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Pacemaker difettosi per esaurimento precoce della batteria

Controlli urgenti in tutti Italia. L’Asl Ba richiama 200 pazienti

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Di Riccardo Guglielmi

Dopo i 2 decessi segnalati in Europa, la società americana St. Jude Medical, produttrice di pacemaker, ha annunciato il controllo di circa 40mila mini defibrillatori, ICD e CRT-D, che contengono batterie prodotte prima del 23 maggio 2015. Dopo quella data, l’azienda ha aggiunto un isolante che riduce le possibilità di un corto circuito elettrico. Jeff Fecho, vicepresidente del controllo qualità di St.Jude, ha ammesso che l’esaurimento prematuro della batteria è la causa della mancata defibrillazione.

“I defibrillatori sotto la lente d’ingrandimento – commenta Domenico Carretta, responsabile del laboratorio di Elettrofisiologia dell’U.O.C. di Cardiologia Ospedaliera del Policlinico di Bari – sono stati progettati per durare minimo 7 anni. Voglio rassicurare tutti i portatori di pacemaker ICD da noi impiantati. L’equilibrio nella scelta dei dispositivi e i controlli frequenti che eseguiamo sono garanzia di tutela della salute e prevenzione delle complicanze”.

L’Asl di Bari, per precauzione, ha richiamato 200 portatori di defibrillatore St. Jude. Sono in corso i controlli. In caso di necessità è prevista la sostituzione del pacemaker .

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Pubblicato  Il Corriere Nazionale – Rubrica Noi e la Salute 11 dicembre 2016

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