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La medicina che tutela il lavoro

Intervista esclusiva alla Dott.ssa Ilaria Tatò, specialista in Medicina del Lavoro e Fisiatria, sul valore della prevenzione, della tutela della salute dei lavoratori e del ruolo chiave del medico competente

Il 1° maggio, Festa del Lavoro, è molto più di una semplice ricorrenza: è il momento in cui il valore del lavoro e la tutela di chi lo svolge diventano protagonisti.  In questa giornata simbolica, la Medicina del Lavoro si rivela per ciò che è davvero: una disciplina che va oltre la burocrazia e si fa presidio attivo della dignità umana, dentro e fuori l’azienda.  Da questa consapevolezza nasce il dialogo che segue. Il medico competente non è soltanto garante delle regole, ma una figura chiave capace di connettere sicurezza, salute e vita quotidiana dei lavoratori.

In queste pagine, io e la Dott.ssa Ilaria Sabina Tatò — medico del lavoro e fisiatra presso il Poliambulatorio Medica Sud Bari, nonché consigliere e amministratore delegato — ci daremo del tu, da colleghi, per affrontare insieme i temi della prevenzione, dell’ascolto e della responsabilità condivisa.  Un dialogo a due voci — Riccardo Guglielmi e Ilaria Tatò — che mette al centro la cultura della prevenzione e il valore della responsabilità condivisa, ricordandoci che la vera festa del lavoro passa dalla tutela concreta delle persone che ogni giorno lo rendono possibile.

In un mondo in cui la produttività rischia talvolta di oscurare la sicurezza, questa riflessione diventa ancora più urgente: la medicina del lavoro è chiamata a essere alleata della vita, a costruire fiducia e a restituire umanità ai numeri delle statistiche.

  • Il contesto: la tutela come missione

Ilaria e riccardo

Dottoressa Tatò, la Medicina del Lavoro vive spesso prigioniera di un groviglio burocratico che ruota attorno al D.Lgs 81/2008. Spogliandola di carte e obblighi, qual è oggi il suo vero obiettivo.  È solo una questione di idoneità o siamo di fronte a una visione più profonda dell’uomo che lavora

Caro Riccardo, hai centrato il punto. La medicina del lavoro non è un freddo elenco di visite, ma il presidio della dignità della persona. La norma ci dà lo scheletro, ma il cuore della nostra missione è fare in modo che il lavoro non sia un luogo di logoramento. Oggi la sfida è più sottile: non guardiamo più solo al rischio fisico, ma ci prendiamo cura di quel benessere “invisibile” — lo stress, l’ergonomia mentale — che definisce la qualità della vita di chiunque, che sia in fabbrica o davanti a uno schermo

  • Sorveglianza sanitaria: confine tra controllo e protezione

La sorveglianza sanitaria è spesso guardata con sospetto, vissuta come il “braccio operativo” dell’azienda. Dove finisce il dovere del datore di lavoro e dove inizia invece il diritto del lavoratore a essere protetto.  Quando è davvero legittimo “aprire la porta” dello studio medico

Ti confesso che nel mio studio cerco di far sentire il paziente in un porto sicuro. La visita non è un atto di arbitrio: è una stretta di mano protettiva. Non esiste il diritto del datore di “controllare per curiosità”, né quello del lavoratore di pretendere una visita senza un nesso col rischio. Quando visito, lo faccio per un motivo preciso: assicurarmi che il lavoro non stia chiedendo al corpo più di quanto possa dare. È un patto di lealtà, dove la norma è solo lo strumento per proteggere il valore più grande: la salute

  • Il giudizio di idoneità: una sentenza o un dialogo

Il medico competente emette un giudizio. Ma quando quel verdetto – un’idoneità con limitazioni o un’inidoneità – rischia di deviare la traiettoria professionale di una vita, cosa succede? C’è spazio per un confronto, o siamo davanti a una sentenza definitiva

 Il mio giudizio non è mai una “sentenza” calata dall’alto, ma il risultato di un ascolto. Certo, la clinica è sovrana: se la salute non permette una mansione, devo tutelare la vita. Ma la legge ci offre strade di revisione – ricorsi, rivalutazioni, approfondimenti – proprio perché la salute è dinamica. Mi piace pensare che il mio giudizio sia un consiglio tecnico per far sì che il lavoratore possa continuare a contribuire alla società senza sacrificare se stesso

  • Il licenziamento e l’obbligo di “salvataggio”

Il tema dell’inidoneità fa paura. Molti leggono in una diagnosi la condanna al licenziamento. Qual è il reale confine tra l’impossibilità di svolgere una mansione e il  dovere, da parte dell’azienda, di non abbandonare il lavoratore

Questa è la parte che mi sta più a cuore. Il licenziamento non è la prima soluzione, è l’ultima spiaggia, una sconfitta per tutti. Il datore ha un obbligo morale e giuridico: il repêchage. Prima di chiudere un rapporto, dobbiamo esplorare ogni angolo dell’azienda: esistono mansioni diverse? Possiamo adattare l’ambiente? Con piccoli accorgimenti, spesso riusciamo a cucire su misura la mansione sul lavoratore. Il nostro obiettivo è il mantenimento, non l’esclusione

  • L’indipendenza del medico: un equilibrista tra due mondi

Ilaria tu sei retribuita dall’azienda ma devi tutelare il lavoratore. È un equilibrio da funamboli. Come mantieni intatta la tua autonomia deontologica in un contesto che è, per definizione, conflittuale

È una domanda che tocca l’essenza della nostra etica. Essere pagati dall’azienda non significa essere “di proprietà” dell’azienda. La mia bussola è il codice deontologico: se un datore prova a farmi pressioni, la mia risposta sta sempre nella cartella clinica, nei dati oggettivi. Il conflitto esiste, è vero, ma lo risolvo mettendo la persona al centro. Quando il lavoratore capisce che sto guardando alla sua salute e non alla produttività, il muro di diffidenza crolla e nasce un rapporto di fiducia reale

  • Sindacati e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza: il ruolo del testimone

Che ruolo giocano i sindacati e i RLS in questo intreccio? Hanno potere di interferire sulla diagnosi o sono sentinelle di un processo che deve restare trasparente

Sono le nostre sentinelle, indispensabili. I RLS sono il ponte tra il mio ufficio e la platea dei lavoratori. Non entrano mai nel merito della diagnosi – quella è la mia responsabilità sacra – ma vigilano affinché il processo sia trasparente. Il loro compito è garantire che la prevenzione non resti un’idea astratta, ma diventi parte della cultura aziendale quotidiana

  • Il paradosso degli infortuni: perché continuiamo a contare i danni

 Dottoressa, guardiamo i numeri, guardiamo la cronaca: nonostante anni di campagne, norme e innovazioni, gli infortuni sul lavoro restano una piaga aperta, spesso con esiti drammatici. Senza giri di parole: dove stiamo fallendo? Qual è il “peccato originale” che rende ancora così pericoloso il nostro fare impresa

 Riccardo, la tua è la domanda che ogni mattina dovrebbe far tremare i polsi a chi si occupa di sicurezza. La verità è che non c’è una sola causa, ma un intreccio di responsabilità. Abbiamo una cultura della sicurezza che è ancora, purtroppo, un vestito che non ci calza bene: troppo spesso viene indossato solo per obbligo, mai per convinzione. Le procedure, sulla carta, sono perfette; nella pratica, vengono aggirate per la fretta o per la cronica pressione sui ritmi produttivi. Quando la velocità diventa l’unica metrica del successo, il rischio viene sistematicamente declassato. E poi, c’è il nodo fatale: in troppi settori la sicurezza viene ancora contabilizzata come un costo da tagliare, anziché come il pilastro su cui fondare la produzione. Finché non capiremo che investire in prevenzione è l’unica vera forma di sostenibilità economica, continueremo, purtroppo, a piangere il mancato ritorno a casa di un lavoratore.»

  • Assenze e controlli: i confini del medico competente

Un’ultima curiosità: in un’epoca di sospetti incrociati, quanto è frustrante sentirsi chiedere se il medico del lavoro può fare il “lavoro sporco” per stanare chi abusa delle malattie? Qual è il confine tra la gestione del rischio e il controllo fiscale

 Ti rispondo con un sorriso: io sono un medico, non un investigatore. Quando mi viene chiesto di “fare controlli” su chi è assente, spiego sempre che la mia funzione è la tutela del benessere. Le visite fiscali spettano ad altri. Quando un lavoratore torna da una lunga malattia, io sono lì per capire se è pronto, non per indagare sul passato. Il mio sguardo è rivolto al futuro, al reinserimento. Se riusciamo a far capire questo, la medicina del lavoro smette di essere un “nemico” e torna a essere quello che dovrebbe essere: un alleato della vita

Conclusione

Alla fine, dietro ogni giudizio di idoneità e ogni firma su un documento, non ci sono solo protocolli, ma storie. Storie di lavoratori che chiedono di essere ascoltati e di datori che tentano l’equilibrio difficile tra sicurezza e produttività. Il medico, in questo scenario, è un equilibrista che cammina sul filo sottile della responsabilità. Questa intervista ci ricorda che la Medicina del Lavoro non è un esercizio burocratico, ma una questione di umanità. La sfida, oggi, è non smarrire mai il senso della misura, restando sempre dalla parte della dignità. Perché, in fondo, la vera sicurezza non si scrive solo nei decreti: si costruisce ogni giorno, guardandosi negli occhi.  In fondo, il senso più autentico del 1° maggio è proprio questo: celebrare il lavoro significa prendersi cura delle persone che lo rendono possibile, ogni giorno, con rispetto, attenzione e responsabilità condivisa. Solo così la medicina del lavoro può essere davvero alleata della vita e della società.

Grazie dott.ssa Ilaria per questa bella chiacchierata

ILARIA CARDIOLOGA 1

foto Medica SUD

MEDICA SUD 2

MEDICA SUD 1

Consulta anche gli articoli su:

Redazione Corriere PL

Redazione Il Corriere Nazionale 

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

 

 

 

La medicina che tutela il lavoro

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Un mondo intorno al cuore

A Bari il congresso sull’eccellenza cardiologica e la sicurezza sanitaria nel lavoro

BARI, Sabato 18 aprile 2026 – Si svolgerà a Bari, con inizio alle ore 8:30 presso l’Auditorium Comando di Polizia Municipale Japigia, il congresso scientifico “Un mondo intorno al cuore: prevenzione e cura delle cardiovascolopatie”. L’evento, che vede come Presidente il Prof. Marco Matteo Ciccone e come responsabili scientifici i dottori Luigi Carella e Francesco Carrata, si pone l’obiettivo di affrontare la sfida della cronicità attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

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L’iniziativa è promossa da ANCE (Cardiologia Italiana del Territorio), con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, del Comune di Bari e dell’associazione del volontariato AMA Cuore Bari ODV, confermando l’impegno costante degli organizzatori nel potenziare i percorsi assistenziali territoriali e la comunicazione scientifica.

L’eccellenza dei seminari scientifici

Il programma della giornata si articola in seminari di alto profilo clinico, volti a migliorare la qualità dell’assistenza attraverso un approccio multidisciplinare e integrato.

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Un momento di particolare rilievo è rappresentato dal terzo seminario, una sessione dedicata prevalentemente all’esperienza della Cardiologia Ospedaliera del Policlinico di Bari. Questa realtà, diretta dal Prof. Paolo Colonna nel segno della tradizione e dell’innovazione, affronta temi vitali come la prevenzione delle malattie coronariche, la cardiologia di genere e le nuove scelte terapeutiche per le aritmie cardiache.

Il valore della Sicurezza Sanitaria nel Lavoro

Di estrema importanza e attualità è il quarto seminario, interamente dedicato alla sicurezza sanitaria nel mondo del lavoro. Questa sessione esplora come la cardiopatia ischemica,  le aritmie e la prevenzione degli eventi trombo-embolici con l’uso dei nuovi farmaci anticoagulanti (NAO)  possano essere considerati veri e propri “modificatori di rischio”, con un’attenzione specifica all’impatto dei turni notturni e degli orari prolungati (≥55 ore/settimana), fattori che possono incrementare il rischio di eventi acuti fino al 25%.

Il seminario fornisce input operativi sul dialogo necessario tra medico competente e cardiologo, approfondendo anche soluzioni pratiche per la gestione dei lavoratori in terapia anticoagulante. La sessione è nobilitata dalla moderazione del Prof. Matteo Di Biase, figura di riferimento per l’eccellenza aritmologica in ambito clinico e universitario e della Dott.ssa Ilaria Tatò, la quale, nel corso della sua prestigiosa carriera, ha saputo conferire un fondamentale valore aggiunto alla prevenzione e alla Medicina del Lavoro.

Riconoscimenti al merito professionale

A coronamento dei lavori, sono previsti speciali riconoscimenti per i cardiologi che, nel corso della loro storia professionale e scientifica, hanno saputo eccellere in particolari settori della medicina cardiovascolare, dando lustro alla categoria e contribuendo in modo significativo al progresso della ricerca territoriale.

L’evento si concluderà nel pomeriggio con la sintesi dei messaggi chiave e la consegna degli attestati ai numerosi medici presenti.

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Segreteria Organizzativa: LI FÈ s.r.l.s. Ufficio Stampa: Dott. Riccardo Guglielmi – Responsabile Comunicazioni ANCE

 

La sanità pugliese si racconta al congresso CISL Medici di Bari

Esperti, dirigenti e professionisti a confronto su sfide, proposte e nuovi modelli organizzativi per il futuro della salute in Puglia

Innovazione, territorio e dignità professionale

Venerdì 6 marzo, al Victoria Park Hotel di Bari, si è svolto il congresso CISL Medici Puglia, un appuntamento che ha riunito esperti, dirigenti e professionisti per un confronto diretto sulle sfide e i nuovi modelli organizzativi della sanità regionale. L’incontro ha visto la partecipazione di figure di spicco come Luciana Cois, Francesco Donato e i vertici della segreteria regionale, con un focus su innovazione tecnologica, contrattualistica e benessere dei professionisti.

Un congresso di grande valore, ricco di contenuti e caratterizzato dalla competenza dei relatori, che ha premiato l’impegno dei colleghi organizzatori: Dario Troise, Segretario regionale  CISL Medici Puglia, e Nicola Vitale, responsabile della segreteria organizzativa.

La tavola rotonda “Medicina del Territorio”, guidata da Riccardo Guglielmi, ha offerto spunti concreti grazie agli interventi di Matteo Netti (veterinario), Maria Chirico (geriatra), Luciana Cois e Francesco Donato. Tra le criticità emerse, spicca il mancato riconoscimento di una pari dignità professionale tra specialisti ambulatoriali interni e medici ospedalieri, tema che si intreccia con la difficoltà di integrare realmente ospedale e territorio. Nonostante i tentativi di riforma, la mentalità ospedalocentrica continua a prevalere, ostacolando la piena collaborazione tra servizi territoriali e ospedalieri prevista dalla legge 883 del 1978. Il territorio riceve pazienti dall’ospedale tramite canali preferenziali (dimissioni protette in ADI, RSA, RSSA, strutture riabilitative), ma il percorso inverso resta problematico: lo specialista ambulatoriale non dispone di vie dirette per inviare pazienti cronici in ospedale in caso di acuzie, generando il fenomeno del “paziente ping pong” e compromettendo la continuità assistenziale, soprattutto nelle patologie come lo scompenso cardiaco cronico, che presenta un alto tasso di riospedalizzazione.

Tra i numerosi interventi dal pubblico, si segnala quello qualificante di Carlo Bux, storico e autorevole dirigente della CISL Medici di Puglia, da decenni impegnato nella specialistica ambulatoriale. Bux ha sottolineato con forza: «Fra le cause che sono state evidenziate determinanti le lunghe liste di attesa nella Sanità Pugliese, emerge prepotentemente la grave carenza di risorse umane; in particolare sul territorio la CISL Medici ha suggerito agli organi Istituzionali competenti di sbloccare il monte ore storico della Specialistica Ambulatoriale Interna che la Regione ha ‘congelato’ dal 2001, a seguito del passaggio dei Medici Specialisti Ambulatoriale nella dirigenza Medica dipendente in applicazione dell’Art. 34 della Legge Finanziaria del 1997»

Durante la giornata si è discusso anche di intelligenza artificiale (Alessandro Belpiede), responsabilità professionale (Giuseppe Giordano) e provvedimenti disciplinari (Domenico Francesco Donato). L’intervento in streaming dell’Assessore alla Salute Donato Pentassuglia è stato commentato da Antonio Castellucci (Segretario Regionale Confederale CISL Puglia) e Luciana Cois, arricchendo ulteriormente il dibattito.

La parte veterinaria ha messo in evidenza il modello One Health, sottolineando il ruolo strategico della Medicina Veterinaria Specialistica nella sanità pubblica e la necessità di pari dignità tra specialisti e dirigenti. Le attività istituzionali e di prevenzione, la sicurezza alimentare, la lotta all’antibiotico-resistenza e la tutela del benessere animale sono state presentate come pilastri fondamentali per garantire un equilibrio sostenibile tra uomo, animale e ambiente.

Un altro tema cruciale è la sburocratizzazione dell’attività medica: oggi il medico dedica più tempo alla gestione di piattaforme digitali (CCE, SIST, NCUP, Edotto…) che alla visita del paziente, a causa della carenza di risorse umane (infermieri, OSS, amministrativi) e strumentali. La logistica, spesso inadeguata, contribuisce a sottrarre tempo prezioso alla cura e al follow-up, evidenziando l’urgenza di alleggerire il carico burocratico e restituire centralità alla professione medica.

Nel corso del congresso sono state avanzate proposte concrete: incremento del monte ore storico, maggiori risorse economiche per la specialistica ambulatoriale, convocazione del tavolo regionale per il rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR) e attivazione dei tavoli aziendali per gli accordi attuativi. La collaborazione territoriale e l’integrazione multiprofessionale sono state indicate come strumenti essenziali per una sanità più efficiente ed efficace.

Il congresso ha posto al centro la dignità professionale, la qualità delle proposte operative e la volontà di costruire una sanità pugliese capace di affrontare le nuove sfide, valorizzando tutti gli operatori e promuovendo una reale integrazione tra ospedale e territorio.

 Riccardo Guglielmi Cardiologo e Giornalista Scientifico

 

https://www.corrierenazionale.net/2026/03/12/conresso-cislmedici-bari/

 

Aderenza alla terapia 2026

PROGETTO AMACUORE

https://alcuoredelladerenza.it/aderire-per-vincere/il-messaggio-che-ti-puglia/

Per vedere il video del progetto CLICCA —> QUI

 

Di cosa si tratta: Dalla vivace terra di Puglia arriva un messaggio che non vuole solo informare, ma “pungere” l’attenzione e toccare il cuore dei pazienti. Il progetto “Il messaggio che ti Puglia” trasforma l’aderenza terapeutica in un racconto emozionante: attraverso l’uso di video, musica e vignette, l’associazione AMA Cuore Bari spiega che seguire correttamente le cure non è un semplice dovere medico, ma un vero atto d’amore verso se stessi, la propria famiglia e la comunità. L’iniziativa nasce per rompere la monotonia delle raccomandazioni sanitarie classiche, utilizzando un linguaggio immediato e positivo. Il cuore del progetto è l’idea che il paziente non sia mai solo: attorno a lui si stringe una rete fatta di medici, infermieri, psicologi e volontari che trasformano il “messaggio che punge” (lo stimolo a curarsi) in un “messaggio che cura”. Dalle piazze alle scuole, fino agli schermi delle TV locali, l’associazione porta la prevenzione cardiovascolare ovunque, rendendola un patrimonio condiviso e accessibile a tutti.

Punti chiave del progetto:

  • Comunicazione Creativa: L’utilizzo di un video emozionale, vignette e musica rende i consigli medici facili da ricordare e meno pesanti da seguire, trasformando la terapia in un messaggio di speranza.
  • Unità di Intenti: Il progetto coinvolge attivamente tutte le figure di riferimento del paziente: dai medici di medicina generale agli specialisti, fino ai farmacisti e ai familiari, creando un’alleanza terapeutica fortissima.
  • Dialogo aperto ai familiari: Gli incontri sono aperti anche ai caregiver, riconoscendo che la salute del cuore è un obiettivo che si raggiunge più facilmente se tutta la famiglia è informata e collaborativa.
  • Supporto Multidisciplinare: Grazie al contributo di giovani psicologi, sono stati realizzati materiali divulgativi che aiutano a gestire non solo l’aspetto pratico delle medicine, ma anche il peso emotivo della malattia cronica.
  • Presenza Capillare: Non solo incontri in ospedale, ma una diffusione massiccia su TV locali, testate giornalistiche online e social media per raggiungere i pazienti direttamente nella loro quotidianità.
  • Patrocini Istituzionali: La validità dell’iniziativa è confermata dal supporto di numerose università, società scientifiche e amministrazioni pubbliche, garantendo un’informazione autorevole ma vicina al cittadino.

La presentazione del progetto a CONACUORE

AMA CUORE Bari – PROGETTO ADERENZA TERAPEUTICA 2025-2026

 Con tantissimo entusiasmo vi presentiamo “Aderenza 2025-2026. Il messaggio che ti Puglia”, il video che abbiamo realizzato quest’anno per la campagna nazionale sull’Aderenza terapeutica. Questo nuovo progetto nasce dal cuore della Puglia grazie ad AMA Cuore Bari ODV, e porta un messaggio di speranza e cura che vogliamo condividere con tutta Italia.
Attraverso immagini, vignette e musica, raccontiamo come l’aderenza alla terapia sia un vero atto d’amore verso sé stessi, la famiglia e la comunità. Il sostegno della famiglia, del medico, dell’infermiere e dei volontari di AMA Cuore Bari ODV trasforma davvero “Il Messaggio che ti Puglia” in “Il Messaggio che ti Cura”.

Dopo la grande partecipazione raccolta con il progetto “L’aderenza che vince” 2024-2025, vogliamo mettere a frutto tutta l’esperienza maturata per diffondere ancora meglio il nuovo progetto!

La condivisione, il confronto con colleghi e cittadini e il sostegno ricevuto ci hanno dato la spinta per continuare a promuovere il valore dell’aderenza terapeutica, coinvolgendo sempre più persone e realtà. Siamo pronti a rilanciare con nuove iniziative, forti di tutto ciò che abbiamo imparato lo scorso anno.

Con “L’aderenza che vince” nel 2024-2025 abbiamo portato avanti tante iniziative: dal presentare il progetto in congressi e incontri pubblici, alla pubblicazione di articoli e comunicati sia su carta che online.

Abbiamo diffuso il valore dell’aderenza anche con pubblicazioni elettroniche gratuite, ottenendo il patrocinio di società scientifiche, dell’ANCE, di Università come San Marino e la Telematica Federiciana, oltre che del Comune di Bari.

Abbiamo approfondito il tema in incontri aperti al pubblico con i colleghi di Medicina Generale, gli specializzandi in Cardiologia, i farmacisti e gli amministratori pubblici.

E per finire, a te che vedi “Aderenza 2025-2026. Il messaggio che ti Puglia”: se ti ha colpito, vota! Il tuo sostegno può davvero fare la differenza. Grazie di cuore per il tuo supporto! ❤️

In allegato l’elenco delle principali iniziative, i link agli articoli e le 4 pubblicazioni scaricabili:

Bari 16.01.2026

Francesco Pastanella Presidente AMA Cuore Bari odv

Andrea Armenise Segretario

Riccardo Guglielmi Direttore Comitato Scientifico

Il messaggio del video 

Ciao a tutti! 😊

Sono Riccardo Guglielmi, cardiologo e direttore scientifico di AMA Cuore Bari.
Oggi voglio parlarvi di un tema fondamentale che deve arrivare a tutto il territorio nazionale: l’aderenza terapeutica. ⏸️ (pausa + respiro)

Seguire le terapie non è un obbligo o una questione personale,  ma è un vero atto d’amore verso noi stessi ⏸️ (pausa + respiro) chi ci vuole bene e la comunità intera. (pausa + respiro)
Ogni scelta che facciamo per la nostra salute ha un valore che va ben oltre la singola persona. ⏸️ (pausa + respiro)

😊 Per raccontarvi tutto questo, noi di AMA Cuore Bari abbiamo scelto immagini in stile fumetto: la leggerezza aiuta a parlare anche delle cose serie, proprio come ci insegna Italo Calvino. ⏸️ (pausa + respiro)
La “leggerezza pensosa” non è superficialità, ma il modo migliore per affrontare ciò che conta davvero, senza paura. ⏸️ (pausa + respiro)

Lasciatevi coinvolgere e diffondete la cultura della salute: guardate questo video con il cuore leggero e la mente aperta. ⏸️ (pausa + respiro)
Scoprirete che prendersi cura di noi stessi, ogni giorno, è il  regalo  più  bello che possiamo fare a noi e a chi ci sta vicino. ❤️ ⏸️ (pausa + respiro)

 https://drive.google.com/file/d/1UtFORm9Algut_FZVeLBri-W1S9ImNLxp/view?usp=sharing

Video caricato su youtube del mio profilo (Video Riccardo Guglielmi 2026) clicca —> QUI