Tutti gli articoli di Riccardo Guglielmi

Nasce la geoeconomia

Quando l’economia diventa geopolitica

La geoeconomia sta cambiando il modo in cui le nazioni si confrontano, spostando il potere dalle armi ai mercati

GEOECONOMIA

Viviamo in un’epoca in cui la parola “geopolitica” è ovunque: la sentiamo nei notiziari, la leggiamo nei titoli dei giornali, la usiamo tra colleghi. La geopolitica è l’arte – e spesso la dura realtà – di come le nazioni si muovono sulla scacchiera del mondo, tra confini, alleanze e strategie di potere. Ma oggi, accanto a questa prospettiva classica, si fa strada un nuovo termine: geoeconomia.

La geoeconomia è la sorella meno rumorosa ma altrettanto potente della geopolitica. Se la geopolitica parla il linguaggio delle armi, dei trattati e delle crisi diplomatiche, la geoeconomia usa strumenti più silenziosi ma spesso ancora più incisivi: tariffe, sanzioni, investimenti, controllo delle risorse. È la politica internazionale che si fa con il portafoglio invece che con l’esercito.

Pensiamo alle “guerre dei dazi” tra Stati Uniti e Cina, alle sanzioni che plasmano i destini di intere nazioni, alla corsa per il controllo delle materie prime e delle tecnologie strategiche. In questo scenario, il valore della cultura, della conoscenza e dell’unità – principi fondamentali sia per la professione medica che per quella giornalistica – diventa centrale. Perché, proprio come nella nostra professione, anche nei grandi equilibri globali la cura e la prevenzione contano più della reazione tardiva.

Oggi economia, tecnologia e sicurezza si intrecciano come mai prima. La globalizzazione ottimista ha lasciato spazio a un mondo dove la protezione degli interessi nazionali passa anche per sanzioni, dazi, embargo su risorse strategiche e interventi statali mirati. Il libero mercato si trasforma: generali e consulenti militari entrano nelle scelte delle multinazionali, mentre la produzione di armi avanzate diventa cruciale per difendere cittadini e aziende da minacce nuove come cyberattacchi e conflitti ibridi. Non è una deriva verso la guerra, ma una nuova fase in cui riconoscere i rischi serve proprio a prevenirla.

La geoeconomia ci insegna che le scelte economiche sono ormai il vero cuore pulsante dei nuovi equilibri mondiali. E ci ricorda quanto sia importante restare vigili, informati e uniti, anche nel nostro piccolo, per affrontare le sfide di un mondo che cambia velocemente. Perché, in fondo, anche la salute delle nazioni – come quella dei nostri pazienti – dipende dalla capacità di leggere i segnali, prevenire le crisi e investire nella cultura condivisa.GEOECONOMIA 1

E il nostro Servizio Sanitario Nazionale? In questo scenario globale, il SSN rappresenta una delle più grandi conquiste di civiltà, ma è anche esposto alle onde lunghe della geoeconomia: dipendenza da forniture estere, accesso alle tecnologie, sostenibilità dei costi e capacità di innovare senza perdere l’anima universalistica. La sfida, oggi più che mai, è proteggere questa ricchezza collettiva, investendo su cultura, formazione e unità tra professionisti. Perché solo così il nostro sistema potrà continuare a battere forte, al servizio di tutti, anche quando i venti internazionali cambiano direzione

Nasce la geoeconomia

 

 

SGUARDI Alla ricerca dell’anima

SGUARDI – Alla ricerca dell’anima

CLAUDIO SANTOLIQUIDO

Riassunto
Un libro che unisce fotografia narrativa e narrazione per esplorare le emozioni più profonde dell’animo umano. “Sguardi” di Claudio Santoliquido invita il lettore a un viaggio di introspezione tra immagini e parole, dove la fotografia narrativa diventa strumento di esplorazione interiore.

Sottotitolo:
Il viaggio fotografico di Claudio Santoliquido tra emozioni, introspezione e narrazione visiva, con la fotografia narrativa come filo conduttore.

Metadescrizione:
La fotografia narrativa favorisce introspezione, espressione emotiva e comunicazione empatica attraverso l’integrazione tra immagini e parole.

Recensione a cura di Riccardo Guglielmi

“Sguardi – alla ricerca dell’anima” (WIP Edizioni) di Claudio Santoliquido è molto più di una semplice raccolta di fotografie e racconti: rappresenta un vero e proprio viaggio nei territori inesplorati dell’anima umana. Attraverso scatti in bianco e nero di grande impatto, Santoliquido invita il lettore a immergersi nelle sfumature più profonde dei sentimenti umani, offrendo una fotografia narrativa che si intreccia con testi densi di introspezione.

Fotografia narrativa e narrazione Un dialogo tra immagini e parole

Il cuore dell’opera è la capacità dell’autore di trasformare ogni scatto in un esempio di fotografia narrativa, una finestra aperta su mondi interiori spesso fragili, ma sempre autentici. Personaggi come l’uomo anziano con il cappello, la donna velata, la donna dai capelli ricci e il bambino con lo sguardo perso diventano simboli di emozioni universali: dubbio, nostalgia, felicità, perdita. Le immagini, essenziali e potenti, non si limitano a documentare la realtà, ma cercano di catturare la complessità dell’animo umano attraverso la fotografia narrativa.

Un percorso di riflessione personale

Un elemento distintivo di “Sguardi” è l’assenza di una corrispondenza esplicita tra fotografie e racconti. Santoliquido lascia volutamente spazio al lettore, invitandolo a cercare connessioni, accostamenti e allegorie tra immagini e parole. Questo approccio, tipico della fotografia narrativa, stimola la riflessione personale e rende ogni lettura un’esperienza unica, dove ciascuno può trovare significati diversi e profondi.

L’anima come protagonista

La vera protagonista del libro è l’anima dell’autore, che si espone senza filtri, guidando il lettore verso incontri autentici con la propria interiorità. “Sguardi” è un’opera che parla di fragilità e forza, di ricerca di senso e di bellezza nascosta nei dettagli della vita quotidiana. Attraverso la fotografia narrativa, Santoliquido riesce a toccare corde profonde, offrendo spunti di meditazione su verità, identità e desiderio di comunicazione.

Conclusione: un libro da vivere con calma

“Sguardi – alla ricerca dell’anima” è un libro da leggere e osservare con calma, lasciandosi attraversare dalle emozioni che emergono da ogni pagina. Un’opera consigliata a chiunque desideri esplorare la bellezza nascosta nei dettagli e intraprendere un viaggio di introspezione attraverso la fotografia narrativa e la parola scritta

#fotografianarrativa, #espressioneemotiva, #comunicazioneempatica            Key word fotografia narrativa

Per social

Sguardi – alla ricerca dell’anima” di Claudio Santoliquido è un viaggio intenso tra emozioni e introspezione, dove la fotografia narrativa diventa protagonista assoluta 📸. Ogni scatto racconta storie profonde, mescolando immagini e parole in un’esperienza unica di fotografia narrativa.
Lasciati coinvolgere dalla bellezza nascosta nei dettagli e dalla forza della fotografia narrativa, che stimola riflessione e comunicazione empatica ✨. Un libro consigliato a chi ama la fotografia narrativa e vuole esplorare l’animo umano attraverso immagini e narrazione.

#fotografianarrativa #emozioni #introspezione #comunicazioneempatica

 

Mensilmente Verde

Un Percorso tra Piante, Salute e Curiosità

Ci sono incontri che germogliano come semi nel terreno fertile della vita e danno vita a storie che intrecciano mondi diversi ma complementari. Così nasce “Mensilmente Verde: Un Percorso tra Piante, Salute e Curiosità”, frutto dell’amicizia sincera e della stima tra Riccardo Guglielmi, cardiologo e giornalista, e Francesco Rubini, l’Agritecnico del Cuore. Da una parte la scienza e la cura del cuore, dall’altra la sapienza della terra e l’amore per le piante: due passioni che si incontrano per raccontare, mese dopo mese, la meraviglia della natura e il suo impatto sulla salute, sul benessere e sulle emozioni di chi la vive. 🌸

Ogni mese, a partire da gennaio, Riccardo ha scelto di intervistare il suo amico Francesco su piante e fiori che caratterizzano ogni periodo dell’anno. Si è iniziato con la stella di Natale e, passando per nuove scoperte e consigli pratici, si arriva ora alle piante perfette per un balcone a maggio, con l’idea di proseguire fino a dicembre. Ogni intervista è arricchita da curiosità storiche, suggerimenti utili, accenni alla floriterapia e ai benefici che la cura delle piante porta alla psiche e al benessere visivo e mentale di chi se ne occupa. 🧠🌱

Ora è arrivato il momento di raccogliere tutte queste chiacchierate, passate e future, in un’antologia virtuale da custodire nella memoria di www.riccardoguglielmi; un modo per condividere la bellezza di un percorso fatto di amicizia, passione e amore per la natura. ✨

Mensilmente Verde è nato su questo sito come progetto personale, pensato per raccontare il legame tra piante, salute e curiosità. Tutte le interviste mensili vengono pubblicate su Il Corriere Nazionale.net, testata della Rete editoriale ANIM che sostiene la voglia di comunicare in chiave giornalistica. Ogni intervista include sempre il link all’articolo originale, così chiunque può rileggere e approfondire ogni incontro. 🌿📰

03.01.2026  – La prima intervista 

Stelle di Natale: storia, scienza e cura

GENNAIO 2026 Stelle di Natale

 Le Stelle di Natale illuminano le nostre case ogni dicembre, ma quanti conoscono davvero la loro storia affascinante e i segreti per mantenerle splendide? Ne parliamo con Francesco Rubini, agritecnico esperto e vero artista nella cura del verde

 Intervista a Francesco Rubini, artista del verde
di Riccardo Guglielmi

Partiamo dalla storia: perché la Stella di Natale è diventata così simbolica durante le feste?
La Stella di Natale, o Euphorbia pulcherrima, ha radici profonde in Messico, dove viene chiamata “Flores de Noche Buena”, cioè “Fiori della Notte Santa”. Era già usata nelle celebrazioni natalizie molto prima di arrivare in Europa. Negli Stati Uniti è conosciuta come “Poinsettia”, dal nome di Joel Poinsett, l’ambasciatore americano che per primo la portò fuori dal Messico nell’Ottocento. C’è anche una leggenda bellissima: una bambina povera offrì alla Madonna un mazzetto di erbe che, nella notte di Natale, si trasformarono in fiori rossi splendenti. Da allora, la Stella di Natale rappresenta il dono sincero e la purezza.

Dal punto di vista botanico, cosa rende questa pianta così speciale?
In realtà, quello che tutti chiamano “fiore” sono le brattee colorate, non i fiori veri e propri, che sono piccoli e gialli al centro. Le brattee possono essere rosse, rosa, bianche o screziate, e sono il vero spettacolo! La pianta ama la luce diffusa, teme il freddo e soprattutto i ristagni d’acqua, perché le sue radici sono molto sensibili.

Quali sono gli errori più comuni nella cura della Stella di Natale?
Il primo errore è sicuramente l’acqua: ne serve poca! Bisogna annaffiarla solo quando il terreno è quasi asciutto, facendo molta attenzione a non lasciare ristagni. Mai bagnare le foglie, perché si possono macchiare o ammalare. Durante le feste va tenuta in una stanza luminosa, ma senza sole diretto. In estate, invece, puoi portarla all’aperto in una zona ombreggiata, ricordandoti di riportarla dentro appena arriva il fresco.

E per chi vuole farla rifiorire?
Non è impossibile, ma serve un po’ di pazienza. Dopo la caduta delle brattee colorate, consiglio di potare i rami di circa 10 centimetri e rinvasare la pianta a maggio, usando argilla espansa sul fondo per un buon drenaggio. In estate va tenuta all’ombra e a settembre puoi concimare il terreno. Con queste attenzioni, la Stella di Natale può sorprendere e rifiorire anche l’anno successivo!

Un ultimo consiglio per chi vuole regalare o ricevere una Stella di Natale?
Godetevi la sua bellezza e ricordatevi che è un simbolo di allegria e rinascita. Prendersene cura è come fare un piccolo gesto d’amore verso la casa e chi la vive. La Stella di Natale non è solo una pianta, ma una tradizione che unisce storie, emozioni e scienza.

Prima di salutarci, ti piacerebbe tornare ogni mese con una intervista sulle piante e i loro benefici? Così potremmo far scoprire ai lettori il potere della floroterapia!

Assolutamente sì! Le piante sono una risorsa incredibile per il benessere, migliorano l’umore e portano energia positiva. Sarà un piacere condividere consigli pratici e curiosità ogni mese.

Un grazie speciale a Francesco Rubini per la sua passione e disponibilità: se vuoi scoprire di più o hai bisogno di servizi per il giardinaggio, puoi trovarlo sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647

Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni

Buon 2026 a tutti i nostri lettori

Stella di Natale: storia scienza e cura

01.02 2026  Seconda intervista

Piante fiorite da appartamento: benessere, storia e consigli pratici

Porta colore, energia e benessere nella tua casa: le piante fiorite da appartamento sono piccole gioie che trasformano ogni giorno in un’esperienza di serenità e natura. Prendersene cura è un gesto d’amore che regala equilibrio, bellezza e buonumore, anche nei mesi più freddi.

A febbraio, quando il freddo si fa sentire e la casa sembra più silenziosa, le piante fiorite da appartamento diventano una piccola coccola quotidiana. Amarillide, Giacinto e Ibisco non sono solo belli: portano con sé storie, tradizioni e simboli che attraversano i secoli, trasformando ogni angolo in un luogo vivo e ricco di energia.

Colori, leggende e piccoli riti di benessere con le piante fiorite da appartamento

L’Amarillide, con i suoi fiori maestosi, viene spesso associata al coraggio e alla determinazione. Il suo nome deriva dalla pastorella protagonista di una poesia virgiliana, simbolo di bellezza semplice e luminosa. Nell’Ottocento era già amatissima nei salotti europei, regalata come augurio di successo e forza.
Il Giacinto, invece, affonda le radici nella mitologia greca: narra la leggenda che il giovane Giacinto, amato da Apollo, fu trasformato in fiore per ricordare la delicatezza e la fugacità della vita. Oggi il suo profumo intenso è sinonimo di primavera, rinnovamento e gioia.
L’Ibisco, infine, è protagonista di molte tradizioni orientali: in Malesia e nelle Hawaii viene donato come segno di accoglienza e buon auspicio. In Egitto, invece, l’infuso di fiori d’ibisco è bevuto durante le cerimonie per celebrare la vitalità e la bellezza.

Intervista a Francesco Rubini: energia, cura e floriterapia con le piante fiorite da appartamento

Rubino Febbraio A

Francesco, a febbraio la casa sembra più vuota. Quanto può aiutare una pianta fiorita
Le piante da appartamento con fiori sono una vera fonte di energia positiva, soprattutto nei mesi più freddi. Amarillide e Giacinto portano subito colore e calore. E poi c’è la soddisfazione di seguire il ciclo di una pianta, vedere spuntare nuovi boccioli: è una piccola gioia che rilassa e gratifica.

Quali sono le piante da fiore che consigli per chi vuole iniziare
L’Amarillide è spettacolare: i suoi fiori sono grandi e luminosi, e con un po’ di pazienza puoi farla rifiorire ogni anno. Dopo la fioritura, basta conservare i bulbi in un luogo fresco e asciutto per qualche settimana, poi li ripianti e aspetti la magia! Anche il Giacinto è molto gratificante: il profumo riempie la stanza e la fioritura è rapida.
Un’altra pianta che amo è l’Ibisco, simbolo di bellezza esotica e vitalità. I suoi colori vivaci portano allegria, ma attenzione, vuole ambienti caldi e umidi. Non è la più facile, ma la soddisfazione è enorme!

E per chi non ha il pollice verde
Non bisogna sentirsi in colpa se non si riesce a seguire piante troppo esigenti. Le piante vanno rispettate, ma non dobbiamo esserne schiavi! Se hai poco tempo, meglio varietà meno impegnative, anche senza fiori, così la cura resta un piacere, mai uno stress.

Un accenno alla floriterapia: davvero le piante possono aiutare il nostro benessere psicofisico
Assolutamente sì! La floriterapia e il contatto con le piante hanno effetti positivi sull’umore, sullo stress e sulla qualità della vita. Se vedo fiori in una casa  capisco subito che in quella abitazione c’è amore. Alle piante da fiore in appartamenti è riconosciuta la capacità di evocare stati d’animo del tutto positivi, come l’aumento dell’autostima, il ritrovamento dell’equilibrio dell’umore.  Anche solo osservare una pianta che cresce, dedicare qualche minuto alle sue cure, ti fa sentire meglio. Le piante insegnano la pazienza e la bellezza del prendersi cura di qualcosa.

Un ultimo consiglio green per questo aprile 
Scegli una pianta che ti piace, prova a conoscerla e a capire cosa le serve. Sarà un piccolo gesto che porterà colore, benessere e un pizzico di natura dentro casa, anche nei giorni più freddi.

Il battito del cuore e il battito della natura

Come cardiologo, confermo quanto dice Francesco: dedicarsi al giardinaggio abbassa i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e regolarizza la frequenza cardiaca. Prendersi cura di un fiore è, a tutti gli effetti, un gesto d’amore per il proprio cuore.

Coltivare una pianta è come prendersi cura di sé: ogni fiore che sboccia è una piccola vittoria di benessere, bellezza e speranza

Un grazie speciale a Francesco Rubini per la sua passione e disponibilità: se vuoi scoprire di più o hai bisogno di servizi per il giardinaggio, puoi trovarlo sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647

Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni

 

 

 

Piante fiorite da appartamento

03.01.2026 Terza intervista

Fiori di Bach, tra scienza, emozioni e tradizione

Fiori di Bach: tra scienza, emozioni e tradizione. Scopri come i rimedi floreali possono sostenere il benessere emotivo, tra curiosità botaniche, consigli pratici e il dialogo aperto tra medicina e natura.

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agritecnico del cuore

Come ogni mese, vi propongo l’intervista a Francesco Rubino, ormai un punto di riferimento per chi segue la nostra rubrica. Stavolta ci concentriamo sui Fiori di Bach e sul loro ruolo nel supporto emotivo, scoprendo origini, preparazione e applicazioni pratiche per la salute mentale e il benessere quotidiano.

Fiori di Bach Francesco Rubino

Francesco, ho letto che i Fiori di Bach sono usati per contrastare depressione e stanchezza. Puoi spiegarmi come funzionano e da dove nasce questa idea

Certo Riccardo! I Fiori di Bach sono rimedi floreali creati negli anni ’30 da Edward Bach, medico britannico. Bach pensava che alcuni fiori potessero riequilibrare emozioni come paura, insicurezza, rabbia e tristezza. Ne ha selezionati 38, ognuno associato a uno stato d’animo specifico. L’obiettivo è agire sulle emozioni per alleviare anche la profonda tristezza che affligge tante persone.

E la depressione, secondo l’OMS, è davvero così diffusa

Assolutamente sì. L’OMS prevede che la depressione diventerà la seconda causa di disabilità nel mondo. In Italia, si stima che un adulto su quattro viva almeno un episodio di depressione seria nella vita. Colpisce tutte le età e spesso si accompagna a sintomi fisici, comportamentali e psicologici. I Fiori di Bach vengono usati proprio per agire sulle diverse forme di depressione, dalla reattiva alla maggiore.

Come si preparano questi rimedi? Si possono coltivare in casa

I fiori usati per questi rimedi crescono soprattutto in Inghilterra, ma molti si trovano anche in altre zone d’Europa. Alcuni, come Wild Rose e Cherry Plum, si possono coltivare in giardino o sul balcone. La preparazione originale richiede un processo preciso: si raccolgono i fiori freschi, si lasciano in acqua esposta al sole e poi si conservano in alcool. In erboristeria o farmacia trovi già le gocce pronte, quindi non serve prepararli da zero.

Mi fai una lista dei Fiori di Bach più usati e a cosa servono

Volentieri!

  • Rescue Remedy:miscela di 5 fiori, utile in emergenza, stress acuto o shock emotivo
  • Mimulus:per la paura di cose concrete
  • Rock Rose:per panico o terrore improvviso
  • Impatiens:per chi è impaziente o irritabile
  • Cherry Plum:per la paura di perdere il controllo
  • Clematis:per chi tende a sognare ad occhi aperti
  • Star of Bethlehem:per il trauma dopo eventi dolorosi
  • Walnut:per chi affronta cambiamenti importanti
  • Larch:per la mancanza di fiducia in sé stessi
  • Olive:per la stanchezza fisica e mentale profonda

L’Olive dei Fiori di Bach è proprio l’olivo che conosciamo

Esatto! È l’olivo che conosciamo bene anche in Italia, quello che produce le olive per l’olio. Bach ha scelto i fiori di questa pianta per il rimedio dedicato alla stanchezza profonda, sia fisica che mentale. Se hai degli olivi, puoi raccogliere i fiori freschi, ma per ottenere il rimedio originale serve seguire il metodo Bach con acqua di fonte e sole diretto. Di solito si preferisce acquistare il prodotto già pronto.

Mi consigli una pianta da tenere in casa che abbia un effetto calmante e aiuti l’autostima

La lavanda è perfetta! Ha un profumo rilassante, aiuta a ridurre ansia e stress. Prendersi cura di una pianta, vederla crescere, dà una bella spinta all’autostima. Anche il basilico sacro (Tulsi) è ottimo, perché ha proprietà adattogene e migliora il tono dell’umore. Il gelsomino, poi, ha un profumo delicato che favorisce il rilassamento.

Grazie Francesco, sei sempre una fonte di consigli pratici e passione per le piante!

Grazie a te Riccardo, la floriterapia è un mondo affascinante e può essere un bellissimo supporto per il benessere emotivo! La nostra amicizia dimostra che medicina tradizionale e floriterapia possono camminare insieme, arricchendosi a vicenda e mettendo sempre al centro il benessere di chi ha bisogno. Due strade diverse, ma unite dalla passione e dalla voglia di aiutare gli altri.

Voglio terminare con un grazie speciale a Francesco Rubino per la sua passione e disponibilità. Per scoprire di più o aver bisogno di servizi per il giardinaggio, potete trovare il nostro amici sulla pagina FB GIARDINIRUBINI o chiamarlo al 3479408647.
Ci rivediamo presto con altri consigli green e tante novità dal mondo naturale per portare benessere e positività nella vita di tutti i giorni.
Alla prossima intervista!

Fiori di Bach tra scienza emozioni e tradizione

08.04.2026 Quarta intervista

Fiori strani e affascinanti

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di piante curiose, meraviglie vegetali che non passano inosservate e rendono ogni giardino unico.

 Idee originali per un giardino fuori dagli schemi

Bentornati al nostro appuntamento mensile dedicato alle piante e alla floriterapia!

Questo mese vi porto, insieme a Francesco Rubino, agrotecnico e amico di lunga data, alla scoperta delle piante più strane e affascinanti: ideali per chi sogna un angolo verde fuori dagli schemi, ricco di colori e personalità. Grevillea, Passiflora, Kniphofia, Strelitzia, Clianthus e orchidee dalle forme incredibili sono le protagoniste di oggi, perfette per creare un giardino che sorprende e fa sorridere.

FIORI DI APRILE

Prendi spunto, lasciati ispirare e scopri con noi come aggiungere un pizzico di magia e originalità al tuo spazio verde!

Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di piante curiose, meraviglie vegetali che non passano inosservate e rendono ogni giardino unico.

 Francesco, questo mese ci porti nel mondo delle piante più strane e particolari. Da dove partiamo

Ciao Riccardo! Iniziamo subito con la Grevillea: una pianta che regala fioriture spettacolari proprio in autunno. I suoi fiori sono dei veri e propri riccioli colorati, con lunghi calici e piccoli stomi flessi. Un tocco esotico e originale in giardino! Originaria dell’Australia, prende il nome dal botanico Charles Francis Greville. Nel suo habitat naturale viene usata per attirare uccelli e insetti impollinatori. I fiori riccioluti e coloratissimi sono ricchi di nettare, tanto che alcune popolazioni aborigene li succhiavano come dolcetto naturale! Non viene usata direttamente in floriterapia, ma la sua presenza e i suoi colori vivaci sono considerati stimolanti per l’umore e la creatività.

E la Passiflora? So che è chiamata anche “Fiore della Passione”

Esatto! La Passiflora è una rampicante bellissima e un po’ magica. Il suo fiore è enorme, profumatissimo e dai colori vivaci, può arrivare fino a 8 cm di diametro! E in più, spesso regala frutti arancioni commestibili. Un must per chi vuole stupire con forme e colori fuori dal comune. Scoperta dai missionari spagnoli in Sud America, il suo fiore simboleggia la Passione di Cristo (da qui il nome). Produce frutti commestibili, il famoso frutto della passione. Il fiore, con la sua forma complessa, ha ispirato miti e leggende in tutto il mondo. La Passiflora è spesso usata in fitoterapia per le sue proprietà rilassanti e ansiolitiche, e in alcune floriterapie viene associata alla calma e all’armonia interiore.

Hai qualche altra pianta “bizzarra” da suggerire

Certo! La Kniphofia (detta anche “torchio di fuoco”): sembra una spiga gigante, ma in realtà è composta da tantissimi piccoli fiori arancioni rivolti verso il basso. Chiamata anche “Torchio di fuoco”, è originaria dell’Africa meridionale e deve il nome al botanico tedesco Johann Kniphof. I suoi fiori a spiga attirano api e farfalle, rendendo il giardino vivo e dinamico. Non ha un impiego specifico in floriterapia, ma il colore arancio acceso viene associato a energia, vitalità e buonumore.

Poi ci sono la Strelitzia e il Clianthus: la prima è chiamata “Uccello del Paradiso” per la forma del fiore che sembra proprio un pennuto tropicale, la seconda ha fiori rossi a becco di pappagallo, super scenografici!

Strelitzia: Originaria del Sudafrica, è conosciuta come “Uccello del Paradiso” per la forma inconfondibile del fiore. Simbolo di libertà e originalità, è spesso usata come pianta ornamentale in tutto il mondo. Anche se non è impiegata nei rimedi floriterapici, la sua presenza in casa o in giardino viene collegata a sensazioni di gioia, creatività e apertura mentale.

Clianthus: Proveniente dalla Nuova Zelanda, chiamata anche “fiore becco di pappagallo” per la forma dei suoi fiori. È un simbolo nazionale per i Maori, che la considerano portafortuna. Nessun uso diretto in floriterapia, ma il suo colore rosso intenso è legato a forza, passione e coraggio.

 E le orchidee Ho sentito che alcune sembrano davvero animali…

Hai ragione! In natura esistono orchidee che imitano api, scimmiette o addirittura la fenice. Sono piccole, strane e diventano dei veri gioielli botanici. Alcune sono coperte di peli minuscoli per sembrare ancora più “vive” e attirare gli insetti impollinatori. Se vuoi un angolo di giardino unico, queste sono perfette! Esistono migliaia di specie, alcune con fiori che imitano animali o insetti per favorire l’impollinazione. Le orchidee “scimmia”, “ape” o “fenice” sono tra le più ricercate da collezionisti e appassionati. In alcune tradizioni orientali, le orchidee sono simbolo di eleganza, armonia e rinascita. Alcuni rimedi floriterapici (come il rimedio australiano “Orchid Essence”) sfruttano la loro energia sottile per favorire equilibrio emotivo.

Un consiglio pratico: come si coltivano queste piante strane? Sono difficili

Molte sono più semplici di quanto sembri! La Grevillea e la Kniphofia amano il sole e non richiedono cure particolari. La Passiflora cresce bene anche in vaso, basta darle un sostegno. Le orchidee più particolari preferiscono ambienti umidi e luminosi, ma senza sole diretto. E ricorda: ogni pianta strana porta un po’ di magia e buonumore in giardino!

Si possono coltivare in casa e se sì quali

Coltivare queste piante “bizzarre” in casa è possibile, ma non tutte si adattano bene all’ambiente domestico.

  • Passiflora: puoi coltivarla in casa, meglio se vicino a una finestra luminosa. Cresce bene in vaso, basta darle un sostegno e mantenere il terriccio umido. Perfetta per un balcone o una veranda!
  • Orchidee curiose: sono tra le migliori per la coltivazione indoor! Amano ambienti luminosi ma senza sole diretto, aria umida e temperature stabili. Ideali per chi vuole un angolo esotico in soggiorno.
  • Strelitzia: si può coltivare in appartamento, soprattutto se hai spazio e tanta luce. Ama la luce intensa e un vaso capiente. Attenzione: cresce lentamente, ma quando fiorisce regala uno spettacolo!
  • Grevillea, Kniphofia, Clianthus: queste tre preferiscono l’esterno, perché hanno bisogno di tanto sole e spazio. In casa potrebbero soffrire, a meno che tu non abbia una serra o un terrazzo molto luminoso.

In sintesi: Passiflora, Strelitzia e Orchidee sono le più adatte all’interno; le altre meglio all’aperto. Se vuoi un effetto wow in casa, punta sulle orchidee “strane” e sulla Strelitzia.

 Grazie Francesco, sei sempre una fonte di passione e consigli pratici! Dove ti troviamo per altre curiosità verdi

Grazie a te Riccardo! Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, mi trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647. Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

I FIORI DI APRILE

Caccia alle meraviglie floreali nel disegno

  • Grevillea: Sulla sinistra, riconoscibile dai fiori “a spazzola” con lunghi stili ricurvi in tonalità rosso e oro.
  • Passiflora: Al centro, spicca con la corona di filamenti blu e bianchi e la struttura radiale complessa.
  • Kniphofia (Giglio torcia): Le spighe verticali che sfumano dall’arancione vibrante al giallo.
  • Strelitzia (Uccello del paradiso): In alto a destra, le brattee a forma di becco e i petali arancioni e blu ricordano il piumaggio di un uccello tropicale.
  • Clianthus (Becco di Kakapo): In basso a destra, i fiori penduli dal rosso intenso richiamano la forma di un becco affilato.
  • Orchidee: Tra le altre piante, sono inserite varietà dalle forme insolite (come l’orchidea ragno o la “Caladenia”) per aggiungere un tocco di meraviglia botanica (centrale)

Vi auguro una Primavera piena di colori, profumi e un pizzico di magia botanica… che ogni fiore sbocci portando una nuova curiosità da scoprire! Buona Primavera a tutti, tra fiori e sorrisi!” 🌷🌼

Per Pasqua Vi auguro una Pasqua piena di sorprese, colori e un pizzico di magia botanica… che ogni uovo nasconda una nuova curiosità da scoprire! Buona Pasqua a tutti, tra fiori e sorrisi!

Fiori strani e affascinanti

Nella prima settimana di Maggio la quinta intervista

04.05.2026  Quinta  intervista

Fiori e piante da balcone

Come scegliere le migliori per ogni esposizione

 Riccardo Guglielmi intervista Francesco Rubino, l’agrotecnico del cuore: oggi parliamo di come trasformare il balcone in un piccolo paradiso verde, scegliendo le piante giuste per ogni angolo della casa e scoprendo anche qualche curiosità di floriterapia!

 FRANCESCO MAGGIO

Bentornato Francesco! Siamo appena entrati nel mese di maggio, che qui a Bari ha sempre avuto un significato speciale: tanti anni fa c’era la famosa gara dei fiori, con le sfilate di carri pieni di composizioni floreali spettacolari che riempivano la città di colori e profumi. Con l’arrivo della bella stagione, in tanti sognano un balcone pieno di fiori e colori, ma spesso non sanno da dove partire. Da dove si comincia per scegliere le piante giuste

Ciao Riccardo! La prima cosa da valutare è sempre l’esposizione del balcone. È fondamentale capire quante ore di sole riceve il tuo spazio verde: nord, sud, est o ovest fanno la differenza! Per esempio, un balcone esposto a nord è più ombreggiato, quindi servono piante che amano l’ombra, mentre a sud puoi sbizzarrirti con quelle che resistono al sole e al caldo. E non dimenticare: anche i palazzi vicini possono creare ombra, quindi occhio a dove cade la luce durante la giornata!

Perfetto, allora facciamo qualche esempio pratico: quali piante consiglieresti per ogni esposizione

Io consiglio queste piante molto adatte al nostro clima mediterraneo

  • Nord (ombra):  Fior di vetro (Impatiens). È una pianta super versatile, perfetta per chi ha poca luce. Fiorisce per mesi e i suoi colori vivaci danno vita anche agli angoli più bui! Lo sapevi che l’Impatiens, grazie alla sua resistenza, è diventata simbolo di resilienza nei giardini urbani. E in floriterapia la sua presenza è associata a calma e pazienza, ottima per rilassarsi dopo una giornata intensa.
  • Sud (sole pieno):Geranio. Un classico intramontabile! Ama il sole e il caldo, resiste bene anche alle estati mediterranee. Il geranio, tra l’altro, ha una lunga storia nei balconi italiani: già nell’Ottocento veniva usato per decorare finestre e terrazzi. In floriterapia, il suo profumo aiuta a migliorare l’umore e a tenere lontani i pensieri negativi.
  • Est/Ovest (mezz’ombra): Begonia. Ideale per chi ha luce solo alcune ore al giorno. La begonia fiorisce a lungo e si adatta facilmente ai vasi. Storicamente, era considerata una pianta portafortuna nelle case europee. In floriterapia, si dice che favorisca la creatività e la leggerezza mentale.

Maggio RUBINO

A proposito di storia, c’è una curiosità particolare sull’uso delle piante da balcone in passato

Assolutamente sì! Pensate che già nel Rinascimento, nei palazzi italiani si iniziava ad arredare logge e terrazzi con vasi di fiori profumati per impressionare gli ospiti e creare piccoli rifugi freschi contro il caldo estivo. Il geranio, ad esempio, arrivò in Europa dall’Africa del Sud nel Seicento e in poco tempo conquistò i balconi di tutta Italia, diventando una vera “star” delle città. Oggi è ancora amatissimo, anche perché si dice che tenga lontane le zanzare: un motivo in più per sceglierlo!

E per quanto riguarda il clima  Cosa bisogna sapere per non sbagliare

Il clima è fondamentale, soprattutto d’inverno! Se le temperature scendono sotto i 15°C, la maggior parte delle piante da balcone va protetta o portata in casa. Ma ci sono eccezioni: ad esempio l’erica resiste bene anche al freddo e l’ortensia, se ben irrigata e concimata, può reggere anche sui balconi più soleggiati. Anche la lavanda cresce bene

Un piccolo trucco: innaffia sempre la mattina presto e usa un concime liquido una volta a settimana per mantenere le fioriture belle e abbondanti

Hai qualche altro consiglio pratico per chi vuole un balcone sempre fiorito e rilassante

Certo! Scegli sempre piante adatte al tuo microclima e non esagerare con le quantità: meglio pochi vasi curati che troppi trascurati. Un’idea perfetta? La lavanda! Il suo profumo, ideale per te dopo una giornata in ospedale o in redazione, è una vera coccola: basta sfiorarla per sentirsi subito in una piccola spa casalinga. Oltre a decorare, molte piante – come la lavanda – aiutano a rilassare la mente e a creare un’atmosfera positiva. La floriterapia insegna proprio questo: circondarsi di verde migliora l’umore e riduce lo stress!

maggio con lavanda

Grazie Francesco, come sempre i tuoi consigli sono preziosi e pieni di passione! Dove possiamo trovarti per altre dritte verdi

Grazie a te Riccardo! Se vuoi altri consigli o hai bisogno di aiuto per il tuo balcone, mi trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904467. Alla prossima intervista… e che ogni balcone diventi un piccolo angolo di felicità e colore!

 

 

Fiori e piante da balcone

06.06.2026  Sesta intervista

Giugno in verde

Consigli pratici, curiosità e idee creative di Francesco Rubini per trasformare ogni spazio all’aperto in un’oasi di benessere ed energia.

Come preparare terrazzi e piccoli giardini …. Senza restare al verde 

 Bentornato Francesco al nostro appuntamento mensile dedicato alle piante e alla floriterapia!  Siamo appena entrati nel mese di Giugno, il mese in cui il verde prende vita e il desiderio di sistemare terrazzi, piccoli giardini e spazi all’aperto si risveglia dopo mesi di chiusura. È il momento perfetto per ripensare l’ordine degli angoli verdi, aggiungere colore e profumo, e trasformare anche il più piccolo spazio in un’oasi di benessere.Francesco Rubini Giugno VASI Bianchi

Per questo, chiederemo  ancora una volta a Francesco Rubini, agrotecnico dal cuore d’artista, di accompagnarci con consigli pratici, curiosità storiche e qualche trucco per rendere unico ogni angolo verde.

Francesco, quando si riapre una casa per l’estate – che sia in città, al mare o in collina – qual è il primo passo per sistemare il terrazzo o il piccolo giardino. Da dove partire per scegliere le piante giuste

 La prima cosa da fare è osservare bene lo spazio: quanta luce prende, dove ci sono zone d’ombra, come gira il vento. L’importante è partire da ciò che ti piace, scegliendo piante che diano soddisfazione anche a livello affettivo o simbolico.

 Parliamo di siepi: viburno lucido, eleagno, melograno a fiore doppio, melaleuca e canfora sono specie antiche e piene di fascino. Puoi raccontarci qualche curiosità e darci un consiglio pratico su come usarle per creare una barriera verde

 l viburno lucido era già apprezzato dai Romani per le sue qualità protettive. L’eleagno arricchisce il terreno di azoto, il melograno a fiore doppio regala una fioritura spettacolare ed era simbolo di prosperità nelle civiltà mediterranee. La melaleuca è famosa per l’olio essenziale, mentre la canfora veniva piantata nei templi asiatici per il suo profumo purificante. Sotto l’albero della canfora puoi piantare lantani e lavanda: i lantani aggiungono macchie di colore vivace per tutta l’estate, mentre la lavanda profuma l’aria e attira insetti utili come api e farfalle.
Alternando queste specie ottieni una siepe resistente, colorata e utile anche come piccola farmacia naturale: molte di queste piante hanno proprietà benefiche che puoi sfruttare in casa, come la lavanda rilassante per sacchetti profumati o tisane, la melaleuca e la canfora per i loro effetti balsamici e antisettici, e il melograno come simbolo di salute. Così la tua siepe non solo protegge e abbellisce, ma offre anche piccoli rimedi naturali sempre a portata di mano!

I fiori rosso-arancione del melograno a fiore doppio sono spettacolari, ma visto che non producono frutti, si possono usare in modo creativo

Assolutamente sì! I fiori essiccati sono perfetti per pot-pourri, ciotole profumate e composizioni floreali secche, portando colore ed energia in casa. In alcune tradizioni venivano usati anche per tisane decorative. In giardino trasmettono vitalità e buonumore

Hai altre idee creative per valorizzare questi fiori o le aromatiche, anche dopo la fioritura

Puoi creare piccoli bouquet secchi, ghirlande da appendere alla porta oppure il “barattolo della buona energia” con fiori essiccati, sassolini e un rametto di canfora. Aggiungi qualche foglia di timo o menta per un tocco aromatico: piccoli dettagli che rendono speciale il giardino tutto l’anno!

Non posso non menzionare l’angolo delle piante aromatiche: basilico, menta e timo. Oltre ad essere utili in cucina, hanno anche proprietà medicinali. Qualche consiglio pratico per coltivarle e usarle al meglio

AROMI

Il basilico è il re delle aromatiche, simbolo di buon augurio e protagonista di mille ricette. La menta è perfetta non solo per profumare e preparare infusi, ma anche per dare freschezza a insalate, macedonie, piatti di legumi, cous cous o per arricchire cocktail come il mojito. Il timo invece, oltre a essere stato considerato sacro dai Greci, è ottimo per insaporire arrosti, verdure al forno, pesce e sughi, oppure semplicemente su una bruschetta con olio extravergine.
Per coltivarle basta un vaso ben drenato, tanto sole e qualche annaffiatura regolare. Raccogli spesso le foglie: stimoli la crescita e le mantieni sempre fresche! Le foglie essiccate sono ideali per sacchettini profumati, mix per tisane o per decorare la tavola.

 Francesco, come vedi la presenza di un ibisco piantato in piena terra in questo spazio verde? Hai qualche consiglio pratico per valorizzarlo

 L’ibisco, Hibiscus,  in piena terra è davvero un protagonista: i suoi fiori grandi e vivaci danno subito un tocco esotico e scenografico, attirando anche le farfalle. Se lo metti in una zona ben soleggiata e lo annaffi regolarmente, ti regala una fioritura abbondante fino all’autunno. Un trucco pratico? Aggiungi un po’ di pacciamatura alla base per mantenere l’umidità e proteggere le radici nei periodi più caldi. Ricordo che ne parlammo dettagliatamente nell’intervista di febbraio 

 E per i gerani e la magnolia nei vasi, che ruolo possono avere e come si possono valorizzare al meglio

 I gerani sono dei classici intramontabili: portano colore continuo, sono resistenti e facili da gestire. In passato si pensava tenessero lontane le zanzare, quindi sono utili anche per questo! Puoi giocare con vasi di forme e colori diversi per creare movimento. La magnolia in vaso aggiunge eleganza e profumo: scegli una varietà compatta, usa un vaso capiente e terriccio ricco, e posizionala in una zona luminosa ma riparata dal vento. Curiosità: la magnolia è una delle piante più antiche al mondo, esisteva già ai tempi dei dinosauri! Insieme, queste piante creano un angolo vario e accogliente, perfetto per rilassarsi

Mi piacerebbe creare una piccola zona con qualche pianta grassa, almeno con le aloe. Hai qualche consiglio pratico su come sistemarle e valorizzarle

Ottima scelta! Le aloe sono resistenti e perfette per un angolo mediterraneo. Scegli una posizione ben soleggiata e usa un terriccio molto drenante, con un po’ di sabbia o ghiaia. Puoi abbinarle ad altre succulente come agavi o piccoli cactus e alternare vasi di diverse altezze per un effetto più naturale. Ricorda di annaffiare poco, solo quando il terreno è asciutto!

Qualche trucco extra per mantenere il terrazzo o il giardino sano e rigoglioso durante l’estate

Annaffia sempre la mattina presto, così eviti l’evaporazione rapida e le piante si dissetano meglio. Se puoi, usa l’acqua piovana e “paciama” il terreno con paglia per mantenerlo umido. E soprattutto, osserva le tue piante: ognuna ha il suo carattere, basta imparare a conoscerle!

Francesco, ma davvero alcune piante possono avere effetti anche sulla sessualità? Cosa succede se le scegliamo per il nostro terrazzo o giardino

Giardino Roberta

Assolutamente sì! Alcune piante sono famose per il loro potere di creare atmosfera e stimolare i sensi. Il gelsomino, ad esempio, ha un profumo che da secoli è associato al desiderio e alla seduzione, tanto che veniva usato nei rituali d’amore. La lavanda rilassa e favorisce la complicità, mentre l’ibisco, con i suoi fiori vistosi, è simbolo di passione. Avere queste piante sul terrazzo o in giardino non solo rende tutto più bello, ma può davvero aiutare a risvegliare la sensualità e regalare momenti di intimità più intensi. In fondo, coltivare il verde fa bene… anche alla vita di coppia!

Grazie a Francesco per averci svelato non solo consigli pratici e curiosità, ma anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più… sorprendenti. Ci sentiamo a luglio per scoprire insieme nuove ispirazioni, e chissà, magari altre passioni botaniche da portare in coppia!

Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore lo trovate sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

Meta descrizione Scopri idee e consigli pratici per preparare terrazzi e piccoli giardini a giugno e trasformare ogni spazio all’aperto in un’oasi verde

Meta titolo Giugno in verde: consigli per terrazzi e piccoli giardini

Categoria Puglia

Tag: #giardinaggio,  #terrazzo,   #floriterapia, #Francesco, Giugno, verde

 Keyword principale:
giugno terrazzi giardini

Giugno in verde

 

10.07.2026  Settima intervista

Luglio in Grasso

Sopravvivere senza Pollice Verde
Consigli pratici, curiosità e idee creative di Francesco Rubini per chi vuole un angolo verde… senza stress!

Piante Grasse Giardino

Bentornato Francesco!
Siamo a luglio e, diciamolo, dopo aver visto appassire gerani e aromatiche, in tanti ci chiediamo: esiste una pianta che sopravvive anche a chi il pollice verde proprio non ce l’ha? Oggi parliamo di piante grasse, le alleate perfette per chi non ha tempo, memoria o pazienza, ma non vuole rinunciare a un tocco di natura su terrazzi e balconi.

Francesco, quali sono le piante grasse più adatte a chi non ha esperienza e tende a dimenticarsi di annaffiare?
Le piante grasse sono vere campionesse di sopravvivenza: Aeonium ‘Rosa Nera’, Cactus di Natale, Cereus, Senecio, Kalanchoe, Opuntia, Mesembriantemum e Aloe sono tutte scelte top. Resistono alla siccità, si adattano facilmente e richiedono pochissima manutenzione. In pratica, sono nate per chi vive di corsa… o semplicemente si dimentica di annaffiare!

Piante grasse nomi

Un po’ di storia e curiosità:
Lo sapevi che nell’antico Egitto l’Aloe era considerata la “pianta dell’immortalità” e veniva posta nelle tombe dei faraoni? Anche i Maya e gli Aztechi usavano le piante grasse per riti e medicine. L’Opuntia, il famoso fico d’India, è simbolo di forza e resilienza: in Messico è ancora oggi un portafortuna nazionale. Il Cereus, invece, secondo alcune leggende sudamericane, protegge la casa dagli spiriti negativi durante la notte.

Fitoterapia e usi pratici:
L’Aloe è super famosa per le sue proprietà lenitive: il gel delle foglie è un rimedio naturale per scottature, irritazioni e piccole ferite. Il Kalanchoe, in alcune tradizioni popolari, viene chiamata “pianta della salute” per il suo succo ricco di principi attivi. E l’Opuntia? Oltre a essere buonissima, ha proprietà digestive e antinfiammatorie.

Hai idee creative per chi vuole dare un tocco personale anche senza grande esperienza?
Assolutamente sì! Puoi creare mini-giardini in ciotole, aggiungere sassi colorati, oppure usare i fiori secchi di Kalanchoe e Mesembriantemum per quadretti o barattoli profumati. Anche se il pollice è blu, il risultato sarà comunque super originale!

Un consiglio pratico per chi vuole iniziare senza rischiare di “uccidere” le piante grasse?
Scegli vasi con drenaggio, niente acqua in eccesso e tanta luce. Se ti dimentichi di annaffiare, meglio così: le grasse sono felicissime!

Un piccolo extra per la vita di coppia:
Lo sapevi che prendersi cura insieme delle piante, anche solo una volta a settimana, aiuta la complicità e riduce lo stress? Creare un piccolo angolo verde in due può diventare un rituale di benessere e un modo per “coltivare” anche il rapporto. Bastano un vaso, una pianta resistente e la voglia di sorridere insieme!

Coppia e piante grasse

Domanda finale:
Francesco, chiudo con una curiosità: è vero che in alcune culture regalare una pianta grassa, come l’Opuntia o il Kalanchoe, porta fortuna alle coppie e simboleggia un amore che resiste a tutto? Tu cosa ne pensi, hai mai consigliato una “pianta dell’amore” per rafforzare un legame?

Risposta di Francesco:
Assolutamente sì, è una credenza che mi piace molto! Spesso consiglio di regalare una pianta grassa proprio per questo motivo: sono simbolo di forza, resilienza e amore che resiste al tempo e alle difficoltà. L’Opuntia, con le sue spine e i frutti dolci, rappresenta benissimo le sfide e le gioie di una relazione. Anche il Kalanchoe, che fiorisce più volte l’anno, è un augurio di felicità continua. In fondo, prendersi cura insieme di una pianta è già un piccolo rito d’amore quotidiano!

Grazie a Francesco per averci svelato consigli pratici, curiosità e anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più sorprendenti.
Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro e colorato!

https://www.corrierenazionale.net/2026/07/05/luglio-in-grasso/

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico

05.08.2026

L’ntervista di agosto 

Fiori agostoFrancesco Rubini Agosto

Agosto Giardino

Meta descrizione: Fiori e piante d’agosto: scopri storie, curiosità e consigli per un giardino estivo pieno di vita

Tag: #fioriagosto, #pianteestive, #giardinaggio, #consiglidiGiardino

Twett per FB: Agosto è il mese delle fioriture più sorprendenti! 🌸 Scopri con Francesco Rubini tutti i segreti di bougainvillea, lantana, mandevilla, dipladenia, gerani e lavanda per un giardino estivo pieno di colore, profumo e… qualche curiosità piccante! 😉🌿 #fioriagosto #pianteestive #giardinaggio #consiglidiGiardino

 Fiori e piante d’agosto

Agosto è il mese più caldo, ma anche il più sorprendente per chi ama il verde. Scopri quali fiori e piante regalano colore, profumo e un tocco di magia al tuo giardino estivo!

Storie, tradizioni e piccoli segreti verdi per il tuo giardino estivo

 

Agosto: il mese che mette alla prova giardinieri e appassionati, ma che regala anche le fioriture più sorprendenti a chi sa osservare e aspettare. Nonostante il caldo intenso e le giornate lunghissime, la natura non si ferma: anzi, molte piante proprio ora danno spettacolo con colori e profumi che raccontano storie antiche e moderne. Per scoprire tutti i segreti del verde di agosto, ho chiesto qualche consiglio a Francesco Rubini, il nostro agrotecnico del cuore.

Intervista a Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore

  1. Francesco, agosto è davvero così “tosto” per le piante come si dice? Oppure ci sono sorprese che solo chi ama il verde può cogliere?
    R.Assolutamente sì, agosto mette alla prova, ma è anche il mese delle grandi soddisfazioni! Chi ha pazienza e cura, viene ripagato da fioriture incredibili e dalla possibilità di osservare la natura in tutto il suo splendore, anche quando le temperature sembrano proibitive.
  2. Parliamo della bougainvillea: è davvero la regina dei muri assolati? Hai qualche aneddoto curioso su questa pianta?
    R.La bougainvillea è una vera regina! Arrivata in Europa nel Settecento, è diventata simbolo di resilienza nei nostri paesi mediterranei. Mi piace ricordare come, nel sud Italia, si dicesse che proteggeva la casa dalle malelingue e portava fortuna alla famiglia. E poi, è un rifugio per uccellini e insetti impollinatori, quindi è anche utilissima per l’ecosistema del giardino.
  3. La lantana è una macchina da fiori e le farfalle ne vanno matte. Perché consigli di averla in giardino o sul balcone?
    R.La lantana è instancabile! Fiorisce senza sosta e attira api e farfalle, che sono fondamentali per la biodiversità. In epoca vittoriana regalare una lantana significava “mi ricordo di te”: un gesto affettuoso che oggi possiamo rivivere ogni estate, semplicemente coltivandola. E poi, piccolo bonus: la lantana è anche nota per tenere lontane le zanzare grazie al suo profumo particolare, quindi è perfetta per godersi le serate all’aperto senza troppi fastidi!
  4. Mandevilla e dipladenia: spesso si fa confusione. Ci aiuti a fare chiarezza e magari ci sveli una curiosità?
    R.Succede spesso! In realtà, la dipladenia è una “cugina” della mandevilla: più compatta, con foglie lucide, mentre la mandevilla è più rampicante e ha fiori più grandi. Nel linguaggio dei fiori, la mandevilla simboleggia la forza, la dipladenia la serenità. In Sud America erano considerate portafortuna, si diceva che proteggessero la casa dagli spiriti maligni!
  5. E sul fronte benessere? Qualche consiglio “di campo” con lavanda e geranio?
    R.La lavanda è un classico: basta un mazzetto essiccato per profumare la casa e aiutare a rilassarsi. Il geranio, oltre a tenere lontane le zanzare, secondo le nonne purifica l’aria e lo spirito. E poi, un mazzo di gerani rossi alla finestra è sempre di buon auspicio!
  6. Insomma, agosto non è solo fatica ma anche tradizione e benessere. Qual è il tuo segreto per vivere al meglio il verde in questo mese?
    R.Il segreto è non scoraggiarsi e osservare: ogni pianta ha il suo momento, basta saperlo cogliere. Agosto è il mese della pazienza e della gratitudine: chi ama il verde lo sa bene!
  7. Francesco, agosto è anche il mese delle ferie, delle cene all’aperto e dei nuovi incontri. Esistono piante che, secondo la tradizione o la simbologia, portano un po’ di “pepe” in più nella vita sociale e sentimentale?
    R.Assolutamente sì! In estate il giardino diventa il cuore della convivialità: si cena tra amici, si conoscono nuove persone, e anche le piante fanno la loro parte. Ad esempio, la bougainvillea con i suoi colori vivaci è sempre stata associata alla passione e ai nuovi inizi. La lavanda, invece, secondo la tradizione, veniva usata come profumo per attirare l’attenzione della persona amata. E non dimentichiamoci della lantana: i suoi fiori multicolore simboleggiano proprio il gioco, la seduzione e il piacere dello stare insieme. Un balcone fiorito ad agosto può essere davvero il miglior alleato per creare atmosfera… e magari accendere qualche scintilla in più!

Box Consigli Pratici – Agosto in giardino

💧 Attenzione all’acqua: Innaffia solo quando il terreno è asciutto, meglio la mattina presto o la sera. Troppa acqua rischia di far marcire le radici, soprattutto nei periodi più caldi.

🪴 Come riconoscere il marciume: Se le foglie ingialliscono, diventano molli o noti un odore sgradevole vicino alle radici, probabilmente stai esagerando con l’acqua. Meglio aspettare che il terreno si asciughi prima di innaffiare di nuovo.

🌞 Proteggi le piante dal sole diretto: Se puoi, sposta i vasi in una zona leggermente ombreggiata nelle ore più calde, oppure usa teli leggeri per schermare i raggi.

✂️ Rimuovi fiori e foglie secchi: Così stimoli la pianta a produrre nuovi boccioli e mantieni il giardino più ordinato.

Grazie Francesco per aver condiviso con noi consigli pratici, curiosità e anche qualche segreto “piccante” dal mondo delle piante d’agosto! Ora terrazzi e giardini non saranno solo più verdi, ma anche più sorprendenti e perfetti per vivere le serate estive tra amici, buon cibo e – perché no – nuove emozioni sotto le stelle.

Se vuoi scoprire altre piante insolite o ti serve una dritta per il tuo angolo verde (o per rendere più “frizzante” la tua estate), ricorda che Francesco Rubini, l’agritecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3474904647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più bizzarro, colorato e pieno di vita!

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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Prompt:
Acquerello luminoso e vivace che raffigura un angolo di giardino mediterraneo in agosto, con bougainvillea dai colori accesi che si arrampica su un muro assolato, lantana fiorita circondata da farfalle, mandevilla e dipladenia dai fiori grandi e brillanti, vasi di gerani rossi e lavanda profumata. Atmosfera solare, colori decisi e tanta luce, con dettagli di foglie verdi e cielo azzurro sullo sfondo.

Prompt:
Acquerello dai colori decisi e luminosi che ritrae Francesco Rubini e Riccardo Guglielmi su un terrazzo mediterraneo, circondati da bougainvillea, lantana, mandevilla, dipladenia, gerani rossi e lavanda in piena fioritura. Atmosfera conviviale, con persone sorridenti che chiacchierano e si godono la serata estiva, dettagli di luce calda, cielo azzurro e verde brillante. Stile fresco, accogliente e pieno di energia positiva.

 

05.09.2026

L’intervista di settembre

Settembre in verde

Scopri come prenderti cura del tuo giardino e balcone a settembre con consigli semplici e curiosità mediterranee

 Consigli per il giardino mediterraneo

Bentornato Francesco!

Settembre è davvero un mese chiave per la cura delle piante e dei fiori, soprattutto nei piccoli giardini e sui balconi delle case vacanze in zona mediterranea.  Il clima inizia a rinfrescarsi, ma spesso ci sono ancora giornate calde, quindi è importante adattare le cure. Hai qualche suggerimento pratico da condividere

Francesco, quali sono le cure fondamentali per piante e fiori in questo periodo

Ecco qualche consiglio semplice:

  1. Annaffiatura: Riduci gradualmente la frequenza delle irrigazioni, ma fai attenzione alle piante che hanno ancora bisogno di acqua, soprattutto quelle in vaso che si asciugano più velocemente. Meglio annaffiare al mattino presto o al tramonto.
  2. Potatura: Rimuovi fiori appassiti e foglie secche per favorire la crescita e prevenire malattie. Puoi anche potare leggermente le piante per mantenerle compatte e sane.
  3. Concimazione: Usa un fertilizzante equilibrato, ma non esagerare. Settembre è il momento giusto per dare una spinta alle piante che fioriranno in autunno, come i ciclamini o le viole.
  4. Controllo parassiti: Occhio a afidi, ragnetti rossi e altri parassiti che possono approfittare delle ultime giornate calde. Puoi usare rimedi naturali o prodotti specifici se serve.
  5. Preparazione per l’autunno: Inizia a pensare a come proteggere le piante più delicate durante i mesi più freddi, magari spostandole in zone riparate o preparando coperture leggere.

Hai accennato ai rimedi naturali per il controllo dei parassiti sulle piante. Ci puoi spiegare meglio qualche metodo semplice che si può usare facilmente anche in balcone o in giardino

Certo! Un rimedio super facile è quello di far macerare qualche spicchio d’aglio in una bottiglia da un litro d’acqua: basta lasciarlo riposare per almeno 24 ore e poi spruzzare il liquido direttamente sulle piante. L’odore dell’aglio tiene lontani afidi e altri parassiti in modo naturale.

Un altro sistema curioso, e anche un ottimo modo per non fumare, è far macerare il tabacco di due sigarette sempre in un litro d’acqua. Lascia riposare, filtra e poi spruzza sulle foglie: funziona benissimo contro insetti fastidiosi.

Curiosità: in molte zone mediterranee, si dice che il macerato d’aglio non solo protegge le piante, ma porta anche fortuna al giardino! E il tabacco, oltre a essere efficace, è stato usato dai nonni come rimedio “segreto” quando mancavano i prodotti chimici.

E per la concimazione 

Per la concimazione, ti consiglio prodotti granulari da spargere sul terreno di vasi e siepi, sono pratici e danno una bella spinta alle piante. Se vuoi dare più colore verde alle foglie, usa con moderazione prodotti a base di ferro.

Francesco, se qualcuno vuole arricchire il proprio giardino o balcone piantando nuovi bulbi o provando qualche semina, quali sono le specie e le tempistiche migliori in questo periodo

Se, oltre alla cura del giardino, preferite piantare anche nuovi bulbi questo è il momento ideale per le semine delle piante rustiche annuali come: il papavero, l’Iberis o le calendule, ma anche tulipani, narcisi e Crocus. Potete seminare in letto caldo le viole del pensiero, la margheritina oppure le bocche di leone o ancora i ciclamini. Infine trapiantate a dimora in piena terra le piante biennali come: non ti scordar di me, il garofano del poeta, le campanule o la primula digitalis.

Hai qualche curiosità in più sulla floriterapia o sulle tradizioni mediterranee da condividere, Francesco

Assolutamente sì! La floriterapia è piena di simboli e significati che si intrecciano con le nostre abitudini quotidiane. Ad esempio, il rosmarino è considerato da sempre una pianta portafortuna: in molte case mediterranee si mette vicino alla porta per proteggere la famiglia e favorire la memoria. Il basilico, oltre a essere usato in cucina, si dice porti prosperità e allegria, e spesso viene regalato come augurio di buon inizi0. La lavanda è famosa per il suo effetto rilassante: secondo la tradizione, mettere qualche rametto sotto il cuscino aiuta a dormire meglio e a scacciare i pensieri negativi.  In floriterapia, la lavanda viene usata proprio per favorire il rilassamento e il benessere mentale.

Un’altra curiosità riguarda il geranio: nei paesi mediterranei si crede che protegga la casa dagli spiriti maligni e, grazie ai suoi colori vivaci, porti gioia e vitalità. Il mirto invece è simbolo di amore e purezza, e spesso viene usato nei bouquet nuziali per augurare felicità agli sposi.

Infine, la calendula, pianta tipica di settembre, è associata alla guarigione e alla protezione: in floriterapia viene consigliata per ritrovare equilibrio e serenità, soprattutto nei periodi di cambiamento

 Francesco, c’è una soddisfazione speciale che puoi suggerire per chi ha seminato a giugno

Goditi la fioritura dei crisantemi! Sono splendidi e regalano un tocco di colore che dura fino all’autunno inoltrato. In fondo, prendersi cura del verde è anche questo: godersi i risultati e rilassarsi dopo la fatica!

Grazie Francesco, per i tuoi consigli sempre pratici e pieni di cuore.

Se vuoi scoprire altre piante strane o hai bisogno di consigli per il tuo giardino, Francesco Rubini, l’agrotecnico del cuore, lo trovi sempre sulla pagina FB GIARDINIRUBINI oppure al 3479408647.

Alla prossima intervista… e che il tuo giardino sia sempre più colorato!

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

Settembre in verde

05.10.2026

L’intervista di ottobre

Ottobre commestibile

ottobre in verde

Senape e broccoli possono crescere anche in vaso, mentre viole e calendule regalano colore ai piatti. Francesco Rubini spiega come creare un piccolo orto autunnale, scegliere fiori realmente eduli e portare il raccolto in tavola in sicurezza, con una ricetta da condividere in coppia.

Fiori eduli e ortaggi in vaso

Bentornato Francesco! A ottobre balconi e terrazzi possono trasformarsi in piccoli orti ricchi di colori e sapori. Da dove cominciamo

Dai fiori eduli, dalla senape da foglia e dai broccoli: specie che si prestano alla coltivazione in vaso. La regola fondamentale, però, è semplice: ciò che è bello non è automaticamente commestibile.

È più corretto dire “fiori eduli” o “fiori commestibili”

Entrambe le espressioni sono corrette, ma “fiori eduli” è il termine più preciso in ambito botanico e alimentare. Indica fiori appartenenti a specie commestibili, coltivati e commercializzati espressamente per il consumo umano. Non basta riconoscere la specie: bisogna conoscerne anche provenienza, trattamenti e modalità di coltivazione.

Possiamo mangiare i fiori acquistati dal fioraio o raccolti durante una passeggiata

Meglio di no. I fiori ornamentali possono essere stati trattati con prodotti fitosanitari non autorizzati sulle colture alimentari e non seguono la filiera prevista per gli alimenti. Quelli spontanei, invece, espongono al rischio di errori d’identificazione e contaminazioni ambientali. Per la tavola bisogna scegliere fiori venduti come alimenti oppure sementi e piantine dichiaratamente destinate alla produzione alimentare, acquistandoli presso produttori o centri specializzati che ne garantiscano tracciabilità e idoneità al consumo.

Quali fiori eduli possiamo coltivare in vaso durante l’autunno

Viole e calendule sono tra le scelte più semplici. Le viole hanno un gusto delicato e decorano insalate, formaggi e dessert; i petali della calendula hanno una nota leggermente amarognola e speziata. Nasturzio e borragine sono anch’essi eduli, ma preferiscono generalmente periodi più miti. Occorre sempre verificare specie, varietà e parte utilizzabile: non tutte le parti di una pianta commestibile sono necessariamente eduli.

Come si preparano prima del consumo

Si raccolgono preferibilmente al mattino e si lavano delicatamente con acqua potabile, senza lasciarli a lungo in ammollo. Si eliminano le parti rovinate e, quando indicato, pistilli, stami e base del fiore. Meglio iniziare con piccole quantità: anche un alimento naturale può causare allergie o disturbi gastrointestinali nei soggetti sensibili.

A ottobre possiamo coltivare anche la senape in vaso

Certamente. La senape da foglia cresce rapidamente e tollera bene le temperature fresche. Serve un contenitore profondo almeno 20–25 centimetri, dotato di fori di drenaggio, con terriccio fertile e irrigazioni regolari senza ristagni. Le foglie giovani si raccolgono gradualmente e regalano a insalate e contorni una piacevole nota piccante. Anche i semi devono essere destinati alla coltivazione alimentare.

E il broccolo può davvero crescere su un terrazzo

Sì, soprattutto scegliendo varietà compatte. Ogni pianta richiede indicativamente un vaso largo e profondo almeno 30–40 centimetri, un substrato ricco, una buona esposizione luminosa e concimazioni regolari. Il terreno deve rimanere umido, ma mai impregnato d’acqua. Oltre all’infiorescenza principale, si possono consumare foglie tenere, gambi ben puliti e piccoli fiori gialli già aperti, purché la pianta sia stata coltivata per uso alimentare.

Senape e broccoli hanno anche un interesse nutrizionale

Appartengono alla famiglia delle Brassicaceae e contengono glucosinolati, precursori di composti bioattivi studiati soprattutto in ambito nutrizionale. Il broccolo apporta inoltre fibre, folati e vitamina C. Sono alimenti interessanti all’interno di una dieta varia, ma non bisogna attribuire loro proprietà curative.

C’è qualche curiosità storica legata a queste piante

La senape era conosciuta già da Greci e Romani, che ne utilizzavano i semi come spezia. Il termine “mostarda” deriva dal latino medievale mustum ardens, cioè “mosto ardente”, una preparazione a base di mosto e semi di senape pestati. Il broccolo, invece, nasce dalla lunga selezione mediterranea delle Brassicaceae ed era già apprezzato in epoca romana.

Hai un’idea creativa per portare questo piccolo raccolto in tavola

Puoi preparare una “ciotola d’ottobre” con foglie giovani di senape, cimette di broccolo appena sbollentate, semi tostati e petali di viola o calendula certificati per uso alimentare. Completa con olio extravergine: otterrai un piatto semplice, stagionale e colorato.

Qual è la regola d’oro dell’orto commestibile in vaso

Non improvvisare mai. Scegli sementi, piantine e fiori destinati esplicitamente all’alimentazione, conserva le informazioni del produttore e utilizza soltanto prodotti autorizzati sulle colture edibili, rispettando etichetta e tempi di carenza. I fiori ornamentali del fioraio sono belli da vedere, ma non devono finire nel piatto.

Francesco, coltivare e cucinare insieme può fare bene anche alla vita di coppia.  Possiamo creare una ricetta “afrodisiaca” con il raccolto del terrazzo

Coltivare e cucinare insieme può diventare un piacevole rituale di coppia: invita a collaborare, rallentare e condividere un risultato concreto. Nessun alimento, però, aumenta da solo il desiderio in modo dimostrato. Possiamo piuttosto preparare un piatto sensoriale e suggestivo, capace di creare atmosfera attraverso colori, profumi e sapori.

FELICITY web

Quale ricetta ci suggerisci

Una “Insalata piccante d’ottobre per due”: foglie giovani di senape, cimette di broccolo appena sbollentate, chicchi di melagrana, noci, scaglie di cioccolato fondente e petali eduli certificati. Completiamo con olio extravergine, limone e poco zenzero. Non è una pozione d’amore, ma un piatto da preparare insieme per trasformare la cena in un momento di complicità.

Grazie Francesco  per averci mostrato come pochi vasi possano trasformare il terrazzo in uno spazio produttivo, sicuro e sorprendente. Ottobre diventa così il mese ideale per seminare, sperimentare e portare in tavola ciò che abbiamo coltivato con attenzione.

E per i nostri lettori: se vuoi altri consigli o hai bisogno di aiuto per il tuo balcone, mi trovi sulla pagina Facebook GIARDINIRUBINI oppure al 347 940 8647. Ci ritroviamo presto con un nuovo appuntamento verde… e che ogni vaso porti sul tuo balcone un tocco di natura e meraviglia!

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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Ottobre commestibile: fiori eduli e ortaggi in vaso

Meta description Come coltivare fiori eduli, senape e broccoli in vaso: i consigli di Francesco Rubini per creare un orto autunnale sicuro e gustoso.

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#FioriEduli #OrtoInVaso #SenapeInVaso #BroccoliInVaso #GiardinaggioAutunnale

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Fiori eduli, senape e broccoli possono trasformare il terrazzo in un piccolo orto autunnale 🌼🥦 Francesco Rubini spiega come coltivarli in vaso e portarli in tavola in sicurezza. #FioriEduli #OrtoInVaso #GiardinaggioAutunnale

Testo per Facebook e Instagram

A ottobre il terrazzo diventa commestibile! 🌿 Scopri come coltivare fiori eduli, senape e broccoli in vaso, riconoscere i prodotti sicuri per il consumo e preparare una colorata ricetta per due con i consigli di Francesco Rubini. 🌼🥦

Prompt immagine in evidenza:

Illustrazione editoriale orizzontale in stile acquerello, luminosa e raffinata: terrazzo mediterraneo in una giornata d’ottobre, con piccoli ortaggi coltivati in eleganti vasi di terracotta. In primo piano broccoli rigogliosi, foglie verdi di senape, viole e calendule eduli; accanto, una ciotola colorata con cimette di broccolo, foglie di senape, chicchi di melagrana, noci e petali commestibili. Luce autunnale calda, colori decisi, brillanti e naturali, pennellate visibili, atmosfera accogliente e autentica. Composizione armoniosa con spazio libero per l’eventuale titolo, formato 16:9, alta definizione, senza persone, scritte, loghi o filigrane. 🌿🎨

Didascalia SEO per l’immagine Fiori eduli, senape e broccoli coltivati in vaso trasformano il terrazzo in un colorato orto autunnale.

 

 

Sanità italiana: tra realtà e futuro

Intervista al Prof. Matteo Di Biase

Pubblicata su il Corriere Nazionale Rubrica Pelo & Contropelo 23 gennaio 2026

Un viaggio senza filtri nella sanità italiana, tra sfide quotidiane e visioni per il futuro. Il Prof. Matteo Di Biase ci racconta cosa serve davvero per cambiare rotta, dalla formazione alle liste d’attesa, passando per innovazione e rapporto umano

Oggi a “Pelo e Contropelo” ospito il prof. Matteo Di Biase, storico Ordinario di Cardiologia dell’Università di Foggia, già membro del Consiglio Superiore di Sanità, aritmologo di fama, voce libera e sempre pronta a dire la sua senza troppi giri di parole.

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Con Matteo ci diamo del tu da sempre, sia nella vita che nel lavoro, e mi fa piacere mantenere questa confidenza anche nell’intervista: penso che renda la conversazione più vera e diretta, proprio come piace ai nostri lettori.
Il prof. Di Biase rappresenta un protagonista che ha visto cambiare la sanità italiana  da dentro e che oggi ci aiuta a capire cosa non va – e cosa potrebbe funzionare meglio – su temi caldissimi come liste d’attesa, Pronto Soccorso (PS), medicina difensiva e appropriatezza. Pronto a metterti in gioco, Matteo?

Liste d’attesa: pubblico, privato e intramoenia

Matteo, le liste d’attesa sono diventate un vero incubo per pazienti e medici. Secondo te, cosa sta succedendo e c’è una soluzione concreta che vedi possibile

Le liste d’attesa sono ormai fuori controllo, e il Covid ha solo accelerato un problema che già esisteva. La soluzione è complicata per mancanza di fondi e di operatori (sproporzione tra richieste e fruibilità del servizio), ma serve volontà. Per me il mezzo più efficace e veloce è permettere ai medici e agli infermieri dipendenti del Sistema Sanitario di aumentare il più possibile l’intramoenia, a patto che essi abbiano già coperto il loro carico di lavoro ordinario ed effettuato le prestazioni previste. Svolgere l’attività intramoenia, che prevede una scelta dell’operatore da parte del paziente è un incentivo per fare meglio l’attività ordinaria. Se non mettiamo mano alla disponibilità reale di operatori, possiamo allungare gli orari di apertura quanto vogliamo ma il risultato non cambia. È sempre meglio utilizzare ed incentivare i “propri” dipendenti, di cui si conoscono le qualità, piuttosto che rivolgersi ad “altri”. Il rischio è che il paziente si senta abbandonato e cerchi scorciatoie nel privato, con costi che spesso non può permettersi. Serve una revisione strutturale, non solo qualche rattoppo.

Pronto Soccorso: organizzazione e gestione dell’emergenza

Il Pronto Soccorso oggi sembra sempre sotto pressione, tra barelle e pazienti che restano ore o giorni. Tu che cambiamenti hai visto rispetto a qualche anno fa

Il PS di oggi non è più quello che conoscevamo: prima era il primo punto di contatto, dove il medico osservava il paziente per un breve periodo di tempo e decideva il Reparto per il ricovero, magari dopo una consulenza rapida, disponendo di molti posti. Oggi, invece, per l’impossibilità di trasferimento nei reparti, tutti intasati, il paziente resta bloccato per ore o per giorni su barelle e letti aggiuntivi, spesso in spazi inadatti, perché la diagnosi e la terapia devono essere fatte direttamente lì. Gli esami di secondo livello – TAC, risonanze – sono diventati routine anche nei PS, ma il personale e gli spazi non sono aumentati di pari passo. Bisogna ripensare il PS come una vera struttura interdipartimentale, simile ad una ampia corsia ospedaliera, capace di erogare differenti livelli di prestazioni con personale e risorse dedicate e soprattutto con spazi ampi e progettati ad hoc con ampie visioni. Continuare a tamponare non basta più, servono scelte radicali e coraggiose.

Tassazione e intra moenia: chi ci guadagna davvero

Tanti colleghi dicono che lavorare in intramoenia non è così vantaggioso come sembra. Tu come la vedi?

L’intramoenia, così come è, è una mezza illusione. Il paziente paga come nel privato, l’Azienda trattiene il 35% della prestazione, poi c’è la tassazione ordinaria che supera il 36%, più la trattenuta ENPAM. Alla fine, su 100 euro, il medico ne porta a casa meno della metà. Questo scoraggia molti colleghi e rende il sistema meno efficiente. Bisognerebbe eliminare le trattenute di Regione e Stato, lasciando che il paziente paghi solo la quota destinata realmente al personale. Così si favorirebbe l’accesso alle cure (almeno per le prestazioni ambulatoriali) e si darebbe finalmente valore al lavoro degli operatori, senza pesare inutilmente sui pazienti già in difficoltà per la malattia.

Appropriatezza e richieste “inutili”

Si parla sempre di richieste inappropriate e medicina difensiva. Secondo te, è davvero così facile distinguere il necessario dal superfluo

Parlare di inappropriatezza è rischioso, perché ogni richiesta nasce da un ragionamento clinico che il curante fa per tutelare il paziente. Solo una corretta diagnosi può portare ad una terapia efficace. Certamente le cifre che circolano non sono attendibili e sicuramente non aiutano a risolvere il problema dell’appropriatezza. Bisogna ricordare che la medicina difensiva incide sull’appropriatezza per 2 punti di PIL e rappresenta almeno il 5% delle richieste totali. Ma chi può dire davvero cosa è superfluo e cosa non lo è? La pressione legale e sociale porta i medici a prescrivere di più per evitare rischi, ma il vero problema è la mancanza di fiducia e di strumenti condivisi per valutare l’appropriatezza. Serve più dialogo e meno giudizi sommari.

Adesso, lasciando da parte le criticità organizzative, vorrei chiederti un parere su ciò che riguarda la formazione dei nuovi medici, l’innovazione e il rapporto con i pazienti. Sono aspetti che spesso restano in secondo piano ma che, alla fine, fanno davvero la differenza nella pratica quotidiana e nel futuro della nostra professione.

Formazione e professione medica

Università e formazione pratica

Molti giovani medici dicono che l’Università prepara bene sulla teoria, ma poi in reparto si sentono spaesati. Tu dove pensi che si sbagli e cosa si potrebbe cambiare

Secondo me, l’Università deve puntare molto di più sulla pratica clinica e sul far stare gli studenti più a lungo in corsia sempre in presenza di tutor esperti e con meno lezioni frontali sterili. Solo con l’esperienza e vedendo operare i Colleghi più anziani si impara davvero a gestire i pazienti e a prendere decisioni, non solo a chiedere una batteria di esami nella speranza che sia incluso quello giusto.

Specializzazioni e accesso al lavoro

Il sistema delle specializzazioni è spesso una corsa a ostacoli: test, poche borse, tempi lunghi… Tu come lo miglioreresti

Penso che serva una attenta programmazione dei bisogni per almeno 10 anni e che bisogna mettere a disposizione le borse in maniera proporzionale investendo molto di più. L’accesso deve essere più trasparente e più veloce. Troppi giovani restano bloccati anni, rischiando di demotivarsi o scappare all’estero.

Sanità territoriale e medicina di base

Si parla sempre di potenziare la medicina territoriale, ma i cittadini vedono pochi cambiamenti. Secondo te, dove stiamo sbagliando

Manca davvero l’integrazione tra ospedale e territorio: i medici di base sono spesso lasciati soli e la digitalizzazione è ancora troppo indietro. Servirebbe una rete più forte e strumenti più semplici per collaborare davvero. Aumentare le strutture extraospedaliere aggiungendone nuovi tipi di strutture non è risolutivo in quanto il livello diagnostico nei presidi periferici è limitato dalla scarsa disponibilità di mezzi per la diagnosi per cui alla fine…si ricorrerà sempre in ospedale. Per questo il PS deve essere rivisitato e modificato nella sua struttura (spazi e prestazioni). In alcune città italiane i presidi extraospedalieri fanno rete con l’ospedale in quanto dipendono dallo stesso Direttore di Struttura che, avendo a disposizione tutto il disponibile, organizza e indirizza le prestazioni anche in periferia. È una strada che si potrebbe provare a percorrere.

In una sanità che deve evolversi, innovazione, ricerca e rapporto umano sono diventati sfide centrali. Su questi argomenti, ecco le idee e l’esperienza del Prof Di Biase.

Innovazione, ricerca e rapporto umano

Ricerca e innovazione

L’Italia investe poco in ricerca e innovazione. Secondo te, cosa manca davvero per fare il salto di qualità

È mia opinione che l’unico motore per la ricerca e l’innovazione sono i fondi che non possono essere messi a disposizione dallo Stato. In tutto il mondo un buon 80% dei fondi è fornito dai privati per obiettivi ben definiti tra cui spicca l’innovazione. Inoltre la ricerca è integrata nel senso che le Università partecipano con le proprie strutture a fornire i mezzi. In Italia i fondi statali sono necessariamente limitati, non vi sono ingenti investimenti esteri e le Università non partecipano ai programmi nuovi ed originali per mancanza di strutture. Spesso chi ha idee nuove e valide resta ai margini per insufficiente dotazione finanziaria.

Rapporto medico-paziente e burocrazia

Tra burocrazia e carichi di lavoro, secondo te c’è ancora spazio per il rapporto umano col paziente

È sempre più difficile, ma è proprio quello che fa la differenza. Bisognerebbe alleggerire le scartoffie e ridare tempo e valore all’ascolto, altrimenti rischiamo di perdere il senso della professione.

Prof, da Cardiologo “di lungo corso” e con la passione per il giornalismo, mi capita spesso di riflettere su quanto la comunicazione sia centrale nel nostro lavoro. Visto che ci conosciamo e ci stimiamo da tanti anni, mi fa piacere condividere con te qualche spunto che mi sta a cuore, soprattutto pensando ai giovani colleghi e alle sfide che ci aspettano con la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale.

  1. Comunicazione e digitalizzazione: materie obbligatorie per la medicina che cambia

Prof, quanto pensi siano fondamentali la comunicazione e le competenze digitali per i medici di oggi e di domani? L’Università dovrebbe inserirle nei piani di studio come materie obbligatorie

Sono convinto che la comunicazione sia una vera competenza clinica: se non sai spiegare, ascoltare e creare fiducia, rischi di non curare davvero. Dovrebbe essere insegnata come materia di base, con esercitazioni pratiche e feedback, dal primo anno di Medicina e non lasciata solo all’improvvisazione. Allo stesso modo, oggi è fondamentale conoscere gli strumenti digitali: la medicina sta cambiando e chi non si aggiorna rischia di restare indietro. Serve una formazione di base su informatica e intelligenza artificiale, sia teorica che pratica, per preparare davvero i futuri medici alle nuove sfide — ma sempre con la consapevolezza che la massa delle informazioni va controllata e approfondita continuamente. Solo così le nuove competenze, supportate dalla creatività e dal pensiero critico che può dare solo la mente umana, possono diventare davvero utili nella pratica clinica.

Grazie di cuore, Prof Di Biase, per aver condiviso con noi la tua visione senza filtri e la tua esperienza vissuta sul campo, quella che non si trova nei manuali ma tra le corsie, le barelle e le scelte difficili di ogni giorno. Credo che ai lettori serva proprio questo: voci vere, che non si accontentano di slogan o rattoppi, ma chiedono soluzioni concrete e coraggiose.
Forse sarebbe ora che chi amministra la nostra sanità si fermasse davvero ad ascoltare chi la vive ogni giorno, invece di inventare ricette dall’alto. Perché la medicina si cambia solo insieme, e solo se si parte dalla realtà.
A presto, e grazie ancora per averci aiutato a guardare “a pelo e contropelo” la sanità italiana!

 

OK

https://www.corrierenazionale.net/2026/01/23/sanita-italiana-realta-futuro/