Tutti gli articoli di Riccardo Guglielmi

Mater Dei Hospital operativa e sicura

Emergenza Covid-19: norme interne e check point agli ingressi

Al fine di essere più precisi e incisivi nella nostra attività informativa in questo particolare momento, dove la classe medica viene sottoposta a sforzi sovraumani nell’assistere i pazienti, intendiamo dare notizie precise e non fake news o notizie fuorvianti, che creano disagio a tutti gli operatori che prestano la loro opera nelle strutture sanitarie della regione Puglia, abbiamo intervistato il Dott. Riccardo Guglielmi, cardiologo, giornalista scientifico in merito alla situazione della Mater Dei di Bari.  

Emergenza Covid-19: norme interne e check point agli ingressi

di Antonio Peragine

18-marzo-854x540

BARI – Sta suscitando grande sconcerto nella nostra città la notizia che a Mater Dei Hospital ci siano focolai di coronavirus con medici e infermieri ammalati e che le attività sanitarie siano state sospese. Nello spirito di una informazione seria ed equilibrata abbiamo scelto la linea di verifica sul campo e, saltando i canali ufficiali che potrebbero essere considerati di parte, vogliamo sentire testimonianze dirette.

Riconosciamo all’uscita della clinica il dott. Riccardo Guglielmi che nella sua doppia funzione di medico e giornalista può garantire, intervistandolo, una testimonianza scientificamente corretta ed eticamente attendibile.

Esiste caos nell’interno della Mater Dei e quanti medici sono ammalati da Covid-19

Assolutamente no e ringrazio Lei e la redazione del Corriere Nazionale per l’opportunità che mi è concessa e dare così notizie esatte. Non vi è alcun caos, come riportato da qualche testata locale, né ci sono medici ammalati. Molti giornalisti continuano a confondere la positività con la malattia. Un collega anestesista e 5 infermieri sono risultati positivi al tampone che rileva il Covid-19. Uno di questi, in servizio in rianimazione era già assente per malattia dal 4 marzo. La settimana scorsa è risultato contagiato un operatore socio sanitario del reparto di Ginecologia dove era stata ricoverata una giovane mamma risultata positiva. Sono state subito attuate le contro offensive del caso: allontanamento dei sospetti, 70 tamponi a tutti i “contatti stretti” risultati negativi. La cabina di regia è efficiente così come la catena di comando che vede in prima linea impegnati il direttore sanitario, Giuseppe Cugno e tutto il suo staff. Subito bonificati, da ditte esterne certificate, gli spazi comuni, i reparti e la rianimazione e per 2 volte il Pronto Soccorso. Questo per la sicurezza dei ricoverati e di tutto il personale. In definitiva nessun caos e nessun focolaio interno.

Ha accennato alla sicurezza. Può essere più preciso.

L’Azienda ha attuato dal 28 al 4 marzo, un percorso formativo addestrativo, obbligatorio per tutti i dipendenti di ogni ordine e grado, che ha previsto l’implementazione e l’intensificazione delle norme di igiene, la regolamentazione dei percorsi interni e l’uso dei dispositivi di sicurezza individuali, DPI. Obbligo per tutti, anche nei servizi amministrativi, di mascherine chirurgiche e filtranti, FFP1 FFP2  in aree come Pronto Soccorso e terapie intensive. È stato corretto all’inizio razionalizzare la distribuzione dei DPI in previsione degli  approvvigionamenti e dell’evolversi di una patologia a tutti sconosciuta. Dal 16 marzo è operativo il protocollo interno che deve essere rispettato rigorosamente da tutto il personale e prevede misure di prevenzione per la gestione della fase di emergenza. Al piano 0 nel reparto di chirurgia ambulatoriale, è identificata l’area dedicata alla gestione di casi sospetti o accertati d’infezione da Covid-19. È in corso una comunicazione corretta, giustamente gerarchica, tra la Direzione sanitaria i Capi reparto e servizi. Due check point per il controllo della temperatura e il rilievo della zona di provenienza dedicato ai pazienti in transito e agli eventuali accompagnatori, sono stati dislocati presso gli ingressi dell’ospedale. Le disposizioni interne seguono le direttive nazionali e regionali.

E le altre malattie

Purtroppo tutto ciò che non è Covid-19 non ha dichiarato sciopero o si è messo in ferie. Infarti, fratture, interventi chirurgici indifferibili hanno la stessa prevalenza. Il reparto di medicina interna della dott.ssa Renzetti continua a garantire, con immutati standard di qualità, le cure necessarie a tanti pazienti fragili, affetti da patologie croniche. Lo stesso dicasi del laboratorio e della farmacia. Non dobbiamo dimenticare quanto quotidianamente avviene nella riabilitazione cardiovascolare e neuro motoria grazie all’impegno e alla dedizione dei fisioterapisti.  La vita continua ed è bello per un medico vedere l’afflusso di donne gravide che, a giorni, dovranno partorire. Un buon segno che ci fa ben sperare.

Riccardo come vedi la situazione

Seguite le norme di igiene generale e in particolare il lavaggio delle mani, uscite di casa solo per i bisogni elementari; è l’unico modo per arginare il contagio. Fidatevi dei vostri medici, date loro fiducia, incoraggiamento. Loro hanno la certezza della vittoria. Meglio concludere con #iostoincorsia  #turimaniacasa .

Le parole del dott. Riccardo Guglielmi devono far riflettere e rappresentano un messaggio di verità e speranza. Il vissuto di questo professionista è noto a tutta la città. Non si è mai tirato indietro e anche in questa congiuntura ha messo a disposizione della comunità competenze,  conoscenze, speranza e ottimismo. I numeri odierni secondo i dati desunti dalla ASL BA fanno ben sperare: 504 tra positivi e isolati (320 positivi, 184 in quarantena). Si deve elevare una voce univoca contro una macchina del fango. Basta con affermazioni gratuite, tendenziose e allarmistiche. Tutti gli operatori di Mater Dei Hospital, struttura che è risorsa per la nostra Regione, meritano rispetto e considerazione. Il nostro giornale è per la verità e non sta dietro al pettegolezzo o al facile scandalismo mediatico.

e rappresentano un messaggio di verità e speranza. Il vissuto di questo professionista è noto a tutta la città. Non si è mai tirato indietro e anche in questa congiuntura ha messo a disposizione della comunità competenze,  conoscenze, speranza e ottimismo. I numeri odierni secondo i dati desunti dalla ASL BA fanno ben sperare: 504 tra positivi e isolati (320 positivi, 184 in quarantena). Si deve elevare una voce univoca contro una macchina del fango. Basta con affermazioni gratuite, tendenziose e allarmistiche. Tutti gli operatori di Mater Dei Hospital, struttura che è risorsa per la nostra Regione, meritano rispetto e considerazione. Il nostro giornale è per la verità e non sta dietro al pettegolezzo o al facile scandalismo mediatico.

https://www.corrierenazionale.net/2020/03/19/mater-dei-hospital-operativa-e-sicura/

https://www.corrierepl.it/2020/03/19/mater-dei-hospital-operativa-e-sicura/

 

La crisi è la conseguenza dell’austerità: prepariamoci a cambiar pagina

È arrivato il momento di essere pratici, efficienti ed efficaci

16-marzo-1-854x540

Gare d’appalto, libertà individuali, concorsi, garantismo, sono procedure valide e fondamentali nella normalità. Sono elementi che identificano la democrazia. La dimensione straordinaria e imprevedibile del momento,  l’impreparazione generale a non saper affrontare sacrifici che la catastrofe impone, l’ignoranza, scusabile solo all’inizio dalla non conoscenza della potenza di fuoco del nemico, il non aver voluto ascoltare le voci dei pochi competenti, derisi come razzisti, definiti sciacalli capaci di creare allarmismo, opportunisti e quant’altro, l’egoismo che tutta la situazione doveva essere governata da politiche economiche e interessi finanziari, il non aver voluto capire che il vero vaccino nella fase iniziale era la scienza  e la conoscenza, hanno creato le condizioni  della tempesta perfetta e anche l’Italia ha conosciuto la sua Pearl Harbor. Il nostro motore economico è al Nord, Lombardia, Emilia e Veneto, proprio come tutto il potenziale navale degli USA era a Pearl Harbor. L’astuzia del nemico si evince dall’aver saputo dare subito un colpo decisivo, quel KO alla prima ripresa che impedisce il proseguimento dell’incontro di boxe. Staremo a terra sino al conteggio del 9 ma al 10 dobbiamo stare in piedi. Siamo in guerra, non possiamo arrenderci e dobbiamo continuare a combattere. L’invisibile Covid 19 si sta dimostrando un nemico scaltro che ha dichiarato guerra senza preavviso, si muove ad onda e noi al Sud non dobbiamo farci trovare impreparati. È il momento di alzare gli scudi, fare testuggine, potenziare l’argine e aspettare l’onda. Stare a casa durante il diluvio significa entrare nell’ARCA e aspettare il volo della colomba con il ramo d’ulivo nel becco.

L’attuale crisi è la conseguenza dell’austerità e dell’egoismo, dobbiamo cambiare pagina.  Le regole che ci saranno imposte da una cabina di regia, preghiamo solo che sia composta da composta da competenti, dovranno essere eseguite senza se e senza ma. Più concretezza, meno democrazia e garantismo,  regole militari, niente burocrazia. Tutta la logistica deve essere polarizzata per affrontare la crisi; avanti con assunzioni nei settori strategici, sanità e alimentare, senza bandi di concorsi ma con arruolamenti diretti. Stanziare soldi che arriveranno tra un anno non serve a nulla. I medici vogliono risorse, umane e materiali, subito. Se aspettiamo la gara di appalto per costruire un ospedale e riempirlo con attrezzature ci vorranno anni, adesso non c’è tempo. Ora serve la decisione immediata. La variabile TEMPO, mai come in questo caso, segna il confine tra capacità di governare i processi per tempo e in tempo. Sarà fallimentare rincorrere gli eventi perché arriveremmo TARDI. Non si vede la solidarietà delle nazioni vicine, anzi c’è la sensazione che vogliono metterci in un angolo e approfittare della situazione per accaparrarsi a 4 soldi i nostri assetti migliori. Dobbiamo pensare a una gaffe, chissà, ma le parole della  Presidente della BCE hanno fatto crollare la borsa di Milano. A pensare a male si farà peccato ma spesso si azzecca. Ora assistiamo al fallimento politico della U.E.

Stiamo avendo la dimostrazione che esiste un Paese reale, orfano di una classe dirigenziale all’altezza della governance, fatto da italiani che per oltre un decennio hanno subito quei tagli scellerati che ci hanno portato a questa fase di vulnerabilità e fragilità. È il paese del mondo della produttività e del lavoro, della sanità, della scuola, delle forze dell’ordine che si impegnano oltre ogni limite e diventano un modello positivo per le generazioni future. Per tutti è arrivato il momento dell’unità, della coesione e della solidarietà indispensabile per implementare il senso di appartenenza a una comunità che sa reagire e vincere. Forza andrà bene, ma dobbiamo cambiar pagina.

# Iostoincorsia  #Turimaniacasa

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico del Corriere Nazionale

https://www.corrierenazionale.net/2020/03/16/la-crisi-e-la-conseguenza-dellausterita-prepariamoci-a-cambiar-pagina/

https://www.corrierepl.it/2020/03/16/la-crisi-e-la-conseguenza-dellausterita-prepariamoci-a-cambiar-pagina/

Lotta al Covid 19: anticorpo monoclonale dall’Olanda, tocilizumab a Napoli

Semaforo giallo per anti infiammatori e cortisonici, verde per gli ipotensivi

Covid-19-ricerca

Risultate vane le terapie tradizionali i ricercatori di tutto il pianeta hanno cominciato a lavorare su più fronti, dai farmaci nati per altre malattie, come quelli anti-Aids o contro l’artrite reumatoide, alla scoperta di nuove molecole. Dalla Fondazione Giovanni Pascale di Napoli, come confermato dal direttore sanitario Leonardo Miscio, in collaborazione con l’Ospedale Cotugno è partita la sperimentazione con tocilizumab,  farmaco usato nel trattamento dell’artrite reumatoide. Da Napoli la sperimentazione si è  estesa in altre regioni, dalla Toscana alla Puglia e alla Calabria, fino alla Lombardia e alle Marche. I clinici osservano un effetto positivo sulla polmonite con recupero della funzione respiratoria.  C’è grande ottimismo su questo farmaco che la Roche, l’azienda produttrice, fornisce  gratuitamente.

Altra speranza arriva dall’Università olandese di Utrecht. I ricercatori stanno mettendo a punto un anticorpo monoclonale progettato espressamente per aggredire il coronavirus Sars-CoV2, che pur non essendo uguale al Covid 19 rappresenta un ottimo modello di base. Gli anticorpi monoclonali sono proteine prodotte da cellule immunitarie, Linfociti B, che grazie alla fusione con cellule trasformate, diventano più longeve e produttive. A una minaccia esterna, pensiamo alla bomba sganciata da un aereo, l’organismo arma la contraerea con i proiettili adeguati. L’anticorpo monoclonale blocca la proteina Spike, artiglio, utilizzata dal virus per aggredire le cellule respiratorie umane. La scienza ha i suoi tempi, sperimentazione su animali e poi sull’uomo, prima di arrivare al commercio. In prospettiva questa potrebbe essere l’arma più efficace e gli studi si estendono dagli USA alla Cina.

Dalla Francia arrivano oggi perplessità sui farmaci anti-infiammatori. Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, tramite un tweet, afferma che assumere farmaci anti-infiammatori, come quelli a base di ibuprofene o di cortisone, “potrebbe essere un fattore aggravante dell’infezione” nei malati di coronavirus. Un’affermazione pesante che merita riscontro ed evidenze scientifiche. Comunque in caso di febbre usiamo il paracetamolo, perché ibufene e cortisoni già di loro potrebbero provocare insufficienza renale.

Altra problematica è il trattamento dell’ipertensione arteriosa. I medici ricevono telefonate spaventate dai pazienti ipertesi in terapia da anni con ACE-inibitori o sartani.  In rete circola la notizia suggestiva, ipotetica se non falsa e per bloccare gli allarmismi scende in campo la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, presieduta dal Prof. Guido Grassi. In un comunicato stampa ufficiale la SIIA precisa “ In atto NON esiste alcuna evidenza che gli ACE-inibitori favoriscano l’infezione da SARS-CoV-2 e/o che i sartani facciano lo stesso oppure  proteggano dall’infezione stessa”. Un messaggio rassicurante per i tanti ipertesi che devono continuare le terapie in corso. La sospensione dell’ipotensivo rende instabile la pressione arteriosa con conseguenze serie come infarto e ictus.

# Io sto in corsia  #Tu rimani a casa

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico del Corriere Nazionale

https://www.corrierenazionale.net/2020/03/15/lotta-al-covid-19-anticorpo-monoclonale-dallolanda-tocilizumab-a-napoli/

«Caos a Mater Dei»: ma quando mai, non sparate sulla Croce Rossa

Pronto soccorso e tutte le Unità operative pronte per l’emergenza urgenza

Grande è l’impegno degli operatori sanitari nella lotta al Coronavirus.

corriere-Copia-854x540

L’Italia è all’avanguardia per il diritto all’informazione che, se pur non espressamente menzionato nella Carta costituzionale repubblicana, è legato alla libertà di manifestazione del pensiero definito dall’articolo 21 della costituzione italiana. La Corte costituzionale con la sentenza n. 420 del 7 dicembre 1994, ha dichiarato che è necessario “garantire il massimo di pluralismo esterno, al fine di soddisfare, attraverso una pluralità di voci concorrenti, il diritto del cittadino all’informazione”.

Dal pluralismo al diritto di cronaca il passo è breve. Ma gli attori del servizio comunicativo, carta stampata, rete e televisione, devono attenersi a regole, che si ispirano all’etica, alla verità, all’esattezza, alla trasparenza e al controllo delle fonti. L’attuale congiuntura è caratterizzata da una guerra contro un nemico invisibile, imprevedibile, feroce, il Coronavirus. Gli operatori sanitario di ogni ordine e grado del Sistema sanitario nazionale da mesi, su un fronte esteso a tutta la nazione, combattono con coraggio, abnegazione e senso del dovere con la certezza che la vittoria è vicina. Il rispetto che deve essere attribuito a queste donne e  a questi uomini ora deve essere altissimo e non deve intaccare professionalità, competenze e di conseguenza le strutture nelle quali operano. Una notizia corretta deve essere imparziale, non deve fare pubblicità o creare false speranze; non deve creare allarme in pubblico esposto, in questo momento, a grosse fragilità. Scrivere che c’è « caos alla Mater di Bari» la struttura che dobbiamo considerare risorsa per il Servizio sanitario regionale, considerata la quantità e qualità di assistenza, il numero dei posti di lavoro, fa un torto, per palese inesattezza e pretestuosità, a medici, infermieri, tecnici, dirigenti, amministratori e crea angoscia nella popolazione.

Non esiste alcun caos. Al di là degli aspetti amministrativi e penali verso chi, con tutte le attenuanti del caso, ha innescato il problema, la giovane mamma che ha partorito, omettendo la provenienza da città del Nord, risultata positiva al Covid-19, tutte le procedure messe in campo dalle dirigenze della Clinica, sono andate nella direzione giusta, grazie alla competenza ed esperienza del Direttore sanitario e del suo staff. Corretta catena di comando, immediata identificazione delle problematiche, messa in campo di soluzioni efficienti ed efficaci (controllo del personale, sanificazione, corretto isolamento e non « zona rossa» ) sono state le procedure adottate in tempi brevi. Non c’è stato  caos, né creato panico nei lavoratori. Alla giusta paura iniziale, la razionalità ha messo in atto i meccanismi di allarme idonei a fronteggiare la situazione. La conseguenza è che non c’è stata  interruzione dei servizi. Mater Dei Hospital è una struttura accredita con il Servizio sanitario regionale e se non si vuole etichettare “pubblica” è nella sostanza di “pubblica utilità”. Le attività ordinarie sono state sospese sino al 31 marzo in esecuzione da quanto stabilito dalla Regione Puglia su tutto il territorio regionale. Invariata rimane la tutela per i pazienti oncologici, la Cardiologia con l’emodinamica resta inserita nella rete dell’infarto, tutte le Unità operative sono allertate per l’emergenza – urgenza. I militari sanno cos’è il fuoco amico, ma non si aspettano che qualcuno spari sulla Croce Rossa. Non esiste il solo Coronavirus, tutte le altre patologie continuano e continueranno a far danni all’uomo perché non scioperano e non vanno in ferie.

Medici e infermieri italiani sono l’equivalente dei pompieri di New York dell’11 settembre 2011. Sono in prima linea, mettono a rischio vita e salute propria. Come per i pompieri ci sono già le prime vittime e lo stesso Vice ministro alla salute, Pierpaolo Sileri, medico anch’esso, pur contagiato, continua a lavorare in isolamento. È il momento che il mondo dell’informazione e la politica tuteli gli operatori della salute, li faccia lavorare in tranquillità, senza il timore di immeritate contestazioni e futuri contenziosi medico legali.

Le donne e gli uomini di Mater Dei Hospital, pur attendendo scuse, non hanno il tempo di star dietro a notizie imparziali e ingannevoli. “Non ragionar di lor ma guarda e passa” scrisse Dante. Come ieri e oggi, domani cureranno quanti chiedono loro aiuto con competenza e professionalità, senza negare sorriso e leggerezza. Al doveroso rispetto per tutto il pianeta della sanità nazionale è cosa buona e giusta aggiungere un meritato “Grazie per tutto quello che state facendo”.

# Iostoincorsia

#Turimaniacasa

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico del Corriere Nazionale

https://www.corrierenazionale.net/2020/03/14/caos-a-mater-dei-ma-quando-mai-non-sparate-sulla-croce-rossa/

 

L’8 marzo al tempo del Coronavirus. Una notte e un giorno da ricordare

Il vaccino conoscenza e buon senso  

8-marzo

Di Riccardo Guglielmi

La festa della donna di oggi è passata in secondo piano. C’è un’emergenza e la nostra attenzione è polarizzata da continue cifre, da pareri discordanti di tanti che fanno passerella in televisione, dall’altalena di notizie che sentiamo dai nostri governanti. La positività al Covid-19 di Zingaretti, che appare rassegnato ma fresco e riposato, è diventata da 24 ore un fatto mediatico anche se, a bocce ferme, qualcuno comincia a chiedersi “ma perché gli hanno fatto il test se ci è apparso sempre in buona salute. Tutti, anche chi non ha sintomi devono fare il test o è il test è un nuovo privilegio concesso di routine alla classe politica”. Meglio ritornare alla festa della donna. Un grande augurio a tutte le donne, figlie, mogli, madri,  in particolare a quelle impegnate, nei Pronto soccorso, nelle terapie intensive, nelle degenze, negli ambulatori, nelle farmacie e nelle amministrazioni di tutte le strutture sanitarie del nostro sistema sanitario nazionale, impegnate a combattere la battaglia contro un nemico invisibile, aggressivo e feroce. Queste donne devano essere paragonate alle tante partigiane, grandi combattenti nella nostra guerra di liberazione, che dopo il conflitto sono state dimenticate e messe da parte. Le donne italiane sono in prima linea e dimostrano di sapersi sacrificare per il bene della collettività. Non dimentichiamole quando la tempesta sarà passata; la mimosa, che idealmente  doniamo, le donne la poggiamo sulla croce. Per ora GRAZIE e buon 8 marzo.

Dopo questo doveroso e giusto riconoscimento è importante riprendere la rotta dell’informazione e dell’analisi, considerata la particolare contingenza che vivremo ancora per altri mesi. Scoperta e sperimentazione del vaccino hanno tempi lunghi, almeno un anno, ma come è stato già scritto su queste pagine,  la vaccinazione per il Coronavirus è in questo momento la conoscenza, l’arma per vincere l’angoscia il buon senso. L’incertezza crea ansia mentre la paura, se ben canalizzata, diventa qualcosa di positivo e utile all’organismo, perché attiva i meccanismi di allerta, difesa e valutazione dell’attacco.

Anche la notte dell’8 marzo non sarà facilmente dimenticata. In quelle ore il governo firmava misure restrittive che ridurranno la libertà individuale. Deprecabile il fatto che dalle ore 21 del 7 marzo era in rete la bozza del provvedimento, subito diffusa dalla televisione. Come prevedibile la notizia ha scatenato ansia e molti, sicuramente i figli del nostro Sud costretti ad emigrare per lavorare, si sono affrettati a lasciare le città interessate, prendere il primo treno e congiungersi alle famiglie. La conseguenza che a breve aumenteranno i contagi.  Il cuore pulsante dell’Italia, Lombardia e altre 14 province del Nord, sono in quarantena, zona rossa. La restante parte dell’Italia è zona gialla, a minor rischio di contagio, per ora.  Non ci resta che ragionare in termini di priorità e di statistica. Il problema del contagio da Coronavirus esiste a tutte le longitudini e latitudini in una società globale. Oggi viviamo la priorità: più contatti abbiamo, più aumenta il rischio di contagio. Evitiamo   assembramenti, aggregazioni, tutti quei luoghi dove si è in tanti e a stretto contatto. I ricercatori,  lavorando senza tregua, forniscono ogni ora quelle informazioni che ci permetteranno di vincere questa battaglia. Le misure consigliate e imposte vanno nella direzione giusta per contenere l’eventuale esplosione del contagio e non ingolfare un servizio sanitario che è da settimane messo a dura prova.

Non è allarmismo, il Sud  potrebbe essere il teatro di una nuova Caporetto. Abbiamo professionalità, coraggio, capacità, orgoglio e spirito di sacrificio ma i mezzi sono quelli che sono e sono frutto di politiche nazionali e locali che ci penalizzeranno. Per anni Roma ha ridotto gli stanziamenti da destinare alla Sanità, anche a parità di residenti rispetto ad altre regioni. Siamo stati obbligati a dolorosi piani di rientro. La professione medica è stata delegittimata. I bisogni di salute dei cittadini al Sud sono inascoltati da anni e di conseguenza gli utenti, esasperati, scatenano quotidianamente la loro rabbia su medici e infermieri, nel Pronto soccorso, negli ospedali e negli ambulatori.  Le ricadute delle scelte politiche centrali sono state a livello locale devastanti: chiusi ospedali, tagliati posti letto, bloccate le assunzioni. L’Ospedale Cotugno di Bari, fiore all’occhiello per le malattie polmonari e l’Ospedale Militare di Bari sono stati annullati. Queste strutture ci avrebbero fatto comodo in questo momento. Gli attuali posti letto nelle degenze internistiche, nelle sub intensive e nelle terapie intensive non sono sufficienti per i grandi numeri. Non potranno essere accolti quanti avranno bisogno di assistenza meccanica respiratoria. Mancano tecnici nei laboratori di microbiologia, i radiologi e le TAC, diagnostica sensibile e specifica per la polmonite interstiziale, sono insufficienti. Stanno pensando a un limite di età d’ingresso in terapie intensive. Il bravo medico deve curare tutti,  la politica deve salvare il paese e i cittadini.

Drammatiche saranno le ricadute sull’economia, ma questi sono problemi futuri che potranno essere risolti solo se la politica attuerà quei provvedimenti adeguati, duraturi, non temporanei, che da anni aspettiamo. Chi produce sogna meno burocrazia, meno fiscalità, meno giurisprudenza. Si aspetta più certezza, efficienza ed efficacia. Concentriamoci oggi sulla priorità, appena possibile sulla ripresa.

L’emergenza passerà, trasformiamola in risorsa e facciamo tesoro di questa esperienza. Dopo Caporetto, cambiato il comandante, Diaz subentrò a Cadorna, l’Esercito italiano ha dato il meglio e  la guerra fu vinta. Se le condizioni di salute sono buone continuiamo a lavorare usando precauzioni e attenzioni consigliate. Quando è possibile restiamo a casa, dedichiamo più tempo a leggere e studiare. Riscopriamo la famiglia e diamo ai figli esempi positivi. Il piccolo sacrificio di ridurre l’attività sociale garantirà grandi benefici futuri. Diamo fiducia e incoraggiamo tutti gli operatori sanitari, di ogni ordine e grado che si sono attivati  appieno. Non c’è medico che non si sia posizionato in prima linea. Il Servizio sanitario italiano è unico, eccellente anche se qualcuno continua a distinguere impropriamente pubblico e privato. In questo momento l’unica vaccinazione per il Coronavirus è la conoscenza e il buon senso.

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico del Corriere Nazionale

https://www.corrierenazionale.net/2020/03/08/8-marzo-ai-tempi-del-coronavirus/