Intervista di Donatella Azzone
Trasmessa da Tenorba – TG Salute
Intervista di Donatella Azzone
Trasmessa da Tenorba – TG Salute
Sono loro il sesso forte
L’analisi dei dati dei decessi da Coronavirus, secondo l’Istituto Superiore di Sanità è chiara: 70% uomini, 30% donne. Tutte le casistiche mondiali si allineano a questo dato. I ricercatori cinesi sono stati i primi ad osservare questa diversità ed evidenziare che il tasso di letalità, nei maschi sintomatici positivi al tampone è del 4.7%, rispetto al 2.8% nelle femmine. La percentuale globale di infettività non mostra differenze di genere, ma lo stesso virus è più aggressivo nell’uomo con conseguenti più decessi. La causa può essere legata alla genetica, alle differenze ormonali e allo stile di vita. Il doppio cromosoma X delle donne, gli uomini ne hanno uno solo, stimolerebbe meglio il sistema immunitario. Le bambine hanno una maggiore carica anticorpale rispetto ai maschietti nelle malattie infettive. Gli ormoni femminili, tramite i recettori Ace, regolatori della vasocostrizione arteriolare, favoriscono l’ingresso del virus nella cellula ma gli ormoni androgeni stimolano esagerate reazioni iperergiche nelle cellule polmonari con conseguente insufficienza respiratoria grave da trattare in terapia intensiva. Lo stile di vita è importante. Le donne fumano meno e curano di più l’igiene personale. L’attività domestica impone un maggior lavaggio delle mani durante la giornata. Il rischio di contagio è più alto nelle donne che lavorano in sanità. Negli ospedali il personale infermieristico, più a stretto contatto con il malato, è prevalentemente rosa.
La situazione psicologica femminile è stata messa a dura prova durante la quarantena. Molte donne sono sull’orlo di una crisi di nervi ma hanno difese tali da contrastare questa fase. Relegate in casa hanno assolto prevalentemente compiti domestici. Gli uomini hanno rispolverato il senso di protezione ma ogni scusa era buona per uscire: spesa alimentare, acquisto di farmaci e di prodotti legati all’igiene personale e domestica. Un regresso sociale, io Tarzan tu Jane o peggio io Tarzan tu Cita, con uomini che andavano a caccia di negozi aperti e donne in casa ad aspettarli con prole scatenata e fuori controllo. Una fase temporanea perché grazie alla loro forza le donne sapranno ribaltare la situazione e riprendere il giusto ruolo pragmatico. Un esempio viene dalla scuola dove la presenza femminile è prevalente. Subito da casa le docenti, stimolate dalle dirigenti scolastiche, hanno saputo attivare la didattica a distanza mantenendo alto il livello di partecipazione allo studio, dall’infanzia all’università, prima che l’ozio si impadronisse degli studenti chiusi in casa.
I paesi a guida femminile, esempio per tutti la Germania, stanno affrontando meglio la crisi, affrontando l’impatto del coronavirus con decisioni tempestive: buona gestione dell’accesso ai servizi, produttività mai interrotta, tracciamento immediato dei positivi. Trump, Boris Johnson, Bolzonaro e lo stesso Putin son perdenti rispetto a Merkel, alle leader degli stati del Nord Europa, della Nuova Zelanda e di Taiwan. Da queste donne nessun proclama sconsiderato o pasticciate misure per risolvere la crisi economica. La situazione italiana ne è la prova. Una cabina di regia tutta al maschile priva di praticità e sintesi. Tra le centinaia di super consulenti non compare una donna. L’uomo, quando è al comando si sente superiore e saccente, non accetta consigli, non sa ascoltare i richiami della base, si lascia accarezzare dal piacere del potere e tende pian piano, con la subdola implementazione della paura, a limitare l’altrui libertà. Nei momenti di difficoltà emerge nella donna pragmatismo, flessibilità, resilienza e buon senso. Sarebbe meglio, considerata la maggiore resistenza all’infezione delle donne, favorire, nelle incerta fase di ripresa, un loro maggiore reintegro nel sistema lavorativo. Oscar Wilde diceva: “Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”.
Bari 06.05.2020
L’orgoglio italiano nasce dalla bellezza del nostro territorio, dal vissuto e dalla produzione di ognuno di noi e dei nostri avi. Cominciamo a riflettere e a trasformare in risorsa la storia di questa #emergenzaCovid. C’è un futuro in Italia da costruire su migliori basi. Complimenti a Mauro Danieli, l’autore di questo video e l’amico collega #MicheleAdamo di Bologna che lo ha postato sul suo profilo L’ho visto e mi ha sentire #UnItalianoVero Vedetelo ance voi
Fonte: Profilo FB di Michele Adamo, cardiologo e poeta
Prodotto da ANCE Sicilia
Malattie cardiovascolari e infettive: scontro tra titani

Malattie cardiovascolari e infettive si contendono da secoli il predominio della mortalità e morbilità sul genere umano. Una effimera tregua aveva relegato le malattie infettive nella riserva dei continenti e negli stati caratterizzati da povertà, scarso sviluppo sociale e bassa industrializzazione. Da qualche mese quell’equilibrio è saltato e un commando ben addestrato delle malattie infettive, i Coronavirus, dall’animale, pipistrello, o da qualche provetta di laboratorio, secondo fantasiose tesi complottiste, ha infettato l’uomo occupando militarmente un’intera regione della Cina. Poche settimane di incubazione per la moltiplicazione dei soldati ed ecco in campo la linea di attacco, per la conquista dell’opulento occidente. È bastato il comodo imbarco sui normali aerei di linea, proprio come per l’11 settembre 2011, atterraggio nel cuore economico dell’Italia, il Nord e da qui proiezione in tutta Europa. Inquinamento, assoluta mancanza di conoscenza della potenza di fuoco del nemico, decisioni politiche incerte da parte di amministratori non all’altezza della situazione, inadeguatezza delle strutture sanitarie malgrado sacrifici estremi degli operatori, mancanza di autosufficienza, burocrazia anche per la produzione locale dei dispositivi elementari di protezione e il prevedibile voltafaccia della Unione Europea, Germania e Olanda in primis, hanno reso l’Italia del Nord la sede della più alta mortalità e morbilità dell’Europa. Stessa strategia per invadere gli USA con immutato obiettivo: riconquistare il primato mondiale delle malattie infettive su quelle cardiovascolari e da alleati annientare la nostra specie.
L’uomo si trova oggi nel mezzo di questo scontro epocale. Andromeda, nella mitologia greca al tempo della guerra tra titani, era sul punto di essere sacrificata per salvare il genere umano. Perseo, l’uomo dal grande cuore e dalla forte ragione, che ha ucciso Medusa con uno specchio, ha salvato Andromeda, ha liberato la città di Argo dal mostro marino, indosserà il camice dello scienziato e renderà questa emergenza un ricordo per le generazioni future. Alla ragione non deve mancare il cuore della fede. Le preghiere di Papa Francesco e le sue invocazioni in una Piazza San Pietro vuota, devono elevare al cielo i cuori di tutti noi. Per chi ha fede è Gesù, il Dio fatto uomo, che porrà fine a questa pandemia e ci salverà. A noi far tesoro di questa esperienza per consegnare a figli e nipoti un mondo migliore.
Bari 21.04.2020
25 articolo 2020 – Ringrazio Enzo Varricchio, avvocato e scrittore per l’ospitalità su Scripta Moment
https://www.scriptamoment.it/2020/04/20/tra-cardiologi-e-infettivologi-al-centro-luomo/