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Terra bruciata

Terra Bruciata

Il brigantaggio calabrese visto da Giuseppe Santoro

Di Riccardo Guglielmi

Presentata a un pubblico attento e partecipativo venerdì 5 aprile, presso la sala convegni dell’Istituto Margherita di Bari, “Terra Bruciata”, Gagliano edizioni, l’ultima produzione letteraria del cardiologo scrittore Giuseppe Santoro. E’ una storia di fantasia ambientata nei boschi di  Rocchigliero, il paese in provincia di Cosenza che ha dato i natali all’autore, sul brigantaggio calabrese dopo l’unificazione dell’Italia. E’ stata la tradizione orale degli anziani dei borghi lucani e calabresi, i nostri nonni, che con i racconti sui briganti hanno affascinato i bambini rendendoli attenti e tranquilli nelle fredde sere invernali attorno a quelli che anni addietro erano i mezzi di riscaldamento del nostro Sud, bracieri e caminetti, a ispirare lo scrittore.

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Nuovo e interessante, possiamo dire più vicino al reale considerato che la storia “studiata a scuola” è stata scritta dai vincitori, è il punto di vista su fenomeno del brigantaggio. I briganti nell’opera sono visti come persone cariche di umanità e onore, ben inserite nella vita sociale della comunità, che quasi per caso si danno alla macchia per far trionfare la libertà, combattere ingiustizie e soprusi, in un clima di reciproco rispetto e amore.

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I personaggi buoni e sono la maggioranza, rappresentano i valori che contraddistinguono anche oggi le donne e gli uomini del Sud. Già dalle prime pagine s’intravede la carica positiva e umana che Giuseppe Santoro vuole trasmettere: il brigante Masino rielabora il suo comportamento, testimonia a Ferdinando, l’anziano brigante saggio, il suo rimorso per aver ferito, in un attimo d’ira, chi considerava amico, il conte Giovanni, cui aveva chiesto quell’aiuto materiale, almeno alimentare, necessario e indispensabile per andare incontro ai bisogni di un popolo tartassato da tributi esosi e leggi inique. Il brigante è il bene, il conte accecato dall’ira e dal desiderio di vendetta diventa il male.  Attorno al bene si riuniscono tanti personaggi con ruoli precisi in un contesto di gerarchia utile e propositiva. Il male non riesce a fare squadra. Fondamentale è il ruolo delle donne, da Rosina madre putativa, vera regina in una società matriarcale, alle giovani ragazze che rappresenteranno quella continuità per la trasmissione di valori nella creazione di nuove famiglie. Ruolo femminile importante e propositivo in una perfetta integrazione con quello maschile per la realizzazione di obiettivi comuni. Non manca il valore della solidarietà, concreta e non a parole, della ancor giovane contessa che lascia il marito malvagio dopo aver ritrovato l’amore perduto. I passaggi trasversali di consegne e ruoli creano rispetto, solidarietà e amore, le tre coordinate che indirizzano una comunità verso crescita e sviluppo.

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I soldati piemontesi, grande è la figura del giovane tenente Michele, non sono gli esecutori di ordini che prevedevano l’annientamento del fenomeno brigantaggio con la forza della repressione e il fuoco delle armi, legge Pica del 1863, ma si dimostrano attenti osservatori e a costo di scelte personali estreme, sapranno trovare dove e come schierarsi; lasciamo al lettore la curiosità di scoprire il comportamento reale dei militari. Non mancano nel libro gli accenni alla sana cucina e alle preparazione dei cibi.  Mangiare insieme come momento eucaristico, fare gruppo senza mai isolarsi, condividere momenti belli e brutti nella speranza che una comunità coesa possa, in un afflato di auto mutuo aiuto, diventare protagonista e parte attrice propositiva.

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La leggerezza del testo e la curiosità che suscita la trama permettono di scorrere le pagine con una lettura rapida ma altrettanto attenta e ponderata. Alla fantasia fa spalla la verità storica, all’incertezza dell’epilogo un senso di armonia e musicalità. L’inno dei briganti comincia con le parole “abbiamo posato chitarre e tamburi”. Il finale è incerto per due possibili scenari. I lettori potranno già dall’inizio prospettare le due soluzioni possibili e scommettere su quella che Giuseppe Santoro propone alla fine del libro. A proposito Terra bruciata non significa bosco in fiamme ma isolamento: saper fare terra bruciata attorno alla figura negativa del racconto, non con la violenza, ma con pensieri, parole e comportamenti. Questo è il vero messaggio che Giuseppe Santoro vuole trasmettere con questo libro.

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http://www.corrierepl.it/2019/04/07/terra-bruciata/

http://www.corrierenazionale.net/2019/04/07/terra-bruciata/

Cuore sempre più giovane

E’ cominciata una nuova avventura

Entusiasmo e voglia di mettersi nuovamente in gioco non mancano. Conoscere nuovi colleghi, giovani ma con un alto bagaglio di professionalità, condividere esperienze e competenze, contribuire a migliorare la salute di chi soffre sono le premesse rendono stimolante questo nuovo percorso professionale.

Mater Dei   (1)

Mater Dei   (2)

Sto provando una sensazione di benessere che mi ha fatto ritornare in mente che “C’è una cosa che, man mano che passa il tempo, invece di diventare vecchia diventa  sempre più giovane, il cuore”

 

6 vantaggi della Cardiologia Riabilitativa. Elogi a A.M.A. Cuore Bari

  • Cronaca del Congresso GICR-IACPR Puglia

 Di Riccardo GuglielmiDirettore Comitato scientifico A.M.A. Cuore Bari

 La frase “l’esercizio fisico diventa farmaco nella terapia del post infarto” non vuole essere un efficace artifizio comunicativo ma il giusto riconoscimento a uno stile di vita che può fare la differenza nell’approccio terapeutico per quanti iniziano un percorso riabilitativo dopo un ricovero per patologia acuta cardiovascolare. Questo è stato il fil rouge che ha permesso di condurre la Tavola rotonda “Dopo il crollo la ricostruzione” inserita nella prima giornata di lavoro del Congresso GICR-IACPR Puglia “Prevenzione e riabilitazione in cardiologia” , che si è svolto a Bari il 19 e 20 ottobre  nell’Auditorium “Giovanni Ianni”, Comando Polizia Municipale Via P. Aquilino.

La cronaca della tavola rotonda può essere così riassunta.

Con leggerezza e rapidità, Riccardo Guglielmi, cardiologo di lungo corso e “giovane” giornalista scientifico coinvolge partecipanti e pubblico in un dibattito interattivo e propositivo. Gianfranco Ignone, già direttore della Cardiologia Ospedaliera di Brindisi sottolinea la centralità del cardiologo nella gestione e nella programmazione delle fasi del ciclo riabilitativo del soggetto cardiopatico, alla luce dei tentativi di far assorbire la riabilitazione cardiologica nelle strutture che gestiscono la disabilità neuro motoria e ortopedica. Carlo D’Agostino, direttore della Cardiologia ospedaliera del Policlinico di Bari, ricorda che la Cardiologia riabilitativa parte da quella clinica e che quando la malattia è ancora in fase di instabilità si può pensare a riabilitare; anche la persona con ipertensione polmonare potrebbe beneficiare della riabilitazione. Davide Traversa, responsabile della Cardiologia riabilitativa del Policlinico di Bari, traccia la storia, dalla fondazione a cura del dott. Italo de Luca ai giorni nostri, dell’unica struttura riabilitativa che in regime ambulatoriale di day hospital segue i pazienti dimessi per SCA o scompenso, e ringrazia i volontari di AMA Cuore, guidati da Nando De Muro, grande esperto nella relazione d’aiuto, che, con la formula dell’auto gestione, garantiscono l’importante sostegno psicologico.

L’Auto Mutuo Aiuto, A.M.A, il momento d’incontro tra persone unite dallo stesso problema, permette di rompere l’isolamento, scambiarsi informazioni e soluzioni con l’obiettivo di riscoprirsi RISORSA per sé e per la collettività. Fig.1

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-Fig.1 Gruppo di A.M.A. nella Cardiologia Ospedaliera del Policlinico di Bari

Ad Andrea Passantino degli Istituti Clinico Scientifici Maugeri di Cassano Murge il compito di definire la riabilitazione degenziale indicata nelle fase di instabilità del post infarto, scompenso cardiaco e nell’immediatezza post cardiochirurgica. Dall’ospedale alle cure domiciliari,  il passo, nel futuro, sarà sempre più breve. E’ quanto auspicato da Ottavio Di Cillo, responsabile della Telemedicina della Regione Puglia e dell’U.O. di Cardiologia d’urgenza di Bari, che illustra i vantaggi della telecardiologia, in termini di economicità e riduzione di disagi a pazienti e familiari. Domenico Antonelli, direttore di distretto dell’ASL BAT, fa chiarezza su significato e ruolo del caregiver e del caremanager, illustrando i percorsi formativi che la sua azienda da anni ha in cantiere. Infine Enza Colavito, responsabile URP  ICS di Cassano, accende i riflettori sull’umanizzazione delle cure e sul ruolo del volontariato elogiando quelle associazioni, AIDO, AMA Cuore,  Porta d’Oriente, che dedicano il proprio tempo per alleviare disagi e sostenere quanti sono reduci da un evento cardiologico acuto.  Fig.2

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Fig. 2 Tavola rotonda: Dopo il crollo la ricostruzione

E’ emerso che continuare a pensare che la Cardiologia riabilitativa coincida solo con il “training fisico” è scorretto e fortemente riduttivo. La valutazione diagnostica-strumentale serve per la stadiazione della malattia e la definizione della prognosi. Compito del cardiologo in riabilitazione è saper rendere aderenti i trattamenti e le terapie raccomandate affinché si raggiunga l’obiettivo di modificare gli stili di vita scorretti. La prescrizione dell’attività fisica rientra in un progetto “sartoriale” studiato per la persona colpita da un evento acuto cardiovascolare, serve a migliorare il potenziale di salute residuo e ad aumentare qualità e quantità di vita.

Oltre alla riuscita tavola rotonda gli obiettivi del convegno sono stati centrati nei 2 giorni di intensi lavori. «Sono state affrontate – riferisce Rocco Lagioia, direttore Riabilitazione cardiovascolare ICS Cassano Murge – le varie problematiche inerenti la cardiologia riabilitativa allo scopo di favorire maggiori conoscenze sull’argomento da parte delle diverse figure professionali coinvolte nel processo e di conseguenza migliorare il trattamento dei pazienti affetti da cardiopatia cronica».

Tanti e qualificati gli esperti che sono intervenuti: Piero Fiore, Marco Guazzi, Alfonso Galati, Marco Ciccone, Carlo D’Agostino, Davide Traversa, Paolo Colonna, Vito Vulpis, Gaetano Contegiacomo, Massimo Grimaldi.

La Riabilitazione Cardiologica è secondo l’ESC, Società europea di cardiologia , “la somma degli interventi richiesti per garantire le migliori condizioni fisiche, psicologiche e sociali in modo che i pazienti con cardiopatia cronica o dopo episodio acuto possano conservare o riprendere il proprio ruolo nella società”.

Combinando la prescrizione dell’attività fisica con le modifiche del profilo di rischio, la riabilitazione cardiologica ha come fine ultimo quello di favorire la stabilità clinica del paziente, di ridurre il rischio di successivi eventi cardiovascolari e ridurre le disabilità conseguenti alla cardiopatia.

Come gli stessi organizzatori, Rocco Lagioia, Andrea Passantino e Domenico Scrutinio di Istituti Clinico Scientifici Maugeri di Cassano Murge, hanno evidenziato, gli effetti favorevoli della Riabilitazione Cardiologica e della Prevenzione comprendono:

  • Riduzione della mortalità, soprattutto di morte improvvisa nel primo anno dopo infarto miocardico
  • Miglioramento della tolleranza allo sforzo, dei sintomi di angina e di scompenso
  • Miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare
  • Miglioramento della qualità di vita
  • Più frequente ritorno al lavoro
  • Maggiore autonomia funzionale

I programmi riabilitativi si basano sulla valutazione dei seguenti 3 punti:

  1. Stima del rischio cardiovascolare globale;
  2. Identificazione di obiettivi da raggiungere per ciascun fattore di rischio;
  3. Preparazione di un programma di trattamento individuale.

Per svolgere un’attività di questo tipo è necessaria la sinergia di diverse figure professionali in grado di collaborare con gli specialisti cardiologi quali l’infermiere professionale, il terapista della riabilitazione, lo psicologo e il dietologo. Fig.3

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-Fig.3  Il dott. Italo de Luca, al centro, fondatore della Cardiologia Riabilitativa nel Policlinico di Bari

L’evento ha avuto valore formativo per medici, farmacisti, infermieri e fisioterapisti.

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