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Venerdì 10 novembre CUORE ARITMICO

L’Associazione onlus di volontariato A.M.A. Cuore Bari è stata invitata nel seminario e nella tavola rotonda pomeridiana.

Al presidente Francesco Pastanella affidata la relazione : Bisogni attesi e inattesi dei pazienti affetti da cardiopatia ischemica

Cuore aritmico

Venerdì 10 novembre presso Villa Romanazzi Carducci, inizio ore 8.30 e termine 19.30, quarta edizione di Cuore Aritmico. L’evento è organizzato da Massimo Grimaldi, presidente regionale dell’ANMCO, l’associazione dei cardiologi ospedalieri e da Enzo Contursi, responsabile area cardiovascolare della SIICP, la società delle cure primarie.

“Giunto alla sua quarta edizione, “Cuore Aritmico” anche quest’anno si pone l’obiettivo didattico di aggiornare il medico sulle evidenze scientifiche e sui continui progressi tecnologici, diagnostici e terapeutici in tema di aritmie. La fibrillazione atriale e le aritmie ventricolari sono quadri clinici ad alta prevalenza che implicano un percorso decisionale complesso e articolato, sia da un punto di vista diagnostico che prognostico e terapeutico. Il costante incremento nella popolazione di soggetti affetti da tali patologie, in funzione del progressivo aumento della longevità media, della elevata prevalenza delle malattie cardiovascolari croniche e dei costanti progressi diagnostico-terapeutici, richiede una razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse sia economiche che professionali nell’approccio clinico e nel follow-up di questi pazienti, per garantire l’appropriatezza nel ricorso alle procedure diagnostiche e all’innovazione terapeutica farmacologica e interventistica”

Novità di questa edizione è la condivisione delle problematiche con la società civile; nella tavola rotonda pomeridiana autorità politiche, istituzionali e le associazioni del volontariato si confronteranno per garantire quelle cure appropriate ed efficaci che l’innovazione  terapeutica farmacologica e interventistica può offrire alle persone con patologie cardiovascolari

Per il programma completo  –>  clicca CUOREARITMICO

Sport per tutti ma solo in sicurezza

BLS D

Istruttori addestrati alle manovre rianimatorie all’Angiulli

Corso BLS D 14 ottobre 2017

 Bari – Si sono svolti sabato 14 e 28 ottobre presso la Società sportiva Angiulli, con inizio 8.30 e termine ore 14 i corsi residenziale BLS D per gli istruttori delle numerose discipline sportive offerte e praticate dai soci.

E’ la sicurezza che fa la differenza. E’ questo l’obiettivo che la Società Sportiva Angiulli di Bari intende diffondere.  Il Presidente, Ruggiero Rizzitelli, il Vice presidente Gianni Marra e il Direttore Sportivo, Roberto D’Alessandro, stanno fortemente favorendo le iniziative destinate a migliorare i livelli di sicurezza generale e sanitaria, non solo per il rispetto degli obblighi di legge, ma per rendere piacevoli e sicuri i momenti dedicati allo sport inteso come svago e benessere fisico psicologico.

Lezioni teoriche di docenti qualificati, esercitazioni pratiche sulle tecniche di attivazione della catena della sopravvivenza e le manovre rianimatorie con l’utilizzo del defibrillatore, hanno permesso ai 46 iscritti di superare brillantemente l’esame finale e ricevere la certificazione di Operatore BLS D valida per adulti e bambini, secondo le più recenti linee guida AHA, American Heart Association e ILCOR, International Liaison Comittee On Ressuscitation. La scarica del defibrillatore ti salva la vita ma è indispensabile che l’operatore BLS D sia preparato, sappia trasmettere ordini, mantenere e trasmettere calma.

Tra le prossime iniziative, promosse dalla Direzione sanitaria, controlli sulle certificazioni d’idoneità e conferenze divulgative, aperte al pubblico sulla prevenzione delle malattie metaboliche e sul ruolo positivo dell’esercizio fisico sui fattori di rischio cardiaco e oncologico.

Hanno partecipato al secondo corso del 28 ottobre docenti del 16° plesso scolastico e ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, 11° Regg. Car. Puglia, a dimostrazione di quanta attenzione Scuola e forze dell’ordine porgono al tema della sicurezza.

BLS D Angiulli 2 corso

Un ringraziamento alla Onlus Il gabbiano di Claudio Ribolla e ai dott.ri Alfredo Scardicchio e Paolo Brindicci per la didattica e la logistica.

Per la corretta esecuzione del massaggio cardiaco clicca ****

Riferimenti:

59 articolo 2017 http://www.corrierenazionale.net/2017/10/14/sport-per-tutti-ma-solo-in-sicurezza/

63 articolo 2017 http://www.corrierenazionale.net/2017/10/28/quando-la-scarica-ti-salva-la-vita/

 

 

 

Asma e sport agonistico. E’ possibile

asma sport

Si è possibile. E’ alta la percentuale di atleti asmatici che hanno partecipato alle Olimpiadi vincendo medaglie anche nel nuoto, a dimostrazione che il cloro delle piscine non causa attacchi di asma.

L’attività fisica migliora nell’asmatico la capacità cardio respiratoria e i genitori non devono essere iperprotettivi. E’ sempre importante scegliere lo sport secondo le inclinazioni, combattere sovrappeso e obesità, rispettando la terapia prescritta dal medico per tenere sempre sotto controllo l’asma.

Gli allenatori dovranno sapere della patologia affinché prevedano un’opportuna fase di riscaldamento con respirazione attraverso il naso, si riduce così il contatto con gli allergeni.  E’ utile scegliere ambienti poco inquinati e con bassi livelli di concentrazione allergenica (acari, pollini), senza carte da parati o moquette e non praticare attività sportiva nelle fasce orarie più calde, quando l’ozono è più presente.

Altri consigli: evitare aria fredda secca; le attività subacquee sono sconsigliate ; non praticare attività sportiva in presenza di sintomi (tosse, sibili, affanno) e durante la crisi d’asma.

Fonte Barinedita

 

Ho avuto un infarto. Posso giocare a tennis

Buongiorno, ho 73 anni,dieci anni fa a causa di un infarto fortunatamente non grave,sono stato operato con tre bypass,in questo momento sto bene e sono appassionato di camminate in montagna e pratico il tennis.la mia domanda è questa:posso praticare questi hobby/sport e se si con quali accorgimenti.Grazie Claudio Cattaneo

Guglielmi foro italico 2015

RISPOSTA  – Un infarto esitato in intervento di triplice bypass aorto coronarico non è stato certo lieve. Anche se sono passati 10 anni dall’evento acuto l’esercizio fisico che pratica deve avere valenza ludica e ricreativa. Bene le passeggiate, meglio in compagnia, ma deve essere sempre attento a mantenere la sua frequenza cardiaca sotto il 70% di quella massima teorica (220-l’età).

Tennis

Se fatto, ripeto  in maniera “ricreativa” la scelta del tennis è ottima perché è l’unico sport che può gestire in prima persona scegliendo o meno se andare incontro alla palla o sollevarsi per la volée, tenendo chiaramente conto della sua forza muscolare e della contrattilità cardiovascolare.

Fonte: Barinedita

Nel cuore del rischio

Nel cuore del Rischio

I fattori di rischiocardiovascolare  sono specifiche condizioni, per esempio  alterazioni di alcuni parametri di laboratorio o modificazioni dello stile di vita,  che risultano statisticamente correlate ad una malattia cardiovascolare e che pertanto si ritiene possano concorrere alla sua patogenesi. Non sono i veri agenti causali della coronaropatia, ma indicatori di probabilità di comparsa. La loro assenza non esclude la comparsa della malattia, ma la presenza di uno di essi, e ancor di più la copresenza di più fattori legati fra loro, ne aumenta notevolmente il rischio d’insorgenza e di sviluppo.

Per questo motivo, in anni più recenti è stato introdotto il concetto di rischio cardiovascolare globale che non tiene in considerazione la gravità del singolo fattore, bensì valuta l’effetto cumulativo  dei tanti fattori di rischio. L’aggiunta di uno o più indicatori di rischio fa moltiplicare la possibilità di insorgenza della patologia e la riduzione, anche piccola dei valori numerici inciderà significativamente sulla discesa globale del rischio. In questo modo è stato possibile costruire delle tabelle dette carte del rischio cardiovascolare, che attraverso un punteggio (score) indicano la probabilità di andare incontro, entro un dato numero di anni, a un evento cardiovascolare in base alla concomitanza di più fattori e alla loro severità. Pertanto, indicando alcune variabili, età, colesterolemia, pressione arteriosa sistolica, abitudine tabagica, diabete, genere, è possibile calcolare un profilo di rischio, valutabile nel tempo e specifico per quel paziente. E’ importante sottolineare che la valutazione del Rischio cardiovascolare globale con le “carte” è destinato alla popolazione generale che non è stata colpita da infarto del miocardio e che i pazienti con storia di infarto sono tutti da considerare a rischio elevato. Questo concetto ha la sua rilevanza per le scelte terapeutica. Le ultime linee guida della società europea di cardiologia per il trattamento delle dislipidemie considerano ad alto rischio non solo i pazienti con cardiopatia ischemica nota, ma anche pazienti con diabete tipo 2 o tipo 1 con microalbuminuria. L’insufficienza renale cronica è una condizione di alto rischio. Per tutti gli altri le carte SCORE sono un utile modello di riferimento valutativo.

Carta

La comunità scientifica descrive il rischio intrinseco all’età con la previsione che la cardiopatia coronarica possa, nel terzo millennio, avere valore di epidemia e in medicina si considera anche il rischio residuo per quei soggetti che, pur trattati correttamente, continuano ad avere eventi avversi. Non basta la scarsa “compliance” della terapia e il mancato raggiungimento dei bersagli prefissati, le vere cause sono da ricercare nella biodiversità e nel cambiamento continuo degli stili di vita. Questi saranno i nuovi riferimenti per la ricerca e le campagne di comunicazione nei prossimi anni.

Per ridurre il rischio d’insorgenza delle malattie cardiovascolari non dobbiamo solo continuare ad abbassare i valori dei parametri di laboratorio, colesterolo e glicemia per esempio, per ottenere il risultato. E’ necessario che la medicina del territorio, accanto ai farmaci, prescriva comportamenti virtuosi, idonei stili di vita come l’educazione alimentare e l’implementazione dell’esercizio fisico sin dai primi anni di vita. Nell’ultimo decennio la curva di riduzione di questi eventi e della mortalità in particolare, ha subito un notevole rallentamento negli adulti, ma non nelle fasce d’età più giovanili, dove si è addirittura assistiti a un’inversione di tendenza.

I fattori di rischio, giorno per giorno in aumento, sono distinti in modificabili e non modificabili. Colestero, trigliceridi e glicemia, ipertensione arteriosa, tabagismo, cattiva alimentazione, inquinamento ambientale, stress e depressione, sedentarietà sono i fattori di rischio che possono essere modificati  con intervento farmacologico e  appropriati stili di vita. Biodiversità e differenza di genere, ereditarietà oggi non sono modificabili, forse lo saranno nel futuro con interventi di ingegneria sul codice genetico.

Riccardo Guglielmi, già Direttore Cardiologia ospedaliera Policlinico, Presidente Comitato scientifico AMA Cuore Bari