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Il Fascino di Claudio Santoliquido

 

SGUARDI

Il Fascino di Claudio Santoliquido

Claudio Santoliquido torna con “Il Fascino – Fotografie e Racconti” . Non un semplice catalogo fotografico, ma un viaggio nel sommerso dell’esistenza, dove il lettore è chiamato a colmare lo scarto tra ciò che vede e ciò che sente

Un’Operazione di Rottura nell’Estetica Contemporanea

Dopo “Scatti – Alla ricerca dell’anima”, KliK ha prodotto “Fascino – Fotografie e Racconti”, sempre per WIP Edizioni. Questa nuova opera di Claudio Santoliquido si distingue per la sua proposta innovativa e per la riflessione profonda sulla percezione del reale.

Un’Opera di Riflessione sulla Percezione del Reale

In un panorama editoriale spesso caratterizzato da una perfetta, sebbene talvolta sterile, corrispondenza tra immagine e parola, “Il Fascino” di Claudio Santoliquido emerge come un’opera di rottura. Non si tratta di un semplice catalogo fotografico né di una raccolta di racconti brevi, ma piuttosto di un dispositivo che invita a una riflessione profonda sulla percezione della realtà.

La Poetica dello Scatto e dello Scarto

La cifra stilistica di Santoliquido risiede nel suo rifiuto di una sinergia immediata tra testo e immagine. L’autore crea un equilibrio costante tra l’istinto dell’immagine e la riflessione della parola. Se i suoi scatti catturano attimi di vita — come un temporale o un volto segnato dal tempo — è attraverso il “scarto” semantico che eleva l’opera a una dimensione metafisica.

In questo lavoro, la fotografia non illustra il testo e viceversa; tra i due si genera uno spazio vuoto, una distanza intellettuale che l’osservatore è chiamato a colmare. Questa strategia ricorda la lezione di Marcel Duchamp e del ready-made: l’oggetto fotografato viene decontestualizzato, assumendo un valore simbolico che trascende la sua natura fisica. Il frammento isolato dallo scatto rivela il sommerso, trasformando dettagli quotidiani in un “primo passo verso un’agognata libertà”.

Il Paradigma della “Corteccia”

L’architettura del libro si articola attorno alla metafora della “corteccia” della realtà. Santoliquido decostruisce l’apparenza attraverso capitoli significativi:

  • La Metafisica dell’Ombra: In “L’ombra…”, l’autore suggerisce che la proiezione immateriale è l’unica testimone autentica, capace di rendere l’individuo “vero, unico, mai uguale”.
  • L’Estetica del Tempo: I ritratti di volti segnati dalle rughe sono celebrati non per la loro bellezza formale, ma come “mappe esclusive della personalità”. Qui, il fascino è inteso come stratificazione del vissuto, in contrasto con la staticità del canone estetico moderno.

Struttura e Fil Rouge

L’indice del libro rivela una complessità emotiva, con capitoli che dialogano tra di loro, creando un’opera organica:

  • L’Evoluzione del Rapporto: Si passa dal contatto fisico e rassicurante di “Dammi la mano…” alla consapevolezza della “Normalità” della fine, dove dimenticarsi diventa l’unica via per la sopravvivenza emotiva.
  • Il Contrasto Sociale: “Cinque amici” introduce il tema della solitudine come maledizione e benedizione, creando un ponte tra l’aristocrazia del lignaggio e quella dello spirito.

Conclusione

“Il Fascino” è un’opera che richiede un lettore attivo. Santoliquido utilizza la fotografia come uno strumento di indagine forense dell’anima, dove ciò che appare è solo l’esca per spingere lo sguardo verso il segreto del sommerso. Non è un libro per chi cerca conferme visive, ma per chi è disposto a mettere in discussione la solidità della materia a favore della fluidità del sentimento. L’autore riesce nell’arduo compito di rendere visibile non ciò che è in superficie, ma ciò che pulsa sotto di essa.

 

META Fascino – Fotografie e racconti di Claudio Santoliquido (WIP Edizioni): un viaggio nel sommerso tra immagini, parole e percezione del reale

Bari, 22.05.2026 Riccardo Guglielmi

Il Fascino di Claudio Santoliquido

 

 

Sanità Pugliese Un Gioco di Illusioni

Meta descrizione Sanità pugliese in crisi: il nuovo disavanzo da 349 milioni porta a un aumento dell’Irpef e colpisce la classe media. Analisi di sprechi, responsabilità politiche e impatto sui servizi ai cittadini

TAG  #SanitàPugliese, #DebitoSanitario, #TasseRegionali, #SprechiPubblici

Key word sanità pugliese

Titolo: Sanità Pugliese Un Gioco di Illusioni

Il disavanzo milionario della sanità pugliese si traduce in nuove tasse per la classe media, tra responsabilità politiche, sprechi e servizi che non migliorano.

Sottotitolo: Dal Fatto al Pelo e Contropelo

SANITA' PUGLIESE MARE

Il Fatto: Anatomia di una Stangata

La sanità pugliese affronta un nuovo buco nero: un disavanzo di 349 milioni di euro, apparso nei conti regionali come un fantasma in corsia. La linea ufficiale di via Gentile è un classico del repertorio politico: “Tutta colpa del Governo”, o per dirla in modo attuale, “della Meloni”. I vertici regionali sostengono che il Fondo sanitario nazionale è strutturalmente insufficiente: a fronte di un aumento dei costi sanitari stimato al 3,6%, i trasferimenti da Roma crescono solo dell’1,09%. L’accusa è chiara: il governo nazionale sta scaricando sui bilanci locali il peso di una crisi sistemica. I dati parlano chiaro: la spesa è aumentata di 433 milioni, spinta dai costi del personale (+188 milioni), dalla farmaceutica (+117 milioni) e dai dispositivi medici (+35 milioni). A ciò si aggiunge una zavorra storica di quasi 150 milioni di euro per la mobilità passiva, ovvero il costo dei pugliesi costretti a cercare cure altrove.

Il Pelo: Provvedimenti della Regione Puglia

Di fronte a questo scenario, la giunta regionale ha dovuto attingere al portafoglio dei contribuenti. Dopo aver recuperato 107,6 milioni di euro tramite maggiori entrate e risparmi interni, restano da coprire oltre 241 milioni. La soluzione? Un aumento dell’addizionale regionale Irpef.

Il Presidente della Regione, Antonio Decaro, difende questa scelta come un “atto di alta responsabilità istituzionale e di giustizia sociale”. La difesa si basa su tre punti chiave:

  • Progressività: Nessun incremento per i redditi sotto i 15.000 euro, con un rincaro medio di circa 4 euro al mese per i redditi intermedi (15-28.000 euro) e oltre 66 euro mensili per chi guadagna più di 50.000 euro.
  • Resistenza ai tagli: Si è scelto di mantenere aperti gli ospedali e funzionanti i pronto soccorso, chiedendo un sacrificio a chi ha maggiore capacità economica, piuttosto che tagliare i servizi essenziali.
  • Controffensiva sulle cause: La giunta rigetta le accuse di cattiva gestione, attribuendo la colpa a misure nazionali, come quella del Sottosegretario Marcello Gemmato, che ha comportato un aggravio di 22 milioni di euro per le casse pugliesi.

Il Contropelo: Poltrone, Sprechi e Tasse

Tuttavia, la narrazione della “scelta responsabile” si scontra con la dura realtà di chi vive gli ospedali. Finora ha pagato lo Stato; ora, con i rubinetti più stretti, è comodo puntare il dito contro Roma per coprire anni di gestione allegra.

Ecco alcune incongruenze e sprechi che gridano vendetta:

  • La sanità delle poltrone: Chi ha fallito nella programmazione non riceve alcuna nota di demerito. Direttori e funzionari continuano a occupare le loro poltrone, avanzando in carriera o premiati con consulenze d’oro.
  • Cattedrali nel deserto: L’ospedale Covid alla Fiera del Levante è l’emblema dello scempio gestionale. Milioni spesi tra costruzione e smantellamento, con una struttura ora abbandonata. Le alternative c’erano, come l’Ospedale Militare di Bari, lasciato marcire dal 2008.
  • Liste d’attesa e fuga nel privato: I cittadini si trovano a pagare due volte: come contribuenti per finanziare il pubblico e di tasca propria per cure nel privato, a causa di liste d’attesa insostenibili. I provvedimenti finora adottati si sono rivelati costosi spot privi di programmazione.
  • Il paradosso della mobilità passiva: Spendiamo quasi 150 milioni di euro all’anno per mandare pazienti a curarsi fuori regione, spesso per interventi che le nostre strutture possono gestire. Questo “giro di valzer” è spesso un escamotage per aggirare i tetti di spesa.
  • Contrattazione mancata nel farmaceutico: La Regione non riesce a contrattare i prezzi con le Big Pharma, lasciando la medicina territoriale al ruolo di fantasma. Tuttavia, il provvedimento del Sottosegretario Gemmato ha reso l’accesso ai farmaci salvavita più semplice e diretto.

Conclusione

La stangata Irpef non colpirà solo i super-ricchi, ma anche la classe media, costringendo chi lavora duramente a pagare per gli sprechi altrui, senza garanzie di miglioramenti nei servizi. Questo contributo, che potrebbe sembrare un atto di solidarietà, è percepito come un ulteriore accanimento contro chi si spacca la schiena per un reddito dignitoso, alimentando un clima di vero e proprio odio sociale.

Call to action : Caro lettore, tu cosa ne pensi della sanità pugliese? Hai vissuto sulla tua pelle disservizi, sprechi o difficoltà? Racconta la tua esperienza nei commenti e facciamo sentire la voce di chi vive davvero il sistema sanitario!

Sanità Pugliese: Un Gioco di Illusioni

Nasce la geoeconomia

Quando l’economia diventa geopolitica

La geoeconomia sta cambiando il modo in cui le nazioni si confrontano, spostando il potere dalle armi ai mercati

GEOECONOMIA

Viviamo in un’epoca in cui la parola “geopolitica” è ovunque: la sentiamo nei notiziari, la leggiamo nei titoli dei giornali, la usiamo tra colleghi. La geopolitica è l’arte – e spesso la dura realtà – di come le nazioni si muovono sulla scacchiera del mondo, tra confini, alleanze e strategie di potere. Ma oggi, accanto a questa prospettiva classica, si fa strada un nuovo termine: geoeconomia.

La geoeconomia è la sorella meno rumorosa ma altrettanto potente della geopolitica. Se la geopolitica parla il linguaggio delle armi, dei trattati e delle crisi diplomatiche, la geoeconomia usa strumenti più silenziosi ma spesso ancora più incisivi: tariffe, sanzioni, investimenti, controllo delle risorse. È la politica internazionale che si fa con il portafoglio invece che con l’esercito.

Pensiamo alle “guerre dei dazi” tra Stati Uniti e Cina, alle sanzioni che plasmano i destini di intere nazioni, alla corsa per il controllo delle materie prime e delle tecnologie strategiche. In questo scenario, il valore della cultura, della conoscenza e dell’unità – principi fondamentali sia per la professione medica che per quella giornalistica – diventa centrale. Perché, proprio come nella nostra professione, anche nei grandi equilibri globali la cura e la prevenzione contano più della reazione tardiva.

Oggi economia, tecnologia e sicurezza si intrecciano come mai prima. La globalizzazione ottimista ha lasciato spazio a un mondo dove la protezione degli interessi nazionali passa anche per sanzioni, dazi, embargo su risorse strategiche e interventi statali mirati. Il libero mercato si trasforma: generali e consulenti militari entrano nelle scelte delle multinazionali, mentre la produzione di armi avanzate diventa cruciale per difendere cittadini e aziende da minacce nuove come cyberattacchi e conflitti ibridi. Non è una deriva verso la guerra, ma una nuova fase in cui riconoscere i rischi serve proprio a prevenirla.

La geoeconomia ci insegna che le scelte economiche sono ormai il vero cuore pulsante dei nuovi equilibri mondiali. E ci ricorda quanto sia importante restare vigili, informati e uniti, anche nel nostro piccolo, per affrontare le sfide di un mondo che cambia velocemente. Perché, in fondo, anche la salute delle nazioni – come quella dei nostri pazienti – dipende dalla capacità di leggere i segnali, prevenire le crisi e investire nella cultura condivisa.GEOECONOMIA 1

E il nostro Servizio Sanitario Nazionale? In questo scenario globale, il SSN rappresenta una delle più grandi conquiste di civiltà, ma è anche esposto alle onde lunghe della geoeconomia: dipendenza da forniture estere, accesso alle tecnologie, sostenibilità dei costi e capacità di innovare senza perdere l’anima universalistica. La sfida, oggi più che mai, è proteggere questa ricchezza collettiva, investendo su cultura, formazione e unità tra professionisti. Perché solo così il nostro sistema potrà continuare a battere forte, al servizio di tutti, anche quando i venti internazionali cambiano direzione

Nasce la geoeconomia

 

 

SGUARDI Alla ricerca dell’anima

SGUARDI – Alla ricerca dell’anima

CLAUDIO SANTOLIQUIDO

Riassunto
Un libro che unisce fotografia narrativa e narrazione per esplorare le emozioni più profonde dell’animo umano. “Sguardi” di Claudio Santoliquido invita il lettore a un viaggio di introspezione tra immagini e parole, dove la fotografia narrativa diventa strumento di esplorazione interiore.

Sottotitolo:
Il viaggio fotografico di Claudio Santoliquido tra emozioni, introspezione e narrazione visiva, con la fotografia narrativa come filo conduttore.

Metadescrizione:
La fotografia narrativa favorisce introspezione, espressione emotiva e comunicazione empatica attraverso l’integrazione tra immagini e parole.

Recensione a cura di Riccardo Guglielmi

“Sguardi – alla ricerca dell’anima” (WIP Edizioni) di Claudio Santoliquido è molto più di una semplice raccolta di fotografie e racconti: rappresenta un vero e proprio viaggio nei territori inesplorati dell’anima umana. Attraverso scatti in bianco e nero di grande impatto, Santoliquido invita il lettore a immergersi nelle sfumature più profonde dei sentimenti umani, offrendo una fotografia narrativa che si intreccia con testi densi di introspezione.

Fotografia narrativa e narrazione Un dialogo tra immagini e parole

Il cuore dell’opera è la capacità dell’autore di trasformare ogni scatto in un esempio di fotografia narrativa, una finestra aperta su mondi interiori spesso fragili, ma sempre autentici. Personaggi come l’uomo anziano con il cappello, la donna velata, la donna dai capelli ricci e il bambino con lo sguardo perso diventano simboli di emozioni universali: dubbio, nostalgia, felicità, perdita. Le immagini, essenziali e potenti, non si limitano a documentare la realtà, ma cercano di catturare la complessità dell’animo umano attraverso la fotografia narrativa.

Un percorso di riflessione personale

Un elemento distintivo di “Sguardi” è l’assenza di una corrispondenza esplicita tra fotografie e racconti. Santoliquido lascia volutamente spazio al lettore, invitandolo a cercare connessioni, accostamenti e allegorie tra immagini e parole. Questo approccio, tipico della fotografia narrativa, stimola la riflessione personale e rende ogni lettura un’esperienza unica, dove ciascuno può trovare significati diversi e profondi.

L’anima come protagonista

La vera protagonista del libro è l’anima dell’autore, che si espone senza filtri, guidando il lettore verso incontri autentici con la propria interiorità. “Sguardi” è un’opera che parla di fragilità e forza, di ricerca di senso e di bellezza nascosta nei dettagli della vita quotidiana. Attraverso la fotografia narrativa, Santoliquido riesce a toccare corde profonde, offrendo spunti di meditazione su verità, identità e desiderio di comunicazione.

Conclusione: un libro da vivere con calma

“Sguardi – alla ricerca dell’anima” è un libro da leggere e osservare con calma, lasciandosi attraversare dalle emozioni che emergono da ogni pagina. Un’opera consigliata a chiunque desideri esplorare la bellezza nascosta nei dettagli e intraprendere un viaggio di introspezione attraverso la fotografia narrativa e la parola scritta

#fotografianarrativa, #espressioneemotiva, #comunicazioneempatica            Key word fotografia narrativa

Per social

Sguardi – alla ricerca dell’anima” di Claudio Santoliquido è un viaggio intenso tra emozioni e introspezione, dove la fotografia narrativa diventa protagonista assoluta 📸. Ogni scatto racconta storie profonde, mescolando immagini e parole in un’esperienza unica di fotografia narrativa.
Lasciati coinvolgere dalla bellezza nascosta nei dettagli e dalla forza della fotografia narrativa, che stimola riflessione e comunicazione empatica ✨. Un libro consigliato a chi ama la fotografia narrativa e vuole esplorare l’animo umano attraverso immagini e narrazione.

#fotografianarrativa #emozioni #introspezione #comunicazioneempatica

 

Mensilmente Verde

Un Percorso tra Piante, Salute e Curiosità

Ci sono incontri che germogliano come semi nel terreno fertile della vita e danno vita a storie che intrecciano mondi diversi ma complementari. Così nasce “Mensilmente Verde: Un Percorso tra Piante, Salute e Curiosità”, frutto dell’amicizia sincera e della stima tra Riccardo Guglielmi, cardiologo e giornalista, e Francesco Rubini, l’Agritecnico del Cuore. Da una parte la scienza e la cura del cuore, dall’altra la sapienza della terra e l’amore per le piante: due passioni che si incontrano per raccontare, mese dopo mese, la meraviglia della natura e il suo impatto sulla salute, sul benessere e sulle emozioni di chi la vive. 🌸

Ogni mese, a partire da gennaio, Riccardo ha scelto di intervistare il suo amico Francesco su piante e fiori che caratterizzano ogni periodo dell’anno. Si è iniziato con la stella di Natale e, passando per nuove scoperte e consigli pratici, si arriva ora alle piante perfette per un balcone a maggio, con l’idea di proseguire fino a dicembre. Ogni intervista è arricchita da curiosità storiche, suggerimenti utili, accenni alla floriterapia e ai benefici che la cura delle piante porta alla psiche e al benessere visivo e mentale di chi se ne occupa. 🧠🌱

Ora è arrivato il momento di raccogliere tutte queste chiacchierate, passate e future, in un’antologia virtuale da custodire nella memoria di www.riccardoguglielmi; un modo per condividere la bellezza di un percorso fatto di amicizia, passione e amore per la natura. ✨

Mensilmente Verde è nato su questo sito come progetto personale, pensato per raccontare il legame tra piante, salute e curiosità. Tutte le interviste mensili vengono pubblicate su Il Corriere Nazionale.net, testata della Rete editoriale ANIM che sostiene la voglia di comunicare in chiave giornalistica. Ogni intervista include sempre il link all’articolo originale, così chiunque può rileggere e approfondire ogni incontro. 🌿📰

03.01.2026  – La prima intervista 

Stelle di Natale: storia, scienza e cura

GENNAIO 2026 Stelle di Natale

 Le Stelle di Natale illuminano le nostre case ogni dicembre, ma quanti conoscono davvero la loro storia affascinante e i segreti per mantenerle splendide? Ne parliamo con Francesco Rubini, agritecnico esperto e vero artista nella cura del verde

 Intervista a Francesco Rubini, artista del verde
di Riccardo Guglielmi

Partiamo dalla storia: perché la Stella di Natale è diventata così simbolica durante le feste?
La Stella di Natale, o Euphorbia pulcherrima, ha radici profonde in Messico, dove viene chiamata “Flores de Noche Buena”, cioè “Fiori della Notte Santa”. Era già usata nelle celebrazioni natalizie molto prima di arrivare in Europa. Negli Stati Uniti è conosciuta come “Poinsettia”, dal nome di Joel Poinsett, l’ambasciatore americano che per primo la portò fuori dal Messico nell’Ottocento. C’è anche una leggenda bellissima: una bambina povera offrì alla Madonna un mazzetto di erbe che, nella notte di Natale, si trasformarono in fiori rossi splendenti. Da allora, la Stella di Natale rappresenta il dono sincero e la purezza.

Dal punto di vista botanico, cosa rende questa pianta così speciale?
In realtà, quello che tutti chiamano “fiore” sono le brattee colorate, non i fiori veri e propri, che sono piccoli e gialli al centro. Le brattee possono essere rosse, rosa, bianche o screziate, e sono il vero spettacolo! La pianta ama la luce diffusa, teme il freddo e soprattutto i ristagni d’acqua, perché le sue radici sono molto sensibili.

Quali sono gli errori più comuni nella cura della Stella di Natale?
Il primo errore è sicuramente l’acqua: ne serve poca! Bisogna annaffiarla solo quando il terreno è quasi asciutto, facendo molta attenzione a non lasciare ristagni. Mai bagnare le foglie, perché si possono macchiare o ammalare. Durante le feste va tenuta in una stanza luminosa, ma senza sole diretto. In estate, invece, puoi portarla all’aperto in una zona ombreggiata, ricordandoti di riportarla dentro appena arriva il fresco.

E per chi vuole farla rifiorire?
Non è impossibile, ma serve un po’ di pazienza. Dopo la caduta delle brattee colorate, consiglio di potare i rami di circa 10 centimetri e rinvasare la pianta a maggio, usando argilla espansa sul fondo per un buon drenaggio. In estate va tenuta all’ombra e a settembre puoi concimare il terreno. Con queste attenzioni, la Stella di Natale può sorprendere e rifiorire anche l’anno successivo!

Un ultimo consiglio per chi vuole regalare o ricevere una Stella di Natale?
Godetevi la sua bellezza e ricordatevi che è un simbolo di allegria e rinascita. Prendersene cura è come fare un piccolo gesto d’amore verso la casa e chi la vive. La Stella di Natale non è solo una pianta, ma una tradizione che unisce storie, emozioni e scienza.

Prima di salutarci, ti piacerebbe tornare ogni mese con una intervista sulle piante e i loro benefici? Così potremmo far scoprire ai lettori il potere della floroterapia!

Assolutamente sì! Le piante sono una risorsa incredibile per il benessere, migliorano l’umore e portano energia positiva. Sarà un piacere condividere consigli pratici e curiosità ogni mese.

Un grazie speciale a Francesco Rubini per la sua passione e disponibilità: se vuoi scoprire di più o hai bisogno di servizi per il giardinaggio, puoi trovarlo sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647

Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni

Buon 2026 a tutti i nostri lettori

Stella di Natale: storia scienza e cura

01.02 2026  Seconda intervista

Piante fiorite da appartamento: benessere, storia e consigli pratici

Porta colore, energia e benessere nella tua casa: le piante fiorite da appartamento sono piccole gioie che trasformano ogni giorno in un’esperienza di serenità e natura. Prendersene cura è un gesto d’amore che regala equilibrio, bellezza e buonumore, anche nei mesi più freddi.

A febbraio, quando il freddo si fa sentire e la casa sembra più silenziosa, le piante fiorite da appartamento diventano una piccola coccola quotidiana. Amarillide, Giacinto e Ibisco non sono solo belli: portano con sé storie, tradizioni e simboli che attraversano i secoli, trasformando ogni angolo in un luogo vivo e ricco di energia.

Colori, leggende e piccoli riti di benessere con le piante fiorite da appartamento

L’Amarillide, con i suoi fiori maestosi, viene spesso associata al coraggio e alla determinazione. Il suo nome deriva dalla pastorella protagonista di una poesia virgiliana, simbolo di bellezza semplice e luminosa. Nell’Ottocento era già amatissima nei salotti europei, regalata come augurio di successo e forza.
Il Giacinto, invece, affonda le radici nella mitologia greca: narra la leggenda che il giovane Giacinto, amato da Apollo, fu trasformato in fiore per ricordare la delicatezza e la fugacità della vita. Oggi il suo profumo intenso è sinonimo di primavera, rinnovamento e gioia.
L’Ibisco, infine, è protagonista di molte tradizioni orientali: in Malesia e nelle Hawaii viene donato come segno di accoglienza e buon auspicio. In Egitto, invece, l’infuso di fiori d’ibisco è bevuto durante le cerimonie per celebrare la vitalità e la bellezza.

Intervista a Francesco Rubini: energia, cura e floriterapia con le piante fiorite da appartamento

Rubino Febbraio A

Francesco, a febbraio la casa sembra più vuota. Quanto può aiutare una pianta fiorita
Le piante da appartamento con fiori sono una vera fonte di energia positiva, soprattutto nei mesi più freddi. Amarillide e Giacinto portano subito colore e calore. E poi c’è la soddisfazione di seguire il ciclo di una pianta, vedere spuntare nuovi boccioli: è una piccola gioia che rilassa e gratifica.

Quali sono le piante da fiore che consigli per chi vuole iniziare
L’Amarillide è spettacolare: i suoi fiori sono grandi e luminosi, e con un po’ di pazienza puoi farla rifiorire ogni anno. Dopo la fioritura, basta conservare i bulbi in un luogo fresco e asciutto per qualche settimana, poi li ripianti e aspetti la magia! Anche il Giacinto è molto gratificante: il profumo riempie la stanza e la fioritura è rapida.
Un’altra pianta che amo è l’Ibisco, simbolo di bellezza esotica e vitalità. I suoi colori vivaci portano allegria, ma attenzione, vuole ambienti caldi e umidi. Non è la più facile, ma la soddisfazione è enorme!

E per chi non ha il pollice verde
Non bisogna sentirsi in colpa se non si riesce a seguire piante troppo esigenti. Le piante vanno rispettate, ma non dobbiamo esserne schiavi! Se hai poco tempo, meglio varietà meno impegnative, anche senza fiori, così la cura resta un piacere, mai uno stress.

Un accenno alla floriterapia: davvero le piante possono aiutare il nostro benessere psicofisico
Assolutamente sì! La floriterapia e il contatto con le piante hanno effetti positivi sull’umore, sullo stress e sulla qualità della vita. Se vedo fiori in una casa  capisco subito che in quella abitazione c’è amore. Alle piante da fiore in appartamenti è riconosciuta la capacità di evocare stati d’animo del tutto positivi, come l’aumento dell’autostima, il ritrovamento dell’equilibrio dell’umore.  Anche solo osservare una pianta che cresce, dedicare qualche minuto alle sue cure, ti fa sentire meglio. Le piante insegnano la pazienza e la bellezza del prendersi cura di qualcosa.

Un ultimo consiglio green per questo aprile 
Scegli una pianta che ti piace, prova a conoscerla e a capire cosa le serve. Sarà un piccolo gesto che porterà colore, benessere e un pizzico di natura dentro casa, anche nei giorni più freddi.

Il battito del cuore e il battito della natura

Come cardiologo, confermo quanto dice Francesco: dedicarsi al giardinaggio abbassa i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e regolarizza la frequenza cardiaca. Prendersi cura di un fiore è, a tutti gli effetti, un gesto d’amore per il proprio cuore.

Coltivare una pianta è come prendersi cura di sé: ogni fiore che sboccia è una piccola vittoria di benessere, bellezza e speranza

Un grazie speciale a Francesco Rubini per la sua passione e disponibilità: se vuoi scoprire di più o hai bisogno di servizi per il giardinaggio, puoi trovarlo sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647

Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni

 

 

 

Piante fiorite da appartamento

03.01.2026 Terza intervista

Fiori di Bach, tra scienza, emozioni e tradizione

Fiori di Bach: tra scienza, emozioni e tradizione. Scopri come i rimedi floreali possono sostenere il benessere emotivo, tra curiosità botaniche, consigli pratici e il dialogo aperto tra medicina e natura.

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agritecnico del cuore

Come ogni mese, vi propongo l’intervista a Francesco Rubino, ormai un punto di riferimento per chi segue la nostra rubrica. Stavolta ci concentriamo sui Fiori di Bach e sul loro ruolo nel supporto emotivo, scoprendo origini, preparazione e applicazioni pratiche per la salute mentale e il benessere quotidiano.

Fiori di Bach Francesco Rubino

Francesco, ho letto che i Fiori di Bach sono usati per contrastare depressione e stanchezza. Puoi spiegarmi come funzionano e da dove nasce questa idea

Certo Riccardo! I Fiori di Bach sono rimedi floreali creati negli anni ’30 da Edward Bach, medico britannico. Bach pensava che alcuni fiori potessero riequilibrare emozioni come paura, insicurezza, rabbia e tristezza. Ne ha selezionati 38, ognuno associato a uno stato d’animo specifico. L’obiettivo è agire sulle emozioni per alleviare anche la profonda tristezza che affligge tante persone.

E la depressione, secondo l’OMS, è davvero così diffusa

Assolutamente sì. L’OMS prevede che la depressione diventerà la seconda causa di disabilità nel mondo. In Italia, si stima che un adulto su quattro viva almeno un episodio di depressione seria nella vita. Colpisce tutte le età e spesso si accompagna a sintomi fisici, comportamentali e psicologici. I Fiori di Bach vengono usati proprio per agire sulle diverse forme di depressione, dalla reattiva alla maggiore.

Come si preparano questi rimedi? Si possono coltivare in casa

I fiori usati per questi rimedi crescono soprattutto in Inghilterra, ma molti si trovano anche in altre zone d’Europa. Alcuni, come Wild Rose e Cherry Plum, si possono coltivare in giardino o sul balcone. La preparazione originale richiede un processo preciso: si raccolgono i fiori freschi, si lasciano in acqua esposta al sole e poi si conservano in alcool. In erboristeria o farmacia trovi già le gocce pronte, quindi non serve prepararli da zero.

Mi fai una lista dei Fiori di Bach più usati e a cosa servono

Volentieri!

  • Rescue Remedy:miscela di 5 fiori, utile in emergenza, stress acuto o shock emotivo
  • Mimulus:per la paura di cose concrete
  • Rock Rose:per panico o terrore improvviso
  • Impatiens:per chi è impaziente o irritabile
  • Cherry Plum:per la paura di perdere il controllo
  • Clematis:per chi tende a sognare ad occhi aperti
  • Star of Bethlehem:per il trauma dopo eventi dolorosi
  • Walnut:per chi affronta cambiamenti importanti
  • Larch:per la mancanza di fiducia in sé stessi
  • Olive:per la stanchezza fisica e mentale profonda

L’Olive dei Fiori di Bach è proprio l’olivo che conosciamo

Esatto! È l’olivo che conosciamo bene anche in Italia, quello che produce le olive per l’olio. Bach ha scelto i fiori di questa pianta per il rimedio dedicato alla stanchezza profonda, sia fisica che mentale. Se hai degli olivi, puoi raccogliere i fiori freschi, ma per ottenere il rimedio originale serve seguire il metodo Bach con acqua di fonte e sole diretto. Di solito si preferisce acquistare il prodotto già pronto.

Mi consigli una pianta da tenere in casa che abbia un effetto calmante e aiuti l’autostima

La lavanda è perfetta! Ha un profumo rilassante, aiuta a ridurre ansia e stress. Prendersi cura di una pianta, vederla crescere, dà una bella spinta all’autostima. Anche il basilico sacro (Tulsi) è ottimo, perché ha proprietà adattogene e migliora il tono dell’umore. Il gelsomino, poi, ha un profumo delicato che favorisce il rilassamento.

Grazie Francesco, sei sempre una fonte di consigli pratici e passione per le piante!

Grazie a te Riccardo, la floriterapia è un mondo affascinante e può essere un bellissimo supporto per il benessere emotivo! La nostra amicizia dimostra che medicina tradizionale e floriterapia possono camminare insieme, arricchendosi a vicenda e mettendo sempre al centro il benessere di chi ha bisogno. Due strade diverse, ma unite dalla passione e dalla voglia di aiutare gli altri.

Voglio terminare con un grazie speciale a Francesco Rubino per la sua passione e disponibilità. Per scoprire di più o aver bisogno di servizi per il giardinaggio, potete trovare il nostro amici sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647.
Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni.
Alla prossima intervista!

Fiori di Bach tra scienza emozioni e tradizione

08.04.2026 Quarta intervista

Fiori strani e affascinanti

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di piante curiose, meraviglie vegetali che non passano inosservate e rendono ogni giardino unico.

 Idee originali per un giardino fuori dagli schemi

Bentornati al nostro appuntamento mensile dedicato alle piante e alla floriterapia!

Questo mese vi porto, insieme a Francesco Rubino, agrotecnico e amico di lunga data, alla scoperta delle piante più strane e affascinanti: ideali per chi sogna un angolo verde fuori dagli schemi, ricco di colori e personalità. Grevillea, Passiflora, Kniphofia, Strelitzia, Clianthus e orchidee dalle forme incredibili sono le protagoniste di oggi, perfette per creare un giardino che sorprende e fa sorridere.

FIORI DI APRILE

Prendi spunto, lasciati ispirare e scopri con noi come aggiungere un pizzico di magia e originalità al tuo spazio verde!

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di piante curiose, meraviglie vegetali che non passano inosservate e rendono ogni giardino unico.

 Francesco, questo mese ci porti nel mondo delle piante più strane e particolari. Da dove partiamo

Ciao Riccardo! Iniziamo subito con la Grevillea: una pianta che regala fioriture spettacolari proprio in autunno. I suoi fiori sono dei veri e propri riccioli colorati, con lunghi calici e piccoli stomi flessi. Un tocco esotico e originale in giardino! Originaria dell’Australia, prende il nome dal botanico Charles Francis Greville. Nel suo habitat naturale viene usata per attirare uccelli e insetti impollinatori. I fiori riccioluti e coloratissimi sono ricchi di nettare, tanto che alcune popolazioni aborigene li succhiavano come dolcetto naturale! Non viene usata direttamente in floriterapia, ma la sua presenza e i suoi colori vivaci sono considerati stimolanti per l’umore e la creatività.

E la Passiflora? So che è chiamata anche “Fiore della Passione”

Esatto! La Passiflora è una rampicante bellissima e un po’ magica. Il suo fiore è enorme, profumatissimo e dai colori vivaci, può arrivare fino a 8 cm di diametro! E in più, spesso regala frutti arancioni commestibili. Un must per chi vuole stupire con forme e colori fuori dal comune. Scoperta dai missionari spagnoli in Sud America, il suo fiore simboleggia la Passione di Cristo (da qui il nome). Produce frutti commestibili, il famoso frutto della passione. Il fiore, con la sua forma complessa, ha ispirato miti e leggende in tutto il mondo. La Passiflora è spesso usata in fitoterapia per le sue proprietà rilassanti e ansiolitiche, e in alcune floriterapie viene associata alla calma e all’armonia interiore.

Hai qualche altra pianta “bizzarra” da suggerire

Certo! La Kniphofia (detta anche “torchio di fuoco”): sembra una spiga gigante, ma in realtà è composta da tantissimi piccoli fiori arancioni rivolti verso il basso. Chiamata anche “Torchio di fuoco”, è originaria dell’Africa meridionale e deve il nome al botanico tedesco Johann Kniphof. I suoi fiori a spiga attirano api e farfalle, rendendo il giardino vivo e dinamico. Non ha un impiego specifico in floriterapia, ma il colore arancio acceso viene associato a energia, vitalità e buonumore.

Poi ci sono la Strelitzia e il Clianthus: la prima è chiamata “Uccello del Paradiso” per la forma del fiore che sembra proprio un pennuto tropicale, la seconda ha fiori rossi a becco di pappagallo, super scenografici!

Strelitzia: Originaria del Sudafrica, è conosciuta come “Uccello del Paradiso” per la forma inconfondibile del fiore. Simbolo di libertà e originalità, è spesso usata come pianta ornamentale in tutto il mondo. Anche se non è impiegata nei rimedi floriterapici, la sua presenza in casa o in giardino viene collegata a sensazioni di gioia, creatività e apertura mentale.

Clianthus: Proveniente dalla Nuova Zelanda, chiamata anche “fiore becco di pappagallo” per la forma dei suoi fiori. È un simbolo nazionale per i Maori, che la considerano portafortuna. Nessun uso diretto in floriterapia, ma il suo colore rosso intenso è legato a forza, passione e coraggio.

 E le orchidee Ho sentito che alcune sembrano davvero animali…

Hai ragione! In natura esistono orchidee che imitano api, scimmiette o addirittura la fenice. Sono piccole, strane e diventano dei veri gioielli botanici. Alcune sono coperte di peli minuscoli per sembrare ancora più “vive” e attirare gli insetti impollinatori. Se vuoi un angolo di giardino unico, queste sono perfette! Esistono migliaia di specie, alcune con fiori che imitano animali o insetti per favorire l’impollinazione. Le orchidee “scimmia”, “ape” o “fenice” sono tra le più ricercate da collezionisti e appassionati. In alcune tradizioni orientali, le orchidee sono simbolo di eleganza, armonia e rinascita. Alcuni rimedi floriterapici (come il rimedio australiano “Orchid Essence”) sfruttano la loro energia sottile per favorire equilibrio emotivo.

Un consiglio pratico: come si coltivano queste piante strane? Sono difficili

Molte sono più semplici di quanto sembri! La Grevillea e la Kniphofia amano il sole e non richiedono cure particolari. La Passiflora cresce bene anche in vaso, basta darle un sostegno. Le orchidee più particolari preferiscono ambienti umidi e luminosi, ma senza sole diretto. E ricorda: ogni pianta strana porta un po’ di magia e buonumore in giardino!

Si possono coltivare in casa e se sì quali

Coltivare queste piante “bizzarre” in casa è possibile, ma non tutte si adattano bene all’ambiente domestico.

  • Passiflora: puoi coltivarla in casa, meglio se vicino a una finestra luminosa. Cresce bene in vaso, basta darle un sostegno e mantenere il terriccio umido. Perfetta per un balcone o una veranda!
  • Orchidee curiose: sono tra le migliori per la coltivazione indoor! Amano ambienti luminosi ma senza sole diretto, aria umida e temperature stabili. Ideali per chi vuole un angolo esotico in soggiorno.
  • Strelitzia: si può coltivare in appartamento, soprattutto se hai spazio e tanta luce. Ama la luce intensa e un vaso capiente. Attenzione: cresce lentamente, ma quando fiorisce regala uno spettacolo!
  • Grevillea, Kniphofia, Clianthus: queste tre preferiscono l’esterno, perché hanno bisogno di tanto sole e spazio. In casa potrebbero soffrire, a meno che tu non abbia una serra o un terrazzo molto luminoso.

In sintesi: Passiflora, Strelitzia e Orchidee sono le più adatte all’interno; le altre meglio all’aperto. Se vuoi un effetto wow in casa, punta sulle orchidee “strane” e sulla Strelitzia.

 Grazie Francesco, sei sempre una fonte di passione e consigli pratici! Dove ti troviamo per altre curiosità verdi

Grazie a te Riccardo! Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, mi trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647. Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

I FIORI DI APRILE

Caccia alle meraviglie floreali nel disegno

  • Grevillea: Sulla sinistra, riconoscibile dai fiori “a spazzola” con lunghi stili ricurvi in tonalità rosso e oro.
  • Passiflora: Al centro, spicca con la corona di filamenti blu e bianchi e la struttura radiale complessa.
  • Kniphofia (Giglio torcia): Le spighe verticali che sfumano dall’arancione vibrante al giallo.
  • Strelitzia (Uccello del paradiso): In alto a destra, le brattee a forma di becco e i petali arancioni e blu ricordano il piumaggio di un uccello tropicale.
  • Clianthus (Becco di Kakapo): In basso a destra, i fiori penduli dal rosso intenso richiamano la forma di un becco affilato.
  • Orchidee: Tra le altre piante, sono inserite varietà dalle forme insolite (come l’orchidea ragno o la “Caladenia”) per aggiungere un tocco di meraviglia botanica (centrale)

Vi auguro una Primavera piena di colori, profumi e un pizzico di magia botanica… che ogni fiore sbocci portando una nuova curiosità da scoprire! Buona Primavera a tutti, tra fiori e sorrisi!” 🌷🌼

Per Pasqua Vi auguro una Pasqua piena di sorprese, colori e un pizzico di magia botanica… che ogni uovo nasconda una nuova curiosità da scoprire! Buona Pasqua a tutti, tra fiori e sorrisi!

Fiori strani e affascinanti

Nella prima settimana di Maggio la quinta intervista

04.05.2026  Quinta  intervista

Fiori e piante da balcone

Come scegliere le migliori per ogni esposizione

 Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di come trasformare il balcone in un piccolo paradiso verde, scegliendo le piante giuste per ogni angolo della casa e scoprendo anche qualche curiosità di floriterapia!

 FRANCESCO MAGGIO

Bentornato Francesco! Siamo appena entrati nel mese di maggio, che qui a Bari ha sempre avuto un significato speciale: tanti anni fa c’era la famosa gara dei fiori, con le sfilate di carri pieni di composizioni floreali spettacolari che riempivano la città di colori e profumi. Con l’arrivo della bella stagione, in tanti sognano un balcone pieno di fiori e colori, ma spesso non sanno da dove partire. Da dove si comincia per scegliere le piante giuste

Ciao Riccardo! La prima cosa da valutare è sempre l’esposizione del balcone. È fondamentale capire quante ore di sole riceve il tuo spazio verde: nord, sud, est o ovest fanno la differenza! Per esempio, un balcone esposto a nord è più ombreggiato, quindi servono piante che amano l’ombra, mentre a sud puoi sbizzarrirti con quelle che resistono al sole e al caldo. E non dimenticare: anche i palazzi vicini possono creare ombra, quindi occhio a dove cade la luce durante la giornata!

Perfetto, allora facciamo qualche esempio pratico: quali piante consiglieresti per ogni esposizione

Io consiglio queste piante molto adatte al nostro clima mediterraneo

  • Nord (ombra):  Fior di vetro (Impatiens). È una pianta super versatile, perfetta per chi ha poca luce. Fiorisce per mesi e i suoi colori vivaci danno vita anche agli angoli più bui! Lo sapevi che l’Impatiens, grazie alla sua resistenza, è diventata simbolo di resilienza nei giardini urbani. E in floriterapia la sua presenza è associata a calma e pazienza, ottima per rilassarsi dopo una giornata intensa.
  • Sud (sole pieno):Geranio. Un classico intramontabile! Ama il sole e il caldo, resiste bene anche alle estati mediterranee. Il geranio, tra l’altro, ha una lunga storia nei balconi italiani: già nell’Ottocento veniva usato per decorare finestre e terrazzi. In floriterapia, il suo profumo aiuta a migliorare l’umore e a tenere lontani i pensieri negativi.
  • Est/Ovest (mezz’ombra): Begonia. Ideale per chi ha luce solo alcune ore al giorno. La begonia fiorisce a lungo e si adatta facilmente ai vasi. Storicamente, era considerata una pianta portafortuna nelle case europee. In floriterapia, si dice che favorisca la creatività e la leggerezza mentale.

Maggio RUBINO

A proposito di storia, c’è una curiosità particolare sull’uso delle piante da balcone in passato

Assolutamente sì! Pensate che già nel Rinascimento, nei palazzi italiani si iniziava ad arredare logge e terrazzi con vasi di fiori profumati per impressionare gli ospiti e creare piccoli rifugi freschi contro il caldo estivo. Il geranio, ad esempio, arrivò in Europa dall’Africa del Sud nel Seicento e in poco tempo conquistò i balconi di tutta Italia, diventando una vera “star” delle città. Oggi è ancora amatissimo, anche perché si dice che tenga lontane le zanzare: un motivo in più per sceglierlo!

E per quanto riguarda il clima  Cosa bisogna sapere per non sbagliare

Il clima è fondamentale, soprattutto d’inverno! Se le temperature scendono sotto i 15°C, la maggior parte delle piante da balcone va protetta o portata in casa. Ma ci sono eccezioni: ad esempio l’erica resiste bene anche al freddo e l’ortensia, se ben irrigata e concimata, può reggere anche sui balconi più soleggiati. Anche la lavanda cresce bene

Un piccolo trucco: innaffia sempre la mattina presto e usa un concime liquido una volta a settimana per mantenere le fioriture belle e abbondanti

Hai qualche altro consiglio pratico per chi vuole un balcone sempre fiorito e rilassante

Certo! Scegli sempre piante adatte al tuo microclima e non esagerare con le quantità: meglio pochi vasi curati che troppi trascurati. Un’idea perfetta? La lavanda! Il suo profumo, ideale per te dopo una giornata in ospedale o in redazione, è una vera coccola: basta sfiorarla per sentirsi subito in una piccola spa casalinga. Oltre a decorare, molte piante – come la lavanda – aiutano a rilassare la mente e a creare un’atmosfera positiva. La floriterapia insegna proprio questo: circondarsi di verde migliora l’umore e riduce lo stress!

maggio con lavanda

Grazie Francesco, come sempre i tuoi consigli sono preziosi e pieni di passione! Dove possiamo trovarti per altre dritte verdi

Grazie a te Riccardo! Se vuoi altri consigli o hai bisogno di aiuto per il tuo balcone, mi trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904467. Alla prossima intervista… e che ogni balcone diventi un piccolo angolo di felicità e colore!

Fiori e piante da balcone