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Intervista al Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, Ordine Farmacisti Bari-BAT

 

Farmacia di servizio

Farmacie e realtà dei fatti: tra remunerazione, servizio e diritto alla salute

Parliamo insieme con il Presidente Luigi D’Ambrosio Lettieri

Luigi D

Martedì 20 maggio il Corriere della Sera ha pubblicato, nella rubrica DataRoom a firma di Milena Gabanelli e Simona Ravizza, un approfondimento dedicato all’evoluzione delle farmacie italiane e ai servizi oggi erogati. L’articolo ha affrontato temi di grande interesse pubblico, dalla remunerazione delle farmacie alla distribuzione dei farmaci, fino alle attività di autoanalisi e telemedicina. Tuttavia, la lettura dell’approfondimento ha suscitato interrogativi e perplessità in molti operatori sanitari, soprattutto per alcune valutazioni che sembrano non tenere adeguatamente conto del contesto normativo, organizzativo e assistenziale nel quale le farmacie operano.Per approfondire questi aspetti abbiamo intervistato il Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Bari-BAT, che offre una lettura basata sui dati, sull’esperienza professionale e sulla concreta realtà vissuta quotidianamente dai cittadini.

Guglielmi Riccardo Luigi d'AmbrosioGuglielmi Riccardo Luigi d'Ambrosio Acquerello

 

Presidente, si parla molto della nuova remunerazione delle farmacie. Può aiutarci a fare chiarezza

La remunerazione delle farmacie è stata per molti anni collegata al prezzo del farmaco dispensato. Si trattava di un sistema concepito in un contesto sanitario ed economico completamente diverso da quello attuale. Con la riforma recentemente introdotta si è cercato di correggere una distorsione storica: il valore professionale dell’atto farmaceutico era infatti scarsamente riconosciuto, mentre il compenso era prevalentemente legato al valore commerciale del medicinale dispensato. Oggi il sistema prevede una quota fissa per confezione dispensata, accompagnata da una componente percentuale molto ridotta rispetto al passato. L’obiettivo non è aumentare i guadagni delle farmacie, ma rendere più equilibrata e sostenibile la remunerazione di un servizio sanitario che richiede competenze professionali, responsabilità e presenza capillare sul territorio. In altri termini, si passa progressivamente dalla remunerazione del prodotto alla remunerazione della prestazione professionale.

C’è chi sostiene che le farmacie guadagnano di più. Cosa risponde

Occorre evitare valutazioni costruite su singoli esempi isolati. Prendere a riferimento un farmaco dal costo molto basso e confrontare esclusivamente il margine ottenuto prima e dopo la riforma può generare conclusioni fuorvianti. Una valutazione corretta dovrebbe essere effettuata sull’intero paniere dei medicinali dispensati annualmente dal Servizio sanitario nazionale, considerando migliaia di referenze, le riduzioni di prezzo intervenute negli anni, gli sconti obbligatori a carico delle farmacie, gli oneri gestionali e l’inflazione che hanno inciso sui costi di esercizio. Ribadisco, la riforma non nasce per attribuire vantaggi economici alle farmacie, ma per contemperare la tenuta dei conti pubblici con la giusta remunerazione di una rete che assicura ogni giorno assistenza farmaceutica a milioni di cittadini, comprese le aree rurali e disagiate dove la farmacia rappresenta spesso l’unico presidio sanitario facilmente accessibile.

Il trasferimento di gliptine e gliflozine dalla distribuzione diretta alla convenzionata ha suscitato molte discussioni. Quali benefici ha prodotto

Innanzitutto, è opportuno chiarire che, anche in questo caso, non si è trattato di una scelta orientata agli interessi delle farmacie, ma di una decisione finalizzata a migliorare l’accessibilità alle cure. Per anni molti pazienti affetti da diabete sono stati costretti a ritirare questi medicinali presso i servizi farmaceutici delle ASL, affrontando spostamenti, attese e procedure burocratiche spesso gravose.  La disponibilità dei farmaci attraverso la rete delle oltre 20.000 farmacie italiane ha consentito di avvicinare il servizio al cittadino, riducendo la spesa a carico dello Stato, disagi organizzativi per i pazienti e costi indiretti. I benefici sono particolarmente evidenti per gli anziani, per i pazienti cronici, per le persone fragili e per chi vive lontano dai centri di distribuzione.

Esiste un aspetto che viene spesso trascurato

Sono molti gli aspetti trascurati: la farmacia garantisce continuità assistenziale, monitoraggio dell’aderenza terapeutica, counseling professionale, verifica delle interazioni farmacologiche e supporto costante al paziente. Pertanto, il trasferimento di gliptine e gliflozine dalla distribuzione diretta a alla dispensazione convenzionata non rappresenta soltanto un cambiamento logistico, ma una scelta coerente con i principi di prossimità, equità e umanizzazione delle cure. Va inoltre ricordato che numerose analisi hanno evidenziato come la distribuzione attraverso le farmacie territoriali abbia determinato una riduzione dei costi indiretti sostenuti dal sistema e dai cittadini, migliorando al tempo stesso l’aderenza alle terapie e gli esiti clinici.

Affrontiamo adesso il tema delle autoanalisi e dei servizi erogati in farmacia. Qual è il punto che ritiene più importante

Occorre distinguere con chiarezza tra diagnosi e attività di screening o monitoraggio. Le farmacie non effettuano diagnosi mediche e non intendono sostituirsi al medico. Le attività svolte nell’ambito della Farmacia dei Servizi hanno finalità di prevenzione, monitoraggio e orientamento del cittadino. Consentono di intercettare precocemente situazioni di rischio e di favorire l’individuazione dei casi in cui il farmacista invita il paziente a recarsi dal proprio medico di base, agevolando così l’accesso ai percorsi diagnostici e terapeutici appropriati. Inoltre, oggi molte farmacie offrono servizi di telemedicina in ambito cardiologico, come ECG, Holter cardiaco e pressorio. I tracciati sono trasmessi a centri specializzati e il referto è sempre affidato a cardiologi di comprovata esperienza e competenza. Questo approccio permette di rafforzare la prevenzione del rischio cardiovascolare, rendendo più semplice e accessibile il monitoraggio per i cittadini, sempre in collaborazione con i medici di riferimento.

Questi servizi offerti  sono iniziative lasciate alla libera scelta delle singole farmacie

No, si tratta di servizi disciplinati da norme nazionali, da protocolli operativi e da accordi istituzionali che prevedono requisiti strutturali, tecnologici e professionali rigorosi. In un Paese caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche, la prossimità della farmacia costituisce una risorsa preziosa per il Servizio sanitario nazionale.

Spesso i media producono analisi che sembrano parziali o non del tutto oggettive. Come valuta la qualità dell’informazione su questi temi?

Il confronto critico è sempre utile e necessario. Tuttavia, quando si affrontano temi complessi che riguardano la salute pubblica, è fondamentale evitare semplificazioni. La qualità dell’informazione dipende dalla capacità di rappresentare tutti gli elementi rilevanti di una questione, anche quelli che potrebbero non confermare la tesi iniziale. Se si analizzano esclusivamente alcuni dati, trascurando il quadro complessivo, si rischia di offrire ai cittadini una rappresentazione incompleta della realtà. Le farmacie non chiedono trattamenti di favore né immunità da critiche. Chiedono semplicemente che il dibattito si sviluppi sulla base di dati completi, verificabili e contestualizzati.

Quale messaggio desidera rivolgere ai cittadini?

Vorrei ricordare che la farmacia italiana è un presidio polifunzionale della sanità territoriale che svolge un ruolo strategico nel Servizio Sanitario Nazionale di cui è parte integrante. Lo ha dimostrato durante la pandemia, lo dimostra ogni giorno assicurando l’accesso ai farmaci, alle vaccinazioni, agli screening, alla telemedicina e a numerosi altri servizi di prossimità. Dietro ogni confezione dispensata vi è una responsabilità professionale, un’attività di vigilanza, informazione e presa in carico che contribuisce concretamente alla tutela della salute. I cittadini hanno diritto a un’informazione rigorosa, completa e basata su evidenze scientifiche. Solo attraverso un confronto fondato sui dati e sull’esperienza reale delle persone possiamo costruire un sistema sanitario sempre più vicino ai bisogni della collettività.

Conclusioni 

Troppo spesso il dibattito sulla sanità si concentra sui costi e troppo poco sui bisogni delle persone. Certamente si deve molta attenzione alla qualità della spesa e recuperare pienamente l’etica della responsabilità. Ma è necessario soprattutto valutare altri parametri: quanto tempo, quante difficoltà e quante rinunce alle cure siamo riusciti a evitare ai cittadini? Sono convinto che ogni scelta che semplifica l’accesso ai farmaci, riduce gli ostacoli burocratici e garantisce assistenza vicino al luogo di vita del paziente rappresenta un passo avanti per il sistema sanitario e per la qualità della vita delle persone. In questa intervista abbiamo voluto fare chiarezza con una voce autorevole come quella del dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri, puntando i riflettori sul vero valore della Farmacia dei Servizi. Non ci siamo soffermati sui deficit di bilancio, ma abbiamo raccontato esempi di Buona Medicina, nel rispetto della persona che chiede aiuto. Questa è la Buona Sanità di cui ci piace parlare e che vogliamo continuare a raccontarvi.

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Metadescrizione:

Intervista esclusiva al Dott. Luigi D’Ambrosio Lettieri sul ruolo strategico della farmacia dei servizi per il SSN. Ruolo sociale dei servizi di prossimità.

 

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