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Il prof. Giordano ed i mali della Sanità pugliese

Una sanità regionale allo sbando ed allo sfascio è il quadro che emerge. Un declino irreversibile inimmaginabile al tempo delle grandi scuole pugliesi

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 18 MAGGIO 2019

Il meeting sulla Sanità pugliese organizzato dal prof. Giuseppe Giordano, che abbiamo presentato su questa testata è andato parecchio aldilà delle previsioni ed è stato un evento destinato a lasciare un segno. Sicuramente, infatti, sopravviverà al momento elettorale, che poi tutto o quasi cancella, comprese le mille promesse dei candidati.

I relatori, tutti medici, taluni dei quali docenti del nostro Ateneo,  che pure non si erano scambiati idee in merito, sono sembrati guidati da una medesima regia. Vi assicuro, avendo seguito le fasi organizzative del meeting, che così non è stato. Il fatto, invece, e che i medici che hanno il coraggio di dire davvero ciò che penzano concordano nel descrivere la Sanità della nostra regione come un’istituzione allo sfascio.

Ogni relazione è stata una rivelazione per i non addetti ai lavori. Hanno dato fuoco alle polveri il prof. Ciccone, cardiologo, docente universitario, e gli ha fatto eco il dott. Pestrichella, cardiochirurgo della Mater Dei.  Col cuore non si scherza, sia che lo si curi da clinici, che col bisturi, e l’elenco delle inefficienze non ha risparmiato nè il pubblico, nè il privato.

E’ stata poi la volta del dott. Ialongo, chirurgo del Policlinico, e la chirgia generale non è uscita da quella relazione meglio della cardiochirurgia. Disfunsioni, inefficienze. decisioni verticistiche assunte da non tecnici della medicina alle quali i medici dovrebbero attenersi. Un quadro davvero preoccupante è cominciato ad emergere perchè sono due branche che giocano quotidianamente con la vita del malato-paziente. Dovrebbe essere tutto perfetto e così non è, anzi.

Segue l’odissea di due coniugi medici, nella loro veste di pazienti. Sono il dott. Mustacchio e la dott.ssa Basile. Il primo, chirurgo al Policlinico, racconta ai numerosi presenti (in prevalenza medici, ma non solo, e tutti attentissimi, come dimostreranno poi con interventi e domande estremamente attinenti) la sua esperienza di paziente in una struttura sanitaria convenzionate del nord italia, dove va a curarsi non per sfiducia verso i colleghi locali, ma semplicemente perchè i primi due cicli di terapia li aveva fatti là. E sembra un racconto fantascientifico, di qualcosa, cioè, che avviene in un altro pianeta dove il malato, il paziente è al centro del sistema sanitario. Assistenza perfetta, indicazioni, convenzioni con tutte le compagnie di trasporto dal vettore aereo a Trenitalia, con le strutture di accoglienza per i parenti dei pazienti, dimissioni con i farmaci assicurati per il fabbisogno di almeno 48 ore dalla farmacia annessa all’ospedale. Tempi contingentati, precedenza a chi viene da altre regioni. Da non credere.

La dott.sa Basile, chirurga all’Ospedale del San Paolo di Bari, narra invece di una cura negatale dalla struttura sanitaria in cui lavora, “perchè la Regione puglia non la da passa, se non a determinatae condizioni”. E dopo che da Bologna aveva incartato la disponibilità a curarla, la stessa cura le è stata praticata da un struttura sanitaria convenzionata di Lecce. Per cui la dott.ssa Basile si chiede oggi se Lecce e Bari siano o meno nella stessa Regione, senza peraltro ottenere risposte, ne dalla direzione del suo Ospedale nè dalla Sanità regionale.

Al dott. Guglielmi, cardiologo ospedaliero del Policlinico di Bari e collaboratore scientifico di questa testata, il compito di sintetizzare gli aspetti organizzativi e le proposte di modifica ordinamentale per attenuare almeno in parte la decadenza, al momento irreversibile, della sanità nella nostra Puglia. E Guglielmi, dimostra alla platea di avere una conoscenza legislativa della materia che è davvero rarissima. Nella sanità, infatti, come in altri settori, assistiamo ad una produzione legislativa stratificata, che non abroga mai nulla e si sovrappone costantemente, ingenerando una marea di dubbi in merito alle soluzioni possibili e da adottare. In quel ginepraio Guglielmi si muove con l’abilità della guida indigena, l’unico che conosce percorsi, piste, rifugi.

La relazione di Guglielmi è, dunque, una specie di preconclusione. Le conclusioni le tira, invece, il prof. Giuseppe Giordano e sono conclusioni da j’accuse. E’ la logica e naturale conseguenza di tutto ciò che fino a quel momento abbiamo sentito. Ma Giordana, non si limita a riassumere, cala altri due assi, o carici da 11 che dir si voglia. Innanzi tutto, denuncia a chiare lettere la lottizzazione che esclude il merito e affida il bisturi, in chirurgia, la branca che meglio conosce, alle mani dei compagni di merenda e di partito, che il più delle volte farebbero meglio a dedicarsi alla macellazione di carni animali, tanto il risultato per il paziente è esattamente quello. Distribuisce poi una sintetica, quanto incisiva, pubblicazione dal titolo emblematico “Agonia di un grande nosocomio” e la foto è quella dell’ingresso in piazza Giulio Cesare del Policlinico di Bari.

C’era un convitato di pietra, quel Michele Emiliano che oltre che Presidente della Regione Puglia è anche Assessore regionale alla Sanità.

Gianvito Pugliese

 

Il prof. Giordano ed i mali della Sanità pugliese.

 

Medicina e professioni sanitarie: il Cuore e oltre

Lezione di comunicazione e orientamento all’ITS Elena di Savoia di Bari

Di Riccardo Guglielmi

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Elena di Savoia 27 aprile 2019

Su invito della prof.sa Anna Dammicco si è svolta il 27. aprile alle ore 11 una lezione di Comunicazione e orientamento, per la scelta consapevole verso le professioni mediche sanitarie, presso ITS Elena di Savoia d Bari. Agli alunni delle V classi attraverso l’esposizione anatomica, fisiologica e patologica dell’apparato cardiovascolare sono stati esposti i valori etici, solidali e sociali delle professioni mediche e sanitarie, con un excursus sulla prevenzione, attraverso il ruolo del territorio e dell’ospedale. Ricerca, volontariato, senza trascurare la Sanità militare italiana nei vari teatri operativi, dalle missioni di pace all’estero alle calamità naturali, sono stati gli elementi che hanno creato curiosità, attenzione e partecipazione in un interscambio culturale di eccellente livello. Due ore dedicate a giovani che hanno saputo dare con i loro interventi leggerezza all’incontro e cosa incredibile senza telefonini all’opera.

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http://www.corrierepl.it/2019/04/27/medicina-e-professioni-sanitarie/

Terra bruciata

Terra Bruciata

Il brigantaggio calabrese visto da Giuseppe Santoro

Di Riccardo Guglielmi

Presentata a un pubblico attento e partecipativo venerdì 5 aprile, presso la sala convegni dell’Istituto Margherita di Bari, “Terra Bruciata”, Gagliano edizioni, l’ultima produzione letteraria del cardiologo scrittore Giuseppe Santoro. E’ una storia di fantasia ambientata nei boschi di  Rocchigliero, il paese in provincia di Cosenza che ha dato i natali all’autore, sul brigantaggio calabrese dopo l’unificazione dell’Italia. E’ stata la tradizione orale degli anziani dei borghi lucani e calabresi, i nostri nonni, che con i racconti sui briganti hanno affascinato i bambini rendendoli attenti e tranquilli nelle fredde sere invernali attorno a quelli che anni addietro erano i mezzi di riscaldamento del nostro Sud, bracieri e caminetti, a ispirare lo scrittore.

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Nuovo e interessante, possiamo dire più vicino al reale considerato che la storia “studiata a scuola” è stata scritta dai vincitori, è il punto di vista su fenomeno del brigantaggio. I briganti nell’opera sono   persone cariche di umanità e onore, ben inserite nella vita sociale della comunità, che quasi per caso si danno alla macchia per far trionfare la libertà, combattere ingiustizie e soprusi, in un clima di reciproco rispetto e amore.

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I personaggi buoni e sono la maggioranza, rappresentano i valori che contraddistinguono anche oggi le donne e gli uomini del Sud. Già dalle prime pagine s’intravede la carica positiva e umana che Giuseppe Santoro vuole trasmettere: il brigante Masino rielabora il suo comportamento, testimonia a Ferdinando, l’anziano brigante saggio, il suo rimorso per aver ferito, in un attimo d’ira, chi considerava amico, il conte Giovanni, cui aveva chiesto quell’aiuto materiale, almeno alimentare, necessario e indispensabile per andare incontro ai bisogni di un popolo tartassato da tributi esosi e leggi inique. Il brigante è il bene, il conte accecato dall’ira e dal desiderio di vendetta diventa il male.  Attorno al bene si riuniscono tanti personaggi con ruoli precisi in un contesto di gerarchia utile e propositiva. Il male non riesce a fare squadra. Fondamentale è il ruolo delle donne, da Rosina madre putativa, vera regina in una società matriarcale, alle giovani ragazze che rappresenteranno quella continuità per la trasmissione di valori nella creazione di nuove famiglie. Ruolo femminile importante e propositivo in una perfetta integrazione con quello maschile per la realizzazione di obiettivi comuni. Non manca il valore della solidarietà, concreta e non a parole, della ancor giovane contessa che lascia il marito malvagio dopo aver ritrovato l’amore perduto. I passaggi trasversali di consegne e ruoli creano rispetto, solidarietà e amore, le tre coordinate che indirizzano una comunità verso crescita e sviluppo.

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I soldati piemontesi, grande è la figura del giovane tenente Michele, non sono gli esecutori di ordini che prevedevano l’annientamento del fenomeno brigantaggio con la forza della repressione e il fuoco delle armi, legge Pica del 1863, ma si dimostrano attenti osservatori e a costo di scelte personali estreme, sapranno trovare dove e come schierarsi; lasciamo al lettore la curiosità di scoprire il comportamento reale dei militari. Non mancano nel libro gli accenni alla sana cucina e alle preparazione dei cibi.  Mangiare insieme come momento eucaristico, fare gruppo senza mai isolarsi, condividere momenti belli e brutti nella speranza che una comunità coesa possa, in un afflato di auto mutuo aiuto, diventare protagonista e parte attrice propositiva.

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La leggerezza del testo e la curiosità che suscita la trama permettono di scorrere le pagine con una lettura rapida ma altrettanto attenta e ponderata. Alla fantasia fa spalla la verità storica, all’incertezza dell’epilogo un senso di armonia e musicalità. L’inno dei briganti comincia con le parole “abbiamo posato chitarre e tamburi”. Il finale è incerto per due possibili scenari. I lettori potranno già dall’inizio prospettare le due soluzioni possibili e scommettere su quella che Giuseppe Santoro propone alla fine del libro. A proposito Terra bruciata non significa bosco in fiamme ma isolamento: saper fare terra bruciata attorno alla figura negativa del racconto, non con la violenza, ma con pensieri, parole e comportamenti. Questo è il vero messaggio che Giuseppe Santoro vuole trasmettere con questo libro.

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http://www.corrierepl.it/2019/04/07/terra-bruciata/

http://www.corrierenazionale.net/2019/04/07/terra-bruciata/

Cardiologi a scuola di ecocardiografia

Corso di formazione in ecografia cardiovascolare generale. Bai 01-04 aprile 2019

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Cardiologi a scuola di ecocardiografia a Bari

Tecniche d’imaging con ultrasuoni per cure e assistenza migliore

Di Riccardo Guglielmi

 E’ terminato il Corso di aggiornamento promosso dalla SIECVI, la Società italiana di ecografia cardiologica e vascolare sull’uso delle tecnologie d’imaging con ultrasuoni per la diagnosi e la cura delle malattie cardiovascolari. L’evento si è svolto a Bari da lunedì 1 a giovedì 4 Aprile nell’elegante sede di Villa Romanazzi Carducci e ha visto i più noti esperti nazionali del settore esporre a una platea di 80 medici da anni impegnati nell’emergenza urgenza cardiologica anestesiologica, di pronto soccorso e nella comune diagnostica quotidiana ambulatoriale e ospedaliera, le novità nel campo della diagnostica e dell’uso degli ultrasuoni in cardiologia.

«E’ stato un corso ben riuscito – ha commentato Paolo Colonna, past president della SIECVI e responsabile scientifico dell’evento con Cosimo Greco e Vincenzo Manupelli. L’ecocardiografia permette di diagnosticare, senza alcun disagio per i pazienti, non come nelle diagnostiche invasive, patologie anche complesse e rare, aiutare il clinico per somministrare farmaci efficaci, fornire ai cardiochirurghi e ai chirurghi vascolari quelle indicazioni per una personalizzazione della strategia chirurgica. Il grande vantaggio è che la ripetibilità dell’esame permette di seguire nel tempo i malati».

«Il corso – ha aggiunto Antonio Tota della Cardiologia ospedaliera del Policlinico di Bari – è stato suddiviso in una sessione generale e in una per diagnostica avanzata; ha rappresentato un percorso formativo utile a fornire quelle informazioni e conoscenze tecniche per un’efficace e corretta esecuzione e applicazione dell’ecografia cardiovascolare».

«I corsisti – ha commentato Cosimo Greco, delegato per la Puglia della SIECVI – hanno acquisito capacità intellettuali che grazie alla fase successiva di addestramento tecnico permetterà loro di eseguire, refertare e archiviare esami ecocardiografici garantendo qualità, accuratezza ed efficacia al proprio lavoro».

La qualità dell’evento e lo spessore professionale dei docenti ha attirato a Bari medici provenienti da ospedali del nord dell’Italia. Accanto a specialisti di riconosciuta competenza, Ciccirillo, D’Amato e Vairo, è bello segnalare due giovani promettenti, Antonella Ciccarone e Luigi Di Martino, che hanno saputo affascinare il pubblico anche per le qualità comunicative. Gli argomenti hanno riguardato le malattie delle valvole, delle protesi, del miocardio e le cardiopatie congenite. Non sono mancate lezioni sulle situazioni d’urgenza come l’embolia polmonare e il tamponamento cardiaco. Da oggi oltre 80 medici saranno più pronti a fronteggiare quelle situazioni di grande impegno clinico e diagnostico anche in pronto soccorso e sala operatoria, che spesso mettono a rischio la vita di quanti, ogni giorno, si rivolgono a tutti i presidi del nostro Sistema sanitario per ottenere assistenza e cure migliori.

http://www.corrierenazionale.net/2019/04/04/cardiologi-a-scuola-di-ecocardiografia-a-bari-%EF%BB%BF/

Bari 04.04.2109 Riccardo Guglielmi – Ordine Giornalisti Tessera N°163790