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Natale a rischio nel Regno Unito

Il Covid inglese crea scompiglio

Fa paura la variante inglese del Covid che si propaga più velocemente creando ulteriore scompiglio. Tutta Europa, inclusa l’Italia, ha deciso di sospendere i voli con la Gran Bretagna. Ma la mutazione del virus circola già nel Continente e in giornata l’Italia ha annunciato di aver riscontrato un soggetto positivo alla nuova variante grazie a controlli di laboratorio effettuati nel Policlinico Militare, Celio, di Roma.

La Gran Bretagna sabato ha cambiato il sistema di allerta con la creazione di un nuovo livello ancora più grave, chiamato ‘Tier 4’, in aggiunta agli altri 3 esistenti. È stato applicato a milioni di persone residenti a Londra e in ampie zone meridionali e orientali del Paese. Anche in Olanda, Danimarca, Australia e forse Sudafrica è stata riscontrata questa variante. I contagi nel Regno Unito sono raddoppiati in una settimana.

L’alta contagiosità ha costretto le autorità inglesi a imporre un rigido lockdown nella capitale.  Il Natale sembra seriamente compromesso. L’OMS invita l’Europa a rafforzare i controlli e le misure di prevenzione della diffusione.

Tanti sono i dubbi di questa variante: letalità maggiore, possibilità che di incidere sui metodi diagnostici e se gli attuali vaccini siano all’altezza della situazione. A tranquillizzare autorità e cittadini un comunicato ufficiale dell’Università di Oxford, afferma che almeno relativamente al vaccino non ci sono preoccupazioni. Matt Hancock, ministro inglese della Salute ha del resto ammesso che la variante appare “fuori controllo e che le restrizioni potrebbero durare mesi, fino a quando il vaccino non sarà ampiamente distribuito”. Le festività sembrano definitivamente compromesse. La chiusura dell’Europa nei confronti della Gran Bretagna appare drammatica. Uno scenario apocalittico se si considera una rottura completa tra Londra e l’U.E. per gli accordi commerciali post-Brexit. Come se non bastassero le durissime restrizioni alla mobilità reintrodotte in questi ultimi giorni in tutta Europa, che di fatto hanno cancellato il Natale.

Bari 21.12.2020

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https://www.corrierepl.it/2020/12/21/natale-a-rischio-nel-regno-unito/

 

Oggi è la Giornata del Cuore

In Italia si muore meno per infarto e scompenso

Anche in piena pandemia Covid non si ferma l’attività dei cardiologi italiani

Di Riccardo Guglielmi

Le campagne di prevenzione, interrotte per l’attuale situazione, ricordiamo l’ultima, di questo anno da dimenticare, a Bari Running Heart, la Corsa del Cuore del 16 febbraio, hanno prodotto in tutti questi anni meno morti per infarti e scompenso. Ora noi non  dobbiamo abbassare la guardia; dobbiamo continuare a rincorrere uno stile di vita corretto, non fumare, occhio al colesterolo, esercizio fisico costante. Negli ospedali pubblici e accreditati con il Servizio sanitario si continuano a svolgere procedure di rivascolarizzazione, angioplastiche e by pass, a impiantare pace maker, per assicurare una migliore qualità di vita alle persone malate, nella massima sicurezza per operatori e ricoverati.

L’ANMCO, quale Società Scientifica accreditata presso il Ministero della Salute con circa 5.000 iscritti, formata da Cardiologi italiani operanti nel Servizio Sanitario Nazionale, oggi 10.dicembre nella seconda giornata nazionale della Cardiologia lancia la campagna “CONTRO IL COVID E PER IL CUORE AL SERVIZIO DEL PAESE”. Obiettivi la promozione della buona prassi clinica, la prevenzione e la riabilitazione di malattie cardiovascolari attraverso proposte organizzative, educazione professionale e formazione.

È noto come la pandemia COVID-19 abbia determinato profondi cambiamenti nelle attività assistenziali ambulatoriali e di ricovero; per il nostro Servizio Sanitario Nazionale e per la Cardiologia in particolare, si presenta una sfida epocale. I medici Cardiologi ospedalieri, che in questi mesi hanno saputo fronteggiare la crisi pandemica con professionalità e con coraggio, sono riusciti a dimostrarsi indispensabili anche per il Servizio Sanitario Nazionale, pur se fortemente provati dall’emergenza del virus. I problemi del cuore, nonostante rappresentino tuttora la prima causa di morte nei Paesi industrializzati, rischiano di passare in secondo piano negli ultimi mesi a causa dell’emergenza COVID; sicché i Cardiologi ospedalieri dell’ANMCO, hanno inteso lanciare gli STATI GENERALI DELLA CARDIOLOGIA, puntando ad accendere i riflettori circa l’importanza delle patologie cardiovascolari e per tornare ad attribuire loro la necessaria attenzione. Ecco come alla luce delle evoluzioni pandemiche si sta celebrando la Seconda Giornata Nazionale della Cardiologia Ospedaliera, “per sollecitare tutti all’adozione di adeguati stili di vita, cercando di chiarire l’importanza rispetto ai regolari controlli cardiologici per permettere una diagnosi precoce, condizione necessaria perché siano possibili le migliori cure oggi a disposizione”. Proprio in questo contesto emergenziale, occorre meglio evidenziare gli straordinari progressi della Cardiologia italiana che hanno favorito negli ultimi anni una consistente riduzione della mortalità per infarto miocardico e scompenso cardiaco, contribuendo in modo determinante ad un allungamento della vita media nel nostro Paese. In definitiva, attraverso la Giornata del Cardiologo, si vuole lanciare un appello sull’importanza del prendersi cura del proprio cuore e si adotteranno le migliori azioni per informare e sensibilizzare sull’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari. Bastano piccoli gesti e sane abitudini quotidiane.

 

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https://www.corrierepl.it/2020/12/10/oggi-e-la-giornata-del-cuore/

Ecocardiogramma scopre antibiotico cura

Endocarditis Team a Mater Dei Hospital per cure sartoriali ed efficaci

Le donne e gli uomini di Mater Dei, l’Ospedaledi Bari accreditato con il Servizio sanitario regionale, pur impegnati in prima linea nell’emergenza Covid  19, continuano a stupire per la capacità di diagnosticare e curare patologie complesse con farmaci innovativi e tecnologie avanzate. È il caso dell’endocardite infettiva, una patologia grave, dalla prognosi infausta per l’alto rischio embolico,  che colpisce le valvole del cuore e rappresenta la sfida più impegnativa per intensità di cure.

«Il nostro dipartimento – commenta Sergio Caparrotti, direttore della Cardiochirurgia – ha affinato percorsi diagnostici e terapeutici finalizzati al trattamento di questa patologia e il caso recente ne è la dimostrazione».

Una donna di 65 anni con una grave stenosi aortica calcifica, già trattata a gennaio in altro centro cardiochirurgico con impianto di bioprotesi,giunta a ottobre in Pronto soccorso è ricoverata in Medicina interna per febbre e scompenso cardiaco.

«Grazie all’ecocardiografia transesofagea- afferma Cataldo Memmola, responsabile del Servizio di ecocardiografia diagnostica –  è stata individuata una endocardite infettiva della bioprotesi, una condizione elettivamente chirurgica. La tecnica tridimensionale, 3D, la nuova frontiera dell’ecocardiografia, ha individuato le caratteristiche morfologiche e funzionali della vegetazione.  Grazie alla competente collaborazione polispecialistica è stato evitato un reintervento altamente rischioso. L’approccio conservativo adottato con terapia medica e antibiotica mirata è stato un successo».

Fortuna potrebbe dire qualcuno, assolutamente no. È il gruppo di persone esperte competenti, dall’approccio umano alle cureche è forza vincente. Questo caso ha insegnato che pur nella corretta valutazione delle Linee guida è importante, nella gestione dell’endocardite batterica, la creazione ufficiale di uno strumento operativo, Endocarditis Team, che abbia il compito di ottimizzare le scelte sul piano dell’efficacia e del contenimento delle risorse. Un gruppo agile, polispecialistico, dalle alte competenze professionali che oltre al cardiochirurgo, al rianimatore, al cardiologo esperto nelle più moderne tecniche ecocardiografiche e interventiste, preveda la presenza di infettivologi, patologi clinici e internisti particolarmente  decisivi per ottimizzare la lungodegenza che una malattia come l’Endocardite infettiva comporta. Gravità della patologia, variabilitàalla risposta terapeuticae la lungo degenza richiedono appropriati supporti riabilitativi e comunicativi verso il malato e familiari, senza trascurare una integrazione ospedale territorio per cure domiciliari. Il progetto prevede che l’Endocarditis Team diventi un laboratorio sartoriale che possa garantire l’identità specifica di ogni singolo caso, nell’interesse esclusivo della persona che soffre.

 

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https://www.corrierepl.it/2020/12/06/ecocardiogramma-scopre-antibiotico-cura/

Ecocardiogramma scopre Antibiotico cura

 

In Calabria in campo gli Angeli con le stellette. Il comandante è barese

Mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata 

Quanto è attuale la saggezza latina. Tito Livio nelle Storie, XX,7,1 scrive: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur “mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata”. In questo mese, mentre si discuteva a Roma per la nomina di un Commissorio ad acta per la sanità, ormai al collasso, della Regione Calabria, la Sanità Militare italiana ha schierato a Cosenza le forze migliori con l’obiettivo di offrire una mano d’aiuto alla popolazione e a tutti gli operatori sanitari impegnati medici nel fronteggiare l’emergenza Covid. La regola d’ingaggio per questi Angeli con le stellette è alleggerire i reparti di cura e i Pronto Soccorso.

Nello spirito insito nel motto della Sanità militare “Fratribus ut vitam servares” in meno di 7 giorni il Tenente Generale Medico Nicola Sebastiani, barese classe 1955, In qualità di Ispettore generale della Sanità Militare, ha individuato la capacità, resa disponibile dall’Esercito e impiegata dal comando operativo di vertice interforze, di realizzare una struttura sanitaria campale nell’area adiacente alla stazione ferroviaria di Vaglio Lise, Cosenza. La direzione  dell’Ospedale è stata affidata al Colonnello medico Michele Tirico.

Raggiunto telefonicamente il Colonnello Tirico, classe 64, vero Angelo con le stellette, ha espresso l’orgoglio personale e di tutto il suo gruppo, un aggregato di professionisti provenienti da tutte le forze armate, formati in altri ospedali e tante missioni all’estero, per essere vicini e utili alla popolazione calabrese e, senza tanta retorica, alla patria. La Sanità Militare Italiana da una mano alla sanità pubblica in un momento che medici e infermieri, negli ospedali e sul territorio, sono stremati da molti mesi di lotta contro Covid 19, un nemico dalla grande capacità di fuoco, dalla rapidità e facilità di replicazione delle truppe, invisibili ai nostri occhi, che colpiscono alle spalle e non perdonano la minima distrazione. L’Ospedale da campo di Cosenza è stato già dispiegato a Crema nella prima emergenza Covid e dopo è stato impiegato nel portare soccorso alla popolazione libanese dopo l’esplosione di settembre nell’area portuale di Beirut.

«Rispetto agli impieghi nei teatri all’estero – precisa Michele Tirico – è che nel nostro ospedale potranno essere ospitati pazienti Covid e tutto il personale militare potrà lavorare integrato e in sinergia con il servizio sanitario civile, nell’interesse esclusivo dei cittadini calabresi. Questo potenzierà e migliorerà le capacità di reazione della struttura in un arricchimento reciproco formativo e operativo» .

L’Ospedale è composto da 18 tende riscaldate con annesse zone per il triage, laboratori e potrà ospitare 40 ammalati Covid di media gravità più altri 3 in terapia sub intensiva, allestita con letti dedicati, apparecchiature per l’ossigenazione e la ventilazione polmonare, complete di monitor per la registrazione poliparametrica dei segnali corporei, elettrocardiogramma, pressione arteriosa, attività respiratoria ossigenazione compresa.  Prevista anche un’area radiologica con apparecchiature per l’esecuzione a letto di radiografie. All’esterno un’area per registrare, eseguire e processare tamponi; un vero laboratorio biologico campale con tecnici, operatori e attrezzature messe a disposizione dal Dipartimento scientifico del  Policlinico Militare di Roma. Il laboratorio è pronto a processare 160 tamponi al giorno. Nell’Ospedale da campo saranno accolti pazienti di media gravità e si potrà alleggerire l’Azienda Ospedaliera di Cosenza “SS. Annunziata”.

«Ambienti accoglienti, riscaldati e ben attrezzati con tecnologie all’avanguardia – commenta Michele Tirico – non una tendopoli o un accampamento. Le donne e gli uomini della Sanità Militare Italiana, ufficiali, sottufficiali e operatori sanitari, sono  pronti a fronteggiare con dignità l’emergenza Covid offrendo cure efficaci e di qualità ».

Il Colonnello Tirico è barese, classe 64 ed è specialista in Anestesia e rianimazione. Si è anche specializzato in Cardiologia nell’Università di Bari e ha anche operato nell’Ospedale Militare Bonomo prima della sua chiusura.

A noi baresi rimane il rimpianto di vedere il mitico Ospedale Militare di Bari, costruito negli anni 30, dedicato a un grande medico e scienziato pugliese, il Generale Lorenzo Bonomo, nell’abbandono e nell’incuria più assoluta, area di continuo saccheggio e devastazione.  Una struttura architettonica  all’avanguardia, con alberi secolari e aree isolate per le malattie infettive con facilità di accesso per i collegamenti stradali. Ospedale tanto  apprezzato nel periodi bellico dagli alleati e dagli stessi nemici e che negli ultimi anni si era qualificato per le attività diagnostiche incruente e medico legali, integrando come consulenti specialisti locali ospedalieri e Universitari.

Ormai è forse tardi, ma per le future emergenze, prima di pensare a nuove costruzioni o mettere in crisi gli Ospedali locali, l’Ospedale Bonomo di Bari, opportunamente riconvertito,  sarebbe l’ideale per fronteggiare con efficacia ed efficienza le prossime calamità, ambientali, territoriali e sanitarie.

Chi scrive ben conosce la struttura dell’Ospedale Bonomo essendo stato ufficiale medico negli anni 70 e consulente sino alla sua chiusura nel 2008.

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https://www.corrierenazionale.net/2020/11/27/ieri-angeli-oggi-demoni/

 

Renzi da rottamatore a picconatore

Abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo

Vera sorpresa la ministra Teresa Bellanova

Di Riccardo Guglielmi

Comincia a dare i suoi frutti il ruolo di picconatore del Sen. Renzi. I fondi europei da riservare alla Sanità sono stati raddoppiati. Alla bozza #NextgenerationItalia , il piano nazionale di Ricerca e Resilienza sulla scrivania del Ministro dell’Economia, il premier Giuseppe Conte ha previsto aumento di risorse, da 9 a 18 miliardi.  L’incremento da riservare per 8 miliardi alla medicina di “prossimità” e 1 miliardo per la digitalizzazione degli ospedali con maggiore attenzione per i Pronto soccorso, Dipartimenti di emergenza, urgenza, telemedicina e fascicolo sanitario elettronico. Nella medicina di prossimità rientra il territorio, lo sviluppo delle case della salute ribattezzate “case di comunità”, i letti di assistenza domiciliare, le cure intermedie per gli  ospedali a bassa intensità di cure, prevenzione e screening oncologici. Una inversione di tendenza rispetto ai pochi investimenti e ai troppi, spesso contestabili bonus, denunciati da Renzi e dalla dinamica ministra Bellanova, che nonostante le critiche di tanti benpensanti, dimostra sul campo di avere grinta, esperienza, progettualità, sensibilità e in sintesi più intelligenza dei tanti più titolati colleghi.

È necessaria una completa inversione di rotta. Dall’assistenzialismo alla  creazione di opportunità per incentivare il sistema impresa con  investimenti destinati alla crescita del Paese, valorizzazione del capitale umano e della creatività giovanile, in settori come territorio e agricoltura. Il prelievo forzato di risorse con proposte di ingegneria creativa di tasse, tributi e balzelli vari serve solo, come dicevano i nostri nonni a “dividere ricchezza e creare povertà”.  Chi ha creato ricchezza deve essere messo in condizioni, flat tax, minore costo del lavoro per la parte contributiva, di creare e far creare altra ricchezza. Se un’impresa chiude o delocalizza aumentano i licenziamenti e di conseguenza il debito per lo stato, cassa integrazione e spese sociali. Chi non lavora, oltre a perdere dignità, è escluso dalla movimentazione dell’economia e crea ulteriori danni al paese per la diminuzione dei consumi.  Il mercato immobiliare è fermo per imposte locali sugli immobili sempre più alte a fronte di un aumento esponenziale della morosità degli affitti. La grande ricchezza che gli italiani hanno saputo depositare nelle banche, lavorando onestamente, non deve far aumentare l’appetito per una maggiore fiscalità o per canalizzare l’acquisto di titoli spazzatura che favoriscono la speculazione a solo vantaggio di fondi internazionali e a tutto svantaggio dei piccoli risparmiatori,  ma deve essere finalizzata agli investimenti sul territorio  per favorire imprese e progetti di sviluppo. Gli incentivi nell’edilizia devono essere veri e non fittizi, non legati al basso reddito o alla sola prima casa. La ristrutturazione del nostro patrimonio immobiliare mette in moto un indotto di artigiani, commercianti, professionisti. Chi ha reddito basso a stento riesce a coprire le spese alimentari che nell’ultimo anno hanno visto un incremento del 40%. I nuovi poveri sono le partite IVA, precari, commercianti, ristoratori, artigiani e giovani professionisti, un esempio per tutti gli avvocati che, per le restrizioni all’accesso dei tribunali e le lungaggini burocratiche, hanno visto crollare il loro fatturato. I nostri amministratori devano avere per obiettivo il lavoro, reale e non virtuale. Globalizzazione, inserimento in un contesto europeo, libera circolazione di uomini e merci, devono  garantire un livello decoroso di base senza ostacolare le ascese di chi ha capacità, sa mettersi in gioco  e voglia di competizione. La contingenza Covid ha slatentizzato e reso più evidenti le cattive basi su cui si poggia l’attuale sistema paese. Non è apologia per un accesso sfrenato al liberalismo o al consumismo. Non si vuole demonizzare il ruolo degli amministratori pubblici a cui, al contrario, spetta il decisivo ruolo di indirizzo e legalità.

Allo Stato è riservato in esclusiva il controllo politico per uno sviluppo imprenditoriale legale ed ecosostenibile. Investimenti nella ricerca, sanità e pubblica istruzione per rimettere in azione gli ascensori sociali che negli anni passato hanno permesso i salti di qualità generazionali. Azzeramento della burocrazia e lotta seria alla corruzione per una Pubblica amministrazione efficiente ed efficace. La pace fiscale, per un futuro di fiscalità equa, non esponenziale nella sostanza e nei fatti, è la vera ricetta all’evasione. Un modello di sviluppo inserito in un contesto paritetico europeo, ecosostenibile, legale, solidale, che sappia incentivare chi ha voglia di crescere nel rispetto dell’etica e dei valori cristiani, è la migliore ricetta per uscire da questa crisi e ridurre le disuguaglianze che persistono nel nostro Paese.

Riccardo Guglielmi – Giornalista scientifico –

Redazione Corriere nazionale.net – Corriere Puglia e Lucania

 

Bari 10.01.2021

3 articolo 2021 https://www.corrierenazionale.net/2021/01/10/renzi-da-rottamatore-a-picconatore/