita. Bastano pochi minuti al giorno per ottenere benefici concreti: meno ansia, frequenza cardiaca più stabile e una maggiore consapevolezza dei segnali del proprio corpo. Non servono attrezzature speciali, solo la volontà di ritagliarsi uno spazio quotidiano per sé stessi.

Le linee guida internazionali iniziano a riconoscere l’importanza di queste strategie, soprattutto nella prevenzione secondaria e nella gestione dei fattori di rischio psico-emotivi. Un cuore sano non è solo questione di numeri: è equilibrio tra corpo e mente, e la meditazione può aiutare a ritrovarlo.

Se vuoi provare, inizia con una semplice respirazione profonda ogni mattina o una breve sessione di mindfulness la sera. Il cuore ti ringrazierà, giorno dopo giorno.

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Premessa:
Le tecniche di meditazione e respirazione sono strumenti complementari, utili per ridurre stress, abbassare la pressione arteriosa, migliorare la variabilità della frequenza cardiaca e il benessere psicologico nei pazienti cardiovascolari. Non sostituiscono le terapie farmacologiche, ma rappresentano un valido supporto nella gestione globale del paziente.

Respira e medita


TABELLA TECNICHE RILASSAMENTO

1. Respirazione Diaframmatica

  • Modalità pratica:
    • Siediti o sdraiati in posizione comoda.
    • Appoggia una mano sull’addome.
    • Inspira lentamente dal naso, gonfiando l’addome (non il torace).
    • Espira lentamente dalla bocca, svuotando l’addome.
    • Ripeti per 5-10 minuti, 1-2 volte al giorno.
    • Puoi usare un timer o una musica rilassante di sottofondo.

2. Tecnica 4-7-8

  • Modalità pratica:
    • Siediti con la schiena dritta.
    • Inspira dal naso per 4 secondi.
    • Trattieni il respiro per 7 secondi.
    • Espira lentamente dalla bocca per 8 secondi.
    • Ripeti per 4 cicli, fino a 2 volte al giorno, soprattutto nei momenti di ansia o prima di dormire.

3. Mindfulness (Meditazione di Consapevolezza)

  • Modalità pratica:
    • Siediti in posizione comoda, occhi chiusi o socchiusi.
    • Porta l’attenzione al respiro, senza modificarlo.
    • Nota pensieri o sensazioni che emergono, lasciandoli andare senza giudicarli.
    • Riporta gentilmente l’attenzione al respiro ogni volta che ti distrai.
    • Pratica per 10-15 minuti, quotidianamente.

4. Rilassamento Progressivo di Jacobson

  • Modalità pratica:
    • Inizia dai piedi, contrai i muscoli per 5 secondi, poi rilassali per 15 secondi.
    • Prosegui con polpacci, cosce, glutei, addome, torace, braccia, mani, collo e viso.
    • L’intera sequenza dura circa 15-20 minuti.
    • Ottimo la sera o nei momenti di tensione.

5. Body Scan (Scansione Corporea)

  • Modalità pratica:
    • Sdraiati in posizione comoda.
    • Porta l’attenzione progressivamente dalle dita dei piedi fino alla testa, osservando ogni sensazione, senza modificarla.
    • Pratica per 10-20 minuti, una volta al giorno.

Suggerimenti Pratici:

  • Scegli un momento fisso della giornata per favorire la regolarità (es. mattina o sera).
  • Puoi associare le tecniche a musica rilassante o app dedicate.
  • Consiglia ai pazienti di annotare su un diario le sensazioni prima e dopo le sessioni.

Fonti principali:

  • European Society of Cardiology (ESC) Guidelines on Cardiovascular Disease Prevention
  • American Heart Association (AHA) Scientific Statement on Meditation and Cardiovascular Risk Reduction
  • Goyal M. et al., JAMA Intern Med. 2014;174(3):357-368

 

Robot umanoidi in Cina

Nel Paese più popoloso del mondo, i robot umanoidi stanno ridefinendo i confini della medicina e del lavoro. Tra sfide demografiche e innovazione tecnologica, la Cina diventa il laboratorio globale dove il futuro si costruisce oggi

Robot in Cina

La rivoluzione silenziosa che cambia la medicina e il lavoro

Nel cuore pulsante dei congressi scientifici internazionali, come quello recente di elettrofisiologia in Cina, i robot umanoidi non sono più una curiosità da laboratorio, ma protagonisti di una trasformazione profonda. In un Paese che conta oltre un miliardo di abitanti e che si trova di fronte a una delle più rapide transizioni demografiche della storia, la scelta di investire nella robotica non è solo una questione di progresso tecnologico, ma una risposta strategica a esigenze concrete e urgenti.

Robotica e sanità: una risposta all’invecchiamento

La popolazione cinese sta invecchiando: secondo il National Bureau of Statistics of China, gli over 65 rappresentano ormai il 14% della popolazione, con stime che supereranno i 300 milioni entro il 2035. Questa pressione demografica si riflette direttamente sulla sanità e sull’assistenza, spingendo il sistema a cercare soluzioni innovative. Ed è qui che la robotica umanoide entra in scena, offrendo supporto nella riabilitazione, nell’assistenza domiciliare, nel triage e nelle attività infermieristiche, come documentato dalle più recenti pubblicazioni su Lancet Digital Health e IEEE Robotics & Automation.

Lavoro e società: rischi e opportunità dell’automazione 

Ma la rivoluzione robotica non riguarda solo la medicina. L’impatto occupazionale è al centro del dibattito internazionale: secondo l’International Labour Organization (ILO), l’automazione può ridurre alcune professioni tradizionali, ma apre anche nuove opportunità in settori ad alto contenuto tecnologico, a patto che siano attivati percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale. La Cina, consapevole di questi rischi e opportunità, sta investendo in formazione e ricerca, cercando di bilanciare sviluppo tecnologico e coesione sociale.

Robotica non solo sanità

In un clima globale segnato dal potenziamento militare, la robotica umanoide in Cina non si limita al settore sanitario: viene sempre più studiata anche per applicazioni logistiche, di soccorso e supporto operativo in ambito difensivo, controllo delle frontiere. Questa evoluzione apre scenari inediti, tra nuove opportunità tecnologiche e interrogativi etici su sicurezza, privacy,  impatto sociale e impiego offensivo. Un motivo in più per mantenere alta l’attenzione sullo sviluppo responsabile di queste tecnologie, guardando sia ai benefici che ai rischi potenziali.

Non mancano le voci critiche: il timore di nuove disuguaglianze, la perdita di posti di lavoro a bassa specializzazione, il rischio che la tecnologia superi la capacità di adattamento della società. Tuttavia, la lezione che arriva da Pechino è chiara: la robotica umanoide non è solo una sfida, è anche una gigantesca opportunità per ripensare la medicina, il lavoro e il rapporto tra uomo e tecnologia.

In questo scenario, la Cina si conferma laboratorio globale di innovazione, offrendo spunti di riflessione anche per l’Occidente. La vera domanda, oggi, non è se i robot umanoidi cambieranno il nostro modo di lavorare e curare, ma come sapremo guidare questo cambiamento, mettendo al centro la formazione, l’etica e la dignità della persona.

Riferimenti essenziali

  1. Williams B, Mancia G, Spiering W, Agabiti Rosei E, Azizi M, Burnier M, et al. 2023 ESH Guidelines for the management of arterial hypertension. J Hypertens. 2023;41(12):1874-2071. doi:10.1097/HJH.0000000000003480
  2. World Health Organization. World Obesity Atlas 2023. Geneva: WHO; 2023. Disponibile su: https://www.worldobesity.org/resources/resource-library/world-obesity-atlas-2023
  3. International Labour Organization. World Employment and Social Outlook: Trends 2024. Geneva: ILO; 2024. Disponibile su: https://www.ilo.org/global/research/global-reports/weso/trends2024/lang–en/index.htm
  4. National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Dementia: assessment, management and support for people living with dementia and their carers. NICE guideline [NG97]. London: NICE; 2024 update. Disponibile su: https://www.nice.org.uk/guidance/ng97
  5. Ministero della Salute. Valutazione multidimensionale geriatrica. Linee guida nazionali. Roma: Ministero della Salute; 2019.

Intervista al Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, Ordine Farmacisti Bari-BAT

 

Farmacia di servizio

Farmacie e realtà dei fatti: tra remunerazione, servizio e diritto alla salute

Parliamo insieme con il Presidente Luigi D’Ambrosio Lettieri

Luigi D

Martedì 20 maggio il Corriere della Sera ha pubblicato, nella rubrica DataRoom a firma di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, un approfondimento dedicato all’evoluzione delle farmacie italiane e ai servizi oggi erogati. L’articolo ha affrontato temi di grande interesse pubblico, dalla remunerazione delle farmacie alla distribuzione dei farmaci, fino alle attività di autoanalisi e telemedicina. Tuttavia, la lettura dell’approfondimento ha suscitato interrogativi e perplessità in molti operatori sanitari, soprattutto per alcune valutazioni che sembrano non tenere adeguatamente conto del contesto normativo, organizzativo e assistenziale nel quale le farmacie operano.Per approfondire questi aspetti abbiamo intervistato il Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari-BAT, che offre una lettura basata sui dati, sull’esperienza professionale e sulla concreta realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.

Guglielmi Riccardo Luigi d'AmbrosioGuglielmi Riccardo Luigi d'Ambrosio Acquerello

 

Presidente, si parla molto della nuova remunerazione delle farmacie. Può aiutarci a fare chiarezza

La remunerazione delle farmacie è stata per molti anni collegata al prezzo del farmaco dispensato. Si trattava di un sistema concepito in un contesto sanitario ed economico completamente diverso da quello attuale. Con la riforma recentemente introdotta si è cercato di correggere una distorsione storica: il valore professionale dell’atto farmaceutico era infatti scarsamente riconosciuto, mentre il compenso era prevalentemente legato al valore commerciale del medicinale dispensato. Oggi il sistema prevede una quota fissa per confezione dispensata, accompagnata da una componente percentuale molto ridotta rispetto al passato. L’obiettivo non è aumentare i guadagni delle farmacie, ma rendere più equilibrata e sostenibile la remunerazione di un servizio sanitario che richiede competenze professionali, responsabilità e presenza capillare sul territorio. In altri termini, si passa progressivamente dalla remunerazione del prodotto alla remunerazione della prestazione professionale.

C’è chi sostiene che le farmacie guadagnano di più. Cosa risponde

Occorre evitare valutazioni costruite su singoli esempi isolati. Prendere a riferimento un farmaco dal costo molto basso e confrontare esclusivamente il margine ottenuto prima e dopo la riforma può generare conclusioni fuorvianti. Una valutazione corretta dovrebbe essere effettuata sull’intero paniere dei medicinali dispensati annualmente dal Servizio sanitario nazionale, considerando migliaia di referenze, le riduzioni di prezzo intervenute negli anni, gli sconti obbligatori a carico delle farmacie, gli oneri gestionali e l’inflazione che hanno inciso sui costi di esercizio. Ribadisco, la riforma non nasce per attribuire vantaggi economici alle farmacie, ma per contemperare la tenuta dei conti pubblici con la giusta remunerazione di una rete che assicura ogni giorno assistenza farmaceutica a milioni di cittadini, comprese le aree rurali e disagiate dove la farmacia rappresenta spesso l’unico presidio sanitario facilmente accessibile.

Il trasferimento di gliptine e gliflozine dalla distribuzione diretta alla convenzionata ha suscitato molte discussioni. Quali benefici ha prodotto

Innanzitutto, è opportuno chiarire che, anche in questo caso, non si è trattato di una scelta orientata agli interessi delle farmacie, ma di una decisione finalizzata a migliorare l’accessibilità alle cure. Per anni molti pazienti affetti da diabete sono stati costretti a ritirare questi medicinali presso i servizi farmaceutici delle ASL, affrontando spostamenti, attese e procedure burocratiche spesso gravose.  La disponibilità dei farmaci attraverso la rete delle oltre 20.000 farmacie italiane ha consentito di avvicinare il servizio al cittadino, riducendo la spesa a carico dello Stato, disagi organizzativi per i pazienti e costi indiretti. I benefici sono particolarmente evidenti per gli anziani, per i pazienti cronici, per le persone fragili e per chi vive lontano dai centri di distribuzione.

Esiste un aspetto che viene spesso trascurato

Sono molti gli aspetti trascurati: la farmacia garantisce continuità assistenziale, monitoraggio dell’aderenza terapeutica, counseling professionale, verifica delle interazioni farmacologiche e supporto costante al paziente. Pertanto, il trasferimento di gliptine e gliflozine dalla distribuzione diretta a alla dispensazione convenzionata non rappresenta soltanto un cambiamento logistico, ma una scelta coerente con i principi di prossimità, equità e umanizzazione delle cure. Va inoltre ricordato che numerose analisi hanno evidenziato come la distribuzione attraverso le farmacie territoriali abbia determinato una riduzione dei costi indiretti sostenuti dal sistema e dai cittadini, migliorando al tempo stesso l’aderenza alle terapie e gli esiti clinici.

Affrontiamo adesso il tema delle autoanalisi e dei servizi erogati in farmacia. Qual è il punto che ritiene più importante

Occorre distinguere con chiarezza tra diagnosi e attività di screening o monitoraggio. Le farmacie non effettuano diagnosi mediche e non intendono sostituirsi al medico. Le attività svolte nell’ambito della Farmacia dei Servizi hanno finalità di prevenzione, monitoraggio e orientamento del cittadino. Consentono di intercettare precocemente situazioni di rischio e di favorire l’individuazione dei casi in cui il farmacista invita il paziente a recarsi dal proprio medico di base, agevolando così l’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici appropriati. Inoltre, oggi molte farmacie offrono servizi di telemedicina in ambito cardiologico, come ECG, Holter cardiaco e pressorio. I tracciati sono trasmessi a centri specializzati e il referto è sempre affidato a cardiologi di comprovata esperienza e competenza. Questo approccio permette di rafforzare la prevenzione del rischio cardiovascolare, rendendo più semplice e accessibile il monitoraggio per i cittadini, sempre in collaborazione con i medici di riferimento.

Questi servizi offerti  sono iniziative lasciate alla libera scelta delle singole farmacie

No, si tratta di servizi disciplinati da norme nazionali, da protocolli operativi e da accordi istituzionali che prevedono requisiti strutturali, tecnologici e professionali rigorosi. In un Paese caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche, la prossimità della farmacia costituisce una risorsa preziosa per il Servizio sanitario nazionale.

Spesso i media producono analisi che sembrano parziali o non del tutto oggettive. Come valuta la qualità dell’informazione su questi temi?

Il confronto critico è sempre utile e necessario. Tuttavia, quando si affrontano temi complessi che riguardano la salute pubblica, è fondamentale evitare semplificazioni. La qualità dell’informazione dipende dalla capacità di rappresentare tutti gli elementi rilevanti di una questione, anche quelli che potrebbero non confermare la tesi iniziale. Se si analizzano esclusivamente alcuni dati, trascurando il quadro complessivo, si rischia di offrire ai cittadini una rappresentazione incompleta della realtà. Le farmacie non chiedono trattamenti di favore né immunità da critiche. Chiedono semplicemente che il dibattito si sviluppi sulla base di dati completi, verificabili e contestualizzati.

Quale messaggio desidera rivolgere ai cittadini?

Vorrei ricordare che la farmacia italiana è un presidio polifunzionale della sanità territoriale che svolge un ruolo strategico nel Servizio Sanitario Nazionale di cui è parte integrante. Lo ha dimostrato durante la pandemia, lo dimostra ogni giorno assicurando l’accesso ai farmaci, alle vaccinazioni, agli screening, alla telemedicina e a numerosi altri servizi di prossimità. Dietro ogni confezione dispensata vi è una responsabilità professionale, un’attività di vigilanza, informazione e presa in carico che contribuisce concretamente alla tutela della salute. I cittadini hanno diritto a un’informazione rigorosa, completa e basata su evidenze scientifiche. Solo attraverso un confronto fondato sui dati e sull’esperienza reale delle persone possiamo costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai bisogni della collettività.

Conclusioni 

Troppo spesso il dibattito sulla sanità si concentra sui costi e troppo poco sui bisogni delle persone. Certamente si deve molta attenzione alla qualità della spesa e recuperare pienamente l’etica della responsabilità. Ma è necessario soprattutto valutare altri parametri: quanto tempo, quante difficoltà e quante rinunce alle cure siamo riusciti a evitare ai cittadini? Sono convinto che ogni scelta che semplifica l’accesso ai farmaci, riduce gli ostacoli burocratici e garantisce assistenza vicino al luogo di vita del paziente rappresenta un passo avanti per il sistema sanitario e per la qualità della vita delle persone. In questa intervista abbiamo voluto fare chiarezza con una voce autorevole come quella del dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, puntando i riflettori sul vero valore della Farmacia dei Servizi. Non ci siamo soffermati sui deficit di bilancio, ma abbiamo raccontato esempi di Buona Medicina, nel rispetto della persona che chiede aiuto. Questa è la Buona Sanità di cui ci piace parlare e che vogliamo continuare a raccontarvi.

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Intervista esclusiva al Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri sul ruolo strategico della farmacia dei servizi per il SSN. Ruolo sociale dei servizi di prossimità.

 

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