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La medicina che tutela il lavoro

Intervista esclusiva alla Dott.ssa Ilaria Tatò, specialista in Medicina del Lavoro e Fisiatria, sul valore della prevenzione, della tutela della salute dei lavoratori e del ruolo chiave del medico competente

Il 1° maggio, Festa del Lavoro, è molto più di una semplice ricorrenza: è il momento in cui il valore del lavoro e la tutela di chi lo svolge diventano protagonisti.  In questa giornata simbolica, la Medicina del Lavoro si rivela per ciò che è davvero: una disciplina che va oltre la burocrazia e si fa presidio attivo della dignità umana, dentro e fuori l’azienda.  Da questa consapevolezza nasce il dialogo che segue. Il medico competente non è soltanto garante delle regole, ma una figura chiave capace di connettere sicurezza, salute e vita quotidiana dei lavoratori.

In queste pagine, io e la Dott.ssa Ilaria Sabina Tatò — medico del lavoro e fisiatra presso il Poliambulatorio Medica Sud Bari, nonché consigliere e amministratore delegato — ci daremo del tu, da colleghi, per affrontare insieme i temi della prevenzione, dell’ascolto e della responsabilità condivisa.  Un dialogo a due voci — Riccardo Guglielmi e Ilaria Tatò — che mette al centro la cultura della prevenzione e il valore della responsabilità condivisa, ricordandoci che la vera festa del lavoro passa dalla tutela concreta delle persone che ogni giorno lo rendono possibile.

In un mondo in cui la produttività rischia talvolta di oscurare la sicurezza, questa riflessione diventa ancora più urgente: la medicina del lavoro è chiamata a essere alleata della vita, a costruire fiducia e a restituire umanità ai numeri delle statistiche.

  • Il contesto: la tutela come missione

Ilaria e riccardo

Dottoressa Tatò, la Medicina del Lavoro vive spesso prigioniera di un groviglio burocratico che ruota attorno al D.Lgs 81/2008. Spogliandola di carte e obblighi, qual è oggi il suo vero obiettivo.  È solo una questione di idoneità o siamo di fronte a una visione più profonda dell’uomo che lavora

Caro Riccardo, hai centrato il punto. La medicina del lavoro non è un freddo elenco di visite, ma il presidio della dignità della persona. La norma ci dà lo scheletro, ma il cuore della nostra missione è fare in modo che il lavoro non sia un luogo di logoramento. Oggi la sfida è più sottile: non guardiamo più solo al rischio fisico, ma ci prendiamo cura di quel benessere “invisibile” — lo stress, l’ergonomia mentale — che definisce la qualità della vita di chiunque, che sia in fabbrica o davanti a uno schermo

  • Sorveglianza sanitaria: confine tra controllo e protezione

La sorveglianza sanitaria è spesso guardata con sospetto, vissuta come il “braccio operativo” dell’azienda. Dove finisce il dovere del datore di lavoro e dove inizia invece il diritto del lavoratore a essere protetto.  Quando è davvero legittimo “aprire la porta” dello studio medico

Ti confesso che nel mio studio cerco di far sentire il paziente in un porto sicuro. La visita non è un atto di arbitrio: è una stretta di mano protettiva. Non esiste il diritto del datore di “controllare per curiosità”, né quello del lavoratore di pretendere una visita senza un nesso col rischio. Quando visito, lo faccio per un motivo preciso: assicurarmi che il lavoro non stia chiedendo al corpo più di quanto possa dare. È un patto di lealtà, dove la norma è solo lo strumento per proteggere il valore più grande: la salute

  • Il giudizio di idoneità: una sentenza o un dialogo

Il medico competente emette un giudizio. Ma quando quel verdetto – un’idoneità con limitazioni o un’inidoneità – rischia di deviare la traiettoria professionale di una vita, cosa succede? C’è spazio per un confronto, o siamo davanti a una sentenza definitiva

 Il mio giudizio non è mai una “sentenza” calata dall’alto, ma il risultato di un ascolto. Certo, la clinica è sovrana: se la salute non permette una mansione, devo tutelare la vita. Ma la legge ci offre strade di revisione – ricorsi, rivalutazioni, approfondimenti – proprio perché la salute è dinamica. Mi piace pensare che il mio giudizio sia un consiglio tecnico per far sì che il lavoratore possa continuare a contribuire alla società senza sacrificare se stesso

  • Il licenziamento e l’obbligo di “salvataggio”

Il tema dell’inidoneità fa paura. Molti leggono in una diagnosi la condanna al licenziamento. Qual è il reale confine tra l’impossibilità di svolgere una mansione e il  dovere, da parte dell’azienda, di non abbandonare il lavoratore

Questa è la parte che mi sta più a cuore. Il licenziamento non è la prima soluzione, è l’ultima spiaggia, una sconfitta per tutti. Il datore ha un obbligo morale e giuridico: il repêchage. Prima di chiudere un rapporto, dobbiamo esplorare ogni angolo dell’azienda: esistono mansioni diverse? Possiamo adattare l’ambiente? Con piccoli accorgimenti, spesso riusciamo a cucire su misura la mansione sul lavoratore. Il nostro obiettivo è il mantenimento, non l’esclusione

  • L’indipendenza del medico: un equilibrista tra due mondi

Ilaria tu sei retribuita dall’azienda ma devi tutelare il lavoratore. È un equilibrio da funamboli. Come mantieni intatta la tua autonomia deontologica in un contesto che è, per definizione, conflittuale

È una domanda che tocca l’essenza della nostra etica. Essere pagati dall’azienda non significa essere “di proprietà” dell’azienda. La mia bussola è il codice deontologico: se un datore prova a farmi pressioni, la mia risposta sta sempre nella cartella clinica, nei dati oggettivi. Il conflitto esiste, è vero, ma lo risolvo mettendo la persona al centro. Quando il lavoratore capisce che sto guardando alla sua salute e non alla produttività, il muro di diffidenza crolla e nasce un rapporto di fiducia reale

  • Sindacati e Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza: il ruolo del testimone

Che ruolo giocano i sindacati e i RLS in questo intreccio? Hanno potere di interferire sulla diagnosi o sono sentinelle di un processo che deve restare trasparente

Sono le nostre sentinelle, indispensabili. I RLS sono il ponte tra il mio ufficio e la platea dei lavoratori. Non entrano mai nel merito della diagnosi – quella è la mia responsabilità sacra – ma vigilano affinché il processo sia trasparente. Il loro compito è garantire che la prevenzione non resti un’idea astratta, ma diventi parte della cultura aziendale quotidiana

  • Il paradosso degli infortuni: perché continuiamo a contare i danni

 Dottoressa, guardiamo i numeri, guardiamo la cronaca: nonostante anni di campagne, norme e innovazioni, gli infortuni sul lavoro restano una piaga aperta, spesso con esiti drammatici. Senza giri di parole: dove stiamo fallendo? Qual è il “peccato originale” che rende ancora così pericoloso il nostro fare impresa

 Riccardo, la tua è la domanda che ogni mattina dovrebbe far tremare i polsi a chi si occupa di sicurezza. La verità è che non c’è una sola causa, ma un intreccio di responsabilità. Abbiamo una cultura della sicurezza che è ancora, purtroppo, un vestito che non ci calza bene: troppo spesso viene indossato solo per obbligo, mai per convinzione. Le procedure, sulla carta, sono perfette; nella pratica, vengono aggirate per la fretta o per la cronica pressione sui ritmi produttivi. Quando la velocità diventa l’unica metrica del successo, il rischio viene sistematicamente declassato. E poi, c’è il nodo fatale: in troppi settori la sicurezza viene ancora contabilizzata come un costo da tagliare, anziché come il pilastro su cui fondare la produzione. Finché non capiremo che investire in prevenzione è l’unica vera forma di sostenibilità economica, continueremo, purtroppo, a piangere il mancato ritorno a casa di un lavoratore.»

  • Assenze e controlli: i confini del medico competente

Un’ultima curiosità: in un’epoca di sospetti incrociati, quanto è frustrante sentirsi chiedere se il medico del lavoro può fare il “lavoro sporco” per stanare chi abusa delle malattie? Qual è il confine tra la gestione del rischio e il controllo fiscale

 Ti rispondo con un sorriso: io sono un medico, non un investigatore. Quando mi viene chiesto di “fare controlli” su chi è assente, spiego sempre che la mia funzione è la tutela del benessere. Le visite fiscali spettano ad altri. Quando un lavoratore torna da una lunga malattia, io sono lì per capire se è pronto, non per indagare sul passato. Il mio sguardo è rivolto al futuro, al reinserimento. Se riusciamo a far capire questo, la medicina del lavoro smette di essere un “nemico” e torna a essere quello che dovrebbe essere: un alleato della vita

Conclusione

Alla fine, dietro ogni giudizio di idoneità e ogni firma su un documento, non ci sono solo protocolli, ma storie. Storie di lavoratori che chiedono di essere ascoltati e di datori che tentano l’equilibrio difficile tra sicurezza e produttività. Il medico, in questo scenario, è un equilibrista che cammina sul filo sottile della responsabilità. Questa intervista ci ricorda che la Medicina del Lavoro non è un esercizio burocratico, ma una questione di umanità. La sfida, oggi, è non smarrire mai il senso della misura, restando sempre dalla parte della dignità. Perché, in fondo, la vera sicurezza non si scrive solo nei decreti: si costruisce ogni giorno, guardandosi negli occhi.  In fondo, il senso più autentico del 1° maggio è proprio questo: celebrare il lavoro significa prendersi cura delle persone che lo rendono possibile, ogni giorno, con rispetto, attenzione e responsabilità condivisa. Solo così la medicina del lavoro può essere davvero alleata della vita e della società.

Grazie dott.ssa Ilaria per questa bella chiacchierata

ILARIA CARDIOLOGA 1

foto Medica SUD

MEDICA SUD 2

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Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

 

 

 

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Una vita per vincere il cancro

Una vita per vincere il cancro

Scittulli presenta

Meta descrizione Riassunto Evento a Bari con il Prof. Schittulli: scopri come la prevenzione può vincere il cancro. Presentazione del libro, focus su stili di vita sani, diagnosi precoce e supporto psicologico. Guarda il video e unisciti alla cultura della prevenzione!

Prevenzione: il messaggio del Prof. Schittulli contro il cancro

Giovedì 4 dicembre, alle 17:30, la Sala Ambrosi della Camera di Commercio di Bari (Corso Cavour 2) ospiterà un evento dedicato alla salute e alla lotta contro i tumori. Il protagonista sarà il Prof. Francesco Schittulli, oncologo e chirurgo senologo di fama, che presenterà il suo nuovo libro “Una vita per vincere il cancro”. L’incontro, organizzato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), vedrà il Professore dialogare con il Dott. Mimmo Mazza, Direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, per offrire al pubblico spunti sulle strategie e i percorsi per affrontare la malattia.

Il valore della prevenzione e del supporto psicologico

La prevenzione rappresenta il messaggio prioritario del libro di Schittulli: adottare stili di vita sani, sottoporsi a controlli regolari e informarsi correttamente sono strumenti fondamentali per ridurre il rischio oncologico e aumentare le possibilità di una diagnosi precoce. Allo stesso tempo, il supporto psicologico gioca un ruolo cruciale durante tutto il complesso iter diagnostico e terapeutico, aiutando la persona ad affrontare le sfide emotive e mentali e rafforzando l’aderenza ai trattamenti. La diagnosi di tumore scuote le certezze, mette in discussione la percezione della propria salute e apre interrogativi sul futuro, per questo trovare una forza interiore e affidarsi a un adeguato sostegno psicologico sono passaggi chiave. Proprio da questa doppia consapevolezza nasce il libro di Schittulli, scritto insieme al giornalista Danilo Quinto: un’opera che raccoglie programmi, riflessioni e proposte, strutturata come un dialogo con il lettore e come un invito a conoscersi meglio, informarsi e unirsi nella battaglia contro il “male del secolo”.

L’impegno della LILT e la missione del libro
Durante la presentazione, Franco Schittulli ribadirà il ruolo cruciale della prevenzione: «La prevenzione è cura. È l’unica arma vincente contro il cancro». La LILT, con le sue 106 associazioni, 20 coordinamenti regionali e circa 400 ambulatori, è impegnata a diffondere la cultura della prevenzione come stile di vita. L’intero ricavato delle vendite del libro sarà devoluto proprio alle sezioni territoriali della LILT, a sostegno delle attività di sensibilizzazione e assistenza.

Un tour per l’Italia, un invito alla partecipazione
La presentazione del libro sta toccando numerose città italiane, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più persone nella cultura della prevenzione. L’appuntamento del 4 dicembre a Bari rappresenta un’occasione importante per informarsi, confrontarsi e sostenere la lotta contro i tumori, grazie anche alla testimonianza diretta di chi ha fatto di questa missione una ragione di vita.

Vuoi ascoltare direttamente le parole del Prof. Schittulli e scoprire il cuore del suo messaggio? Guarda il video della presentazione e lasciati coinvolgere dalla sua esperienza e passione nella lotta contro il cancro 👉 [QUI il link al video https://youtu.be/A-bGNQhO_To] 🎥

Una vita per vincere il cancro

 

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

Redazione Corriere Nazionale

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Tag #Prevenzione, #LottaAlCancro, #Schittulli, #Salute

L’atleta over

Presentazione

Atleta Over Trani 4 novembre 2023

L’atleta over è un esempio straordinario di resilienza e passione, sfidando gli stereotipi legati all’età avanzata. Queste persone dimostrano una determinazione senza pari nel mantenere uno stile di vita sano e attivo, sottolineando l’importanza dello sport per la salute fisica e mentale anche in età più avanzata. Sono fonte di ispirazione per tutti noi! 💪🌟

Durante la Tavola rotonda sull’atleta over, tenutasi a Trani il 4 Novembre 2023 nel corso del Congresso ANCE sulla Certificazione medico sportiva dal bambino all’adulto – la prevenzione degli eventi avversi, ho potuto percepire un entusiasmo contagioso. Questo mi ha spinto a elaborare i dati raccolti in un progetto informativo che possa diffondere messaggi di prevenzione, salute e benessere alla popolazione.

La tavola rotonda ha prodotto 5 capitoli specifici, ognuno caratterizzato da un titolo che racchiude cronaca, relazione dell’oratore e approfondimenti. Ma non ci siamo fermati qui. Per rendere la lettura più coinvolgente, ho inserito anche tweet che facilitano la condivisione e la divulgazione di queste storie straordinarie.

L’obiettivo di questo progetto è offrire un approccio completo e coinvolgente alla promozione del benessere fisico e psichico. L’arte e la medicina si intrecciano in questa iniziativa, creando un connubio unico tra informazione sanitaria e creatività. Attraverso l’utilizzo di elementi artistici e una scrittura accattivante, spero che questo lavoro possa ispirare e informare, diffondendo messaggi di prevenzione e salute a tutti coloro che lo leggeranno.

Desidero ringraziare il Prof. Oriolo e i suoi alunni, in particolare Sara Ciancia, così come la Dirigente Prof.ssa Giovanna Tarantino dell’Istituto E. Fermi di Policoro, per le immagini grafiche fornite e concesse.

Patrocinio gratuito da AMA Cuore Bari ODV e un grazie a tutti i suoi volontari per l’impegno quotidiano nella prevenzione delle malattie cardiovascolari sul territorio.                                 Riccardo Guglielmi

Progetto Tavola Rotonda Atleta OVER per sito Riccardo Guglielmi

Ecco il Testo definitivo. Clicca per scaricare —>  ATLETA OVER OBIETTIVO BENESSERE

Saluti Tavola rotonda

Sanità militare: il tricolore sventola da cent’anni

Sicurezza della patria e salute della persona

Cronaca del Convegno nazionale, “La Sanità militare oggi”,

Si è tenuto sabato 10, nell’auditorio dell’Ordine dei Medici di Bari, gremito di medici civili e militari, il Convegno nazionale, “La Sanità militare oggi”, un aspetto poco conosciuto ma fondamentale nell’ambito del pianeta sanità italiano. Tutti in piedi per l’inno nazionale, un’ideale alza bandiera e il convegno è partito col ricordo del Generale medico Lorenzo Bonomo (1858-1926), cui era stato intitolato l’Ospedale Militare di Bari. Il convegno ha disegnato il quadro della sanità militare attraverso la storia, dalle vicende della Grande Guerra sino all’impiego dei corpi sanitari in occasione di conflitti bellici, missione di pace e calamità naturali domestiche e internazionali.

Il Colonnello Francesco Urbano, del Comando di Sanità e Veterinaria ha fatto un excursus sulla sanità militare, partendo dall’incidenza delle malattie infettive al fronte durante la Prima guerra mondiale, che per le scarse condizioni igieniche, causavano più morti che in azioni di combattimento. Tetano, colera e febbri tifoidi erano responsabili di vere ecatombi.

Fabrizio Ciprani, Direttore Centrale di Sanità del Dipartimento della P.S., ha evidenziato il ruolo della sanità della Polizia di Stato, che garantisce una presenza capillare sul territorio con 363 medici, 40 psicologi, tecnici radiologia medica, tecnici neurofisiopatologi, tecnici della riabilitazione motoria, 460 infermieri e personale di supporto, cui si aggiungono tecnici della prevenzione nei luoghi di lavoro, ottici, audiometristi, medici veterinari. Ciprani ha anche annunciato un imminente concorso per potenziamento del personale medico e tecnico.

Un impegno sui fronti più distanti è quello della Sanità militare: scenari legati alle rotte dei migranti e alle operazioni di soccorso in mare, illustrati dal Colonnello medico Giuseppe Rinaldi della Guardia di Finanza, operazioni di protezione civile dei Vigili del Fuoco in occasione di disastri e calamità naturali, descritte dal Direttore medico Massimo Spalletta.

Il Maggiore generale Nicola Sebastiani, Ispettore  della Sanità Militare, subito dopo l’invito a un minuto di raccoglimento, oggi è l’anniversario, per i martiri di Nassiriya, ha inquadrato la sanità militare dalle trincee degli inizi del secolo scorso fino alle attuali missioni di pace, in una dimensione futura di proiezione europea, evidenziando l’organizzazione e le attrezzature che sono messe in campo oggi sui diversi fronti, come le tecniche di biocontenimento o la sala chirurgica campale inserita in un veicolo tattico capace di portare una capacità chirurgica il più vicino possibile all’esigenza operativa. Merito tutto italiano è il saper creare, quasi in tempo reale, quel positivo rapporto empatico con le popolazioni locali spesso tanto diverse per etnia, cultura e religione. Dal generale Sebastiani un grazie a tutte le componenti integrate nella Sanità Militare, in particolare C.R.I., Protezione Civile, Ordine di Malta e medici civili esterni, che come lui stesso ha esposto, rappresentano modelli formativi e valoriali.

Maurizio Benato, già vicepresidente Fnomceo, ha infine illustrato le specificità e gli obiettivi della medicina militare, nella tensione per esempio di conciliazione tra esigenze proprie delle operazioni militari e quelle della deontologia medica. Il militare è infatti chiamato a difendere la sicurezza della Patria, il medico a tutelare la salute della persona umana. Il medico militare incarna e sintetizza entrambe queste esigenze ineludibili per la tenuta e lo sviluppo della società.

«Abbiamo colto l’occasione della ricorrenza dei cento anni della Prima Guerra Mondiale – racconta il responsabile scientifico del convegno e vicepresidente Omceo Bari, Franco Lavalle -per organizzare un Convegno sulla Sanità Militare ai giorni nostri nel quale fosse evidente il ruolo del medico e di tutti gli operatori sanitari verso le persone, anche in contesti di conflitto, di operazioni di peacekeeping e di disastro naturale».

Mai come in questi ultimi mesi in cui l’Italia è stata colpita da grandi disastri causati dall’uomo e dalla natura, crollo ponte Morandi, alluvioni e frane, il lavoro dei corpi militari, in ambito sanitario e di protezione civile, ha mostrato il suo contributo fondamentale. Filippo Anelli, Presidente Omceo Bari e Presidente Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) ha così terminato: “La Sanità militare contribuisce con il suo operato a costruire il nostro sistema sanitario nazionale, una grande conquista di civiltà, un bene comune che quest’anno compie 40 anni e che tutti dobbiamo impegnarci a tutelare. Ringrazio anche a nome della Fnomceo tutti i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno assicurano un servizio importante e indispensabile per la nostra Repubblica, nel rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione quale strumento per promuovere la pace e la dignità della persona umana“.

Una mostra di cartoline d’epoca, divise militari e strumenti sanitari d’epoca, gentilmente concesse dal Comandante dell’11° Reggimento Carabinieri Puglia, Col. Saverio Ceglie e in parte provenienti dalla collezione privata di Paolo Caradonna, radiologo presso l’Ospedale Di Venere, è stata allestita nelle sale dell’Ordine dei Medici.

redazione@corrierenazionale.net

Bari 12.11.2018

51 articolo 2018

http://www.corrierepl.it/2018/11/12/sanita-militare-il-tricolore-sventola-da-centanni/

http://www.corrierenazionale.net/2018/11/12/sanita-militare-il-tricolore-sventola-da-centanni/

Il punto sulle Cure Primarie

Medici a congresso per difendere il diritto alla salute

Le malattie croniche aumentano, le risorse diminuiscono

contursi cure primarie

 BARI – Medici di Medicina generale, MMG,  e specialisti da giovedì 22, inizio ore 13.30, a sabato 24, presso Villa Romanazzi Carducci, si riuniscono nel 6° Congresso nazionale della Società italiana delle cure primarie, SIICP. Le malattie croniche, vera epidemia nei paesi occidentali, aumentano, le risorse pubbliche diminuiscono, fasce sempre più larghe di popolazione non accedono alle cure per difficoltà economiche. I medici denunziano che è a rischio il diritto alla salute.

«E’ in corso una grave crisi di sistema – afferma Enzo Contursi, Past president SIICP – e l’aumento crescente di burocrazia svuota di autonomia la professione medica e riduce il tempo da dedicare all’assistenza e all’umanizzazione delle cure». Le cure primarie si basano su principi di estensività, equità, facilità d’accesso e prossimità ai luoghi di vita dei cittadini.  Se la medicina ospedaliera s’identifica nell’attesa, le cure primarie devono avvicinarsi al paradigma dell’iniziativa, promozione attiva della salute e rafforzamento di tutte quelle risorse, autocura, coinvolgimento delle famiglie e del sociale per meglio affrontare le sfide della cronicità e della disabilità. Da una relazione d’autorità medico paziente si passa a condivisione d’informazioni e decisioni per meglio affrontare le indagini diagnostiche e rendere efficaci le cure.

Tra i relatori e docenti si segnala Filippo Anelli, Presidente Nazionale Fnomceo, Loreto Gesualdo e Antonio Moschetta, rispettivamente Presidenti della Scuola di Medicina e del Corso di laurea Medicina e chirurgia di UNIBA, Claudio Ferri Presidente SIIA, Gianfranco Sinagra Ordinario di Cardiologia dell’Università di Trieste, Leonardo Fabbri Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Medicina Interna dell’Università di Ferrara, Giulio Tarro Primario Emerito dell’Azienda Ospedaliera “D. Cotugno” di Napoli.

Oggi i MMG hanno in carico fasce di anziani con diabete, malattie cardiovascolari, degenerative, oncologiche. Devano saper affrontare le cure palliative, i nuovi percorsi clinici e diagnostici e diventare esperti delle diagnostiche di primo livello che, se attuate nei lori ambulatori, potrebbero contribuire a risolvere il problema delle lunghe liste d’attesa. Il congresso è organizzato in sessioni plenarie e simposi di area clinica; prevista venerdì 23, ore 16, una sessione dell’area psicologica per affrontare i disturbi del comportamento e la sessualità nella terza età.  Ai giovani medici è riservata un’area poster e comunicazioni brevi. Una borsa di studio sarà assegnata ai corsisti che abbiano terminato la formazione in Medicina generale. L’evento ha valore formativo per medici e per le professioni sanitarie.

Segreteria organizzativa: c.labmeeting tel.0805061372

http://www.polisnotizie.it/2018/03/19/le-malattie-croniche-aumentano-le-risorse-diminuiscono/