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Covid 19 : la situazione in Africa

Scoperta una variante più pericolosa di quella inglese

Attenzione agli sbarchi di migranti

Di Riccardo Guglielmi

Funzionari della Sanità africana hanno diffuso lo scorso 24 dicembre la notizia della scoperta in Nigeria e Sudafrica di una variante di Covid 19 ancora più infettiva di quella inglese. Ritorna la paura di una possibile nuova ondata nonostante le misure adottate dai governi della Unione europea. Matt Hancock, ministro della alla Sanità inglese ha affermato alla BBC che la variante sudafricana si mostra “particolarmente preoccupante” e che sono stati limitati i voli in arrivo dal Paese. Secondo ricercatori di Oxford l’efficacia degli attuali vaccini, certa per la variante inglese, non lo è per quella sudafricana.

A dicembre dello scorso anno, nonostante le difficoltà per la raccolta dati, in Africa erano stati conteggiati circa 2,5 milioni di casi dall’inizio della pandemia, ossia il 3,3% dei casi di tutto il mondo. Nulle ultime settimane la situazione si è aggravata per un incremento dei contagi del 10,9% secondo fonti delle autorità sanitarie africane. La Nigeria ha  un aumento dei contagi del 52%, attualmente 80.000 i casi confermati. In Sudafrica, che ha quasi superato il milione di infezioni, incremento del 40% nelle ultime settimane. Sono  dati che meritano l’attenzione delle autorità italiane in considerazione della ripresa degli sbarchi di clandestini africani sulle coste del Sud Italia al miglioramento delle condizioni metereologiche. La situazione in Africa è seria. Medici e ricercatori nigeriani e sudafricani hanno interrotto le vacanze natalizie e lavorano nei laboratori, senza tregua 24 ore al giorno, nella previsione che un contagio fuori controllo determinerebbe milioni di morti.

– Fonte Web

Tanti sono gli interrogativi. Le attuali vaccinazioni in corso saranno valide su questa variante africana. Saranno adottate misure di prevenzione agli sbarchi di migranti senza cadere nel reato di “sequestro di persona”. Solo il tempo darà risposta a queste legittime domande.

L’uomo che dà vita al farmaco scaduto

Più energia e indennizzi meno inquinamento

  • Intervista al dinamico imprenditore pugliese

È Stefano Maurantonio, classe 67, pochi esami dalla laurea in ingegneria ambientale,  il giovane imprenditore pugliese che ha saputo rianimare il farmaco scaduto. Proprietario e Direttore generale di Marefarm, azienda specializzata nella gestione  di rifiuti speciali pericolosi e non, con tenacia e operosità ha creato un sistema impresa che dà  lavoro a 40 persone. L’azienda è stata riconosciuta dal Ministero della Salute sito logistico di smaltimento per la tracciabilità del farmaco. Stefano è sempre in giro per l’Italia ma nel fine settimana ritorna a Bari per ricaricarsi di quelle energie positive che solo una sana famiglia sa trasfondere. Fortunate coincidenze ci hanno permesso di raggiungerlo e intervistarlo per offrire ai nostri lettori un modello positivo di successo imprenditoriale.

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VIDEO  Clicca –>  https://www.youtube.com/watch?v=8uO4Uu3cXTE&t=11s

Di cosa si occupa la vostra azienda

Marefarm è un’azienda leader nel settore della gestione e trattamento di tutte le tipologie di rifiuto che si trovano in farmacia e in generale nella filiera del farmaco,  distributori intermedi, cooperative e industrie farmaceutiche. Tutto ciò che scade o esce dal processo di vendita, diventa un rifiuto ed è importante che venga trattato come tale. I nostri collaboratori,  dopo attenta formazione, hanno acquisito professionalità, esperienza nel rispetto delle regole ministeriali e locali. Sono necessarie autorizzazioni specifiche nelle fasi di trasporto, stoccaggio e smaltimento. Solo in questo modo il farmaco può uscire dal processo di commercializzazione ed entrare in quello di smaltimento, senza incorrere in illeciti amministrativi e/o ambientali. Lo scaduto ritirato dalle farmacie confluisce nel nostro principale centro di stoccaggio autorizzato, sito in Abruzzo, a Moscufo in provincia di Pescara. Lo smaltimento avviene a Brescia in impianti di termovalorizzazione che creano energia per la comunità.

Quale è l’obiettivo aziendale

Presentare un modello organizzativo imprenditoriale in grado di offrire la migliore soluzione per il trattamento economico, normativo, fiscale ed ecologico del rifiuto speciale.  Procedure in sistemi atti a creare una convenienza del servizio per tutti gli operatori coinvolti. La certificazione, attraverso riprova fotografica di prodotti ritirati e smaltiti, genera la richiesta di indennizzo per ottenere un rimborso da parte delle industrie produttrici del farmaco.

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Il COVID ha influenzato la vostra organizzazione aziendale

Si, senza dubbio anche noi ci siamo dovuti riorganizzare in base alle nuove esigenze. Data la delicatezza del nostro settore, impossibile lo “smart working” , abbiamo ritirato i farmaci scaduti, certificati e smaltiti. Quasi tutti i nostri collaboratori sono rimasti operativi durante tutto il periodo della crisi pandemica e lo sono ancora oggi, garantendo il servizio a tutti i nostri clienti. Inoltre, con la pandemia, sono nate anche nuove esigenze, proprio in questi giorni si sta parlando dei test rapidi e delle vaccinazioni da effettuare in farmacia, anzi alcune regioni hanno già iniziato con i test rapidi. Questo processo di screening fa sì che si producano, quelli che tecnicamente noi chiamiamo “rifiuti sanitari a rischio infettivo”. In questa categoria rientrano aghi per prelievi, tamponi, indumenti protettivi, batuffoli contaminati da sangue e così via. Questi sono classificati come rifiuti pericolosi e hanno bisogno, quindi, di maggiori accortezze rispetto alle altre tipologie. A supporto dei nostri clienti, in questo periodo abbiamo intensificato i nostri interventi, sia fornendo contenitori idonei a norma di legge per contenere i rifiuti derivanti da tale attività, sia aumentando in termini quantitativi il numero dei ritiri effettuati, in maniera tale da garantire al farmacista lo svolgimento del suo lavoro in piena sicurezza.

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Serietà professionale, rispetto per l’ambiente, dinamismo e tanta voglia di fare impresa sono le doti di Stefano Maurantonio, l’uomo che ha fatto dello SCADUTO una RISORSA.

Abbiamo adesso un motivo in più per non gettare i farmaci scaduti nei rifiuti domestici. Usiamo i contenitori all’esterno delle farmacie. Rispetteremo l’ambiente e daremo nuova vita al farmaco scaduto.

Ringraziamo Stefano Maurantonio

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Sanità anno zero Ricominciamo dal 2021

5 proposte da approfondire

La gravità dell’attuale situazione sanitaria nazionale è figlia dei tagli di 37 miliardi che dal 2010 al 2019 sono stati effettuati da una classe politica arrogante e cieca a scapito della richiesta di salute degli italiani. Ora i nodi sono al pettine e pietosi sembrano i tentativi di aggiustamento messi in atto in questi mesi. Abbiamo speso oltre 12 miliardi ma la ricaduta pratica non è stata percepita da quanti quotidianamente operano nel pianeta sanitario nazionale con spirito di servizio, abnegazione, professionalità ed etica.  La speranza è rimessa nel piano di aiuti dell’Ue, debito che in gran parte dobbiamo restituire e che cadrà sulle spalle di figli e nipoti. L’incalzante attività di una piccola forza politica ha almeno spinto a rivedere il capitolo di spesa sanitaria del Recovery Plan che è passato da 5 a 19 miliardi.

Investire è una parola che può accendere entusiasmi e speranze ma è priva di significato se mancano piani e soprattutto donne e uomini all’altezza della situazione.

Investimento e sviluppo devono prevedere coinvolgimento e condivisione di imprese e categorie professionali. Da sempre l’edilizia è un motore di ripresa perché coinvolge imprese, uomini e mezzi. Quindi la prima proposta è quella di investire nell’edilizia sanitaria. Non costruire nuove cattedrali ma mettere a norma le attuali strutture adeguandole alle aumentate richieste di salute e al decoro dei lavoratori e degli utenti. Secondo investimento la digitalizzazione. L’informatica aumenta la produttività facilitando i percorsi e limitando i tempi. Digitalizzare significa saper produrre sistemi di facile accesso e praticità, con facilità di interconnessioni e azzeramento delle procedure burocratiche. Terzo elemento l’aumento delle competenze, non tanto nei numeri che dovranno essere rivisti essendo ora al ribasso, ma nella qualità. L’aumento delle competenze passa per l’incremento di modelli formativi professionali e manageriali. L’indirizzo di finalità, strategie e obiettivi dovrà essere centrale ma l’adattamento e le modalità pratiche dovranno essere modulati secondo le esigenze locali delle Aziende sanitarie. L’offerta formativa ha bisogno di integrazione vera e non di facciata Ospedale Università. Non è più il momento del numero chiuso a Medicina, alle scuole di specializzazione e alle Professioni sanitarie che attirano i nostri giovani migliori. Una “meglio gioventù”  che deve essere formata e arricchita di professionalità, etica e umanizzazione. L’Università italiana, non avendo la capacità di garantire una offerta formativa all’altezza del prevedibile maggior numero di studenti, deve aprirsi all’Ospedale. È necessario censire e valorizzare le competenze professionali dei medici ospedalieri che operano in aziende pubbliche e accreditate per offrire una possibilità in più ai medici in formazione specialistica di accesso a tecnologie avanzate e di inserimento in strutture di alta efficienza.

Forse terminata la pandemia attuale ci accorgeremo che la vera emergenza è la cronicità. L’aumento degli anziani, non quelli “diversamente giovani” ma quelli con gravi riduzioni delle autonomie motorie e cognitive determinerà un sempre più alto incremento di costi sociali, sanitari e previdenziali. È fondamentale, quarta proposta, il potenziamento della  Medicina del territorio. Per ridurre i costi delle ospedalizzazioni dobbiamo portare le cure il più possibile al domicilio del paziente. Telemedicina e competenze diagnostiche strumentali sono le armi che devono essere fornite al Medico di medicina generale. Con la telemedicina si potranno effettuare consulti a distanza, trasmissioni di immagini, prescrizioni farmaceutiche in una rete integrata tra domicilio del paziente, studio medico, ospedale, farmacia.

È importante saper investire e pensare in grande. Costruire tante terapie intensive senza uomini è pura follia. Gli inizi del 900 hanno visto guerre, carestie, rivoluzioni, la pandemia di influenza denominata “La Spagnola”  e la storia ci insegna che esiste una ciclicità degli eventi. L’uomo del terzo millennio non deve farsi trovare impreparato. La quinta proposta è la Guardia sanitaria nazionale, una struttura flessibile, operativa integrata con la Sanità militare, Croce rossa, Protezione civile, territorio, formata da strutturati e volontari, per rapido intervento in caso di emergenze sanitarie e catastrofi naturali.

Secondo una stima dell’attuale Ministro della Salute sono necessari 68 miliardi da spalmare in otto anni per ottenere un Servizio sanitario degno del nostro paese. L’importante è fare presto.

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico –

Redazione Corriere nazionale.net – Corriere Puglia e Lucania

5 articolo https://www.corrierenazionale.net/2021/01/30/sanita-anno-zero/

Covid 19: ritorna in campo il Cavallo di Troia

I vaccini: cosa sono, come si costruiscono, come agiscono

Scacco matto in 5 mosse

Vaccini Covid

I vaccini rappresentano la prevenzione più efficace contro le malattie infiammatorie e possono
salvare milioni di vite umane. Il loro avvento ha permesso di debellare malattie molto gravi come il vaiolo e la poliomielite. Sono somministrati attraverso una iniezione intramuscolare nel deltoide; si introducono così nel nostro corpo sostanze riconosciute come estranee dal nostro sistema immunitario, che, attivandosi, produce “ANTICORPI” e “CELLULLE DELLA MEMORIA IMMUNOLOGICA “, capaci di proteggerci per lungo tempo e anni o addirittura per tutta la vita. Possono essere batterici o virali a seconda se devono proteggerci da malattie batteriche o da malattie virali. Possono contenere microbi ancora vivi attenuati , cioè resi innocui e incapaci di produrre malattia, microbi inattivati o uccisi tramite esposizione al calore o chimicamente e quindi resi innocui, contenere antigeni purificati ossia alcuni frammenti proteici del microbo considerati come estranei dal sistema immunitario che li combatte attraverso la produzione di anticorpi. Possono contenere sostanze tossiche trasformate in anatossine ossia non più in grado di provocare malattia, ma solo capaci i attivare le difese immunitarie come sopra. Abbiamo vaccini a DNA Ricombinante; sono prodotti che, copiando o clonando informazioni genetiche del microbo, producono una grande quantità di antigene.

Le modalità di “costruzione” dei vaccini variano pertanto da preparato a preparato.

IL VACCINO “CAVALLO DI TROIA “ NELLA GUERRA AL COVID. L’ accostamento al cavallo di Troia è inopportuno anche se non del tutto. Lo scopo degli scienziati era come allestire con l’inganno un tranello, che attirasse il sistema immunitario. Il falso cavallo fu riconosciuto come portatore di pace dai troiani e accettato anche dai guerrieri di Troia. Il falso cavallo nel vaccino contro il covid, attira, è vero , con una falsa proteina detta SPIKE il sistema immunitario solo che non cade nel tranello…. gli anticorpi prodotti riconoscono il cavallo come estraneo e pericoloso per cui l’aggrediscono e lo combattono.

Merita un bel discorso l’allestimento del vaccino contro il covid, se non altro per aver convinto a collaborare le case farmaceutiche, il mondo scientifico, i politici e le istituzioni varie per ottenere un
vaccino sicuro, efficace e disponibile nel più breve tempo possibile. La tecnologia, apparentemente nuova, è frutto di una ricerca intelligente e senza precedenti., cominciata già nella seconda metà del secolo scorso. Attualmente sono circa 300 i vaccini che si stanno studiando, ma solo due, come sapete, sono già pronti, quello sviluppato da “MODERNA” e quello sviluppato da “BIONTECH-PHIZER”realizzati del resto con una tecnologia innovativa, geniale e interessante. Entrambi sono a base di RNA MESSAGGERO (mRNA), la
molecola, che insieme al DNA, contiene le informazioni genetiche specifiche di ogni essere vivente. In natura l’RNA ha il compito di trasferire alle cellule viventi i messaggi vitali del DNA perché le cellule possano produrre le proteine, che ci permettono di respirare, pensare, muoverci, insomma di vivere. L’RNA diversamente dal DNA ha vita breve e per questo deve essere conservato a 80° sotto zero, prima di essere incapsulato all’interno del vaccino da involucro di palline di grasso detti LIPOSOMI del tutto simili a quelli che abbiamo già nel nostro organismo. Nella cellula i liposomi liberano l’RNA messaggero che contiene informazioni necessarie per produrre la proteina SPIKE del virus, una specie di amo che si aggancia alle cellule delle vie respiratorie, entra nel loro interno tramite recettori ACE2 e si moltiplica fino a causare la malattia. Il vaccino, invece, una volta entrato nelle cellule, viene letto dai ribosomi, responsabili della sintesi proteica, che produrranno tante copie della proteina SPIKE del SARS-CoV-2. Una volta che le cellule avranno prodotto la proteina SPIKE questa uscirà dalla cellula. A questo punto viene riconosciuta come estranea dal sistema immunitario pur non in grado di provocare la malattia in quanto solo una piccola parte del virus.

In sintesi lo scacco matto al covid avviene in 5 mosse:
1- Si inietta il vaccino che contiene dentro un involucro di sfere di grasso , detti LIPOSOMI, l’RNA MESSAGGERO, il Cavallo di Troia
2- Dentro ogni cellula i liposomi rilasciano l’RNA Messaggero
3- I RIBOSOMI producono la PROTEINA SPIKE del virus, che esce dalla cellula
4- Le cellule Spike fuori della cellula del virus vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario che si attiva
5- Si producono così le armi specifiche contro il virus ossia gli anticorpi.

La sicurezza è importante. “Il vaccino protegge ognuno di noi ma anche gli altri. Ci vogliono di media circa 10 anni per sviluppare un vaccino convenzionale. La velocità con cui questo tipo di vaccini sono stati sviluppati è sbalorditiva. Ci sono voluti 42 giorni per avere un mRNA candidato al vaccino, dopo che gli scienziati cinesi hanno pubblicato la sequenza genetica completa del SARS-CoV-2. Gli ingenti fondi e il capitale umano investiti nello sviluppo hanno permesso di avere risultati in tempi da record, senza mai trascurare la sicurezza. Va ricordato che gli scienziati di Moderna e BioNTech lavoravano da almeno 20 anni su terapia genica e vaccini a RNA. Avevano perciò molta esperienza nell’uso di queste molecole sull’uomo e sapevano quello che facevano. Gli studi clinici per valutare tollerabilità, effetti collaterali ed efficacia dei vaccini sono stati completati e gli enti regolatori (FDA in America, EMA in Europa) daranno la loro approvazione per l’uso solo se questi studi avranno davvero dimostrato che i vaccini sono sicuri e protettivi”.

ATTENZIONE
Se tu o i tuoi conviventi avete sintomi del COVID-19, resta in casa e chiama subito il tuo pediatra di libera scelta o il tuo medico di medicina generale. Altrimenti, chiama uno dei numeri di emergenza regionali indicati sul sito del Ministero della Salute.

Fonte: Bambin Gesù Ospedale Pediatrico IRCCS www.ospedalebambinogesu.it/nuovo-coronavirus-i-vaccini-a-rna-come-funzionano-e-perche-sono-sicuri#.X_BRKNhKjVg

Articolo 1 2021

https://www.corrierenazionale.net/2021/01/02/covid-19-ritorna-in-campo-il-cavallo-di-troia/?fbclid=IwAR3ZDxpuI8PEUwci8q4bU6VXHr30IkTFHfSPwAw6u7OABltZZjZzjyhTH-A

 

 

Inoperabile per tutti ma non per il prof. Prete

Il prof. Prete salva la vita  a un ammalato che nessuno voleva operare

Un perfetto gioco di squadra a Mater Dei Hospital di Bari   

Non si è arreso il prof. Fernando Prete, da decenni eccellenza chirurgica italiana, che sfidando i limiti di una medicina sempre più difensiva ha ridato una seria speranza di buona vita a G.B. maschio  in buona salute sino a pochi mesi fa.  Troppo giovane, hanno pensato i medici di Mater Dei, per   restare inermi e attendere che un triste destino strappasse alla vita quella persona.  «Abbiamo operato un uomo di 69 anni – è lo stesso Prete a commentare – con un voluminoso cancro gastrico infiltrante il duodeno e il mesocolon trasverso per circa 15 centimetri, con sanguinamento ricorrente e ostruzione del tratto alimentare, giudicato altrove non operabile né in elezione, né in urgenza».

Una task force multi specialistica è scesa in campo. Chirurghi, anestesisti, cardiologi e rianimatori, si sono mobilitati e all’unisono hanno preparato una squadra che garantisse un buon risultato e ribaltasse la sorte avversa. « Il paziente è giunto in chirurgia – precisa Patrizia Liguori, aiuto del prof. Prete – dopo chemioterapia sospesa per le gravi condizioni generali. L’anemia per il continuo sanguinamento, lo squilibrio elettrolitico e metabolico, nonostante l’alimentazione parenterale, aveva creato grave ipotonia e ipotrofia muscolare».

« La bassa pressione arteriosa e la bradicardia estrema, 30 battiti per minuto – aggiunge Riccardo Guglielmi, cardiologo di lungo corso con un passato di direttore ospedaliero  – aumentavano il rischio operatorio. La mancanza di muscolatura non permetteva l’impianto di un pace maker definitivo. È stato superato il problema con un elettrocatetere introdotto per via venosa collegato a un generatore esterno. La terapia farmacologica ha permesso il miglioramento della pressione arteriosa». Con questi e altri accorgimenti tecnici il dott. Mario Tedesco, direttore della Unità Complessa di Anestesia e Rianimazione,  ha potuto procedere alla narcosi e mettere in condizione l’equipe chirurgica di operare il paziente. Circa 4 ore di anestesia e intervento al termine del quale G.B. è stato trasferito in Rianimazione e affidato alle cure di Giampaolo Pellegrini, referente rianimatore per la sezione Covid.

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Mai come in questo caso il successo ha molti padri. È stato il “fil rouge” della competenza, che ha saputo unire la saggezza frutto di tanti anni di esperienza, con l’ardore giovanile. Onore a questi professionisti e a tutti i loro collaboratori che rappresentano, per la nostra Regione Puglia, un’eccellenza invidiabile. Non è mancato l’incoraggiamento e il supporto esterno di una Direzione sanitaria sempre attenta e degli organi tecnico logistici. Infermieri e operatori socio sanitari,  garantiscono assistenza di qualità con particolare aspetto all’umanizzazione delle cure, nonostante l’attuale emergenza legata alla pandemia. Mater Dei Hospital in pochi giorni ha saputo realizzare una struttura Covid con degenza e percorsi dedicati. Gli operatori  sanitari di ogni ordine e grado gestiscono carichi di lavoro elevati e alta tensione psicologica. Tutto questo collettivo ha permesso a una persona, già condannata per un cancro che nessuno voleva trattare, di “tornare in vita” ed essere restituita per Natale all’affetto dei suoi cari. Questo è un episodio che deve raggiungere i nostri pubblici amministratori. Nella nostra Regione non mancano le eccellenze in sanità e non sono necessari costosi viaggi della speranza per salvare vite umane. Il paziente sta meglio, ora è nel reparto di chirurgia amorevolmente “coccolato” da tutto il personale. Nella Rianimazione, 2 giorni fa, salutava, con un indimenticabile sorriso di gioia, lo stesso dott. Guglielmi chiamato in consulenza. Una storia complessa e a lieto fine, un segno di speranza per questo  difficile Natale alle porte. Questa è la sanità che ci piace raccontare e scrivere.

Antonio Peragine Direttore   Bari 23.12.2020

https://www.corrierenazionale.net/2020/12/23/il-prof-prete-salva-la-vita-a-un-ammalato-che-nessuno-voleva-operare/