I Trial in corso

RIUNIONE QUADRI NAZIONALE ANCE: PRESENTATA LA SCHEDA DELLO STUDIO R.E.O.A.R.T.
REGISTRO EPIDEMIOLOGICO OSSERVAZIONALE ANCE DEL RIVASCOLARIZZATO NEL TERRITORIO

Tra poche settimane inizierà in Italia un nuovo progetto di ricerca. Lo studio epidemiologico, osservazionale, progettato interamente dall’ANCE. Durante la prossima riunione a Roma, il 2 aprile, sarà presentata la scheda ufficiale e saranno nominati i monitor ed i ricercatori. Spero di riuscire ad inserire come ricercatori, oltre ai colleghi indicati per la riunione di Berlino, un significativo numero di colleghi pugliesi. Credo nella valenza scientifica del progetto e che il farne parte debba essere un titolo importante per la nostra crescita culturale e professionale. Mi sto impegnado anche per un immediato inserimento elettronico dei dati per poter effettuare anche analisi statistiche locali e personali. A Roma proporrò anche un logo della ricerca che in anteprima vi mostro.

Il razionale del:                      R.E.O.A.R.T.

In occasione della riunione nazionale dei Quadri (6-Marzo-2009) è stata presentata dai coordinatori,  Prof. Carlo Fernandez e Prof. Vincenzo Romano, il progetto di ricerca che l’ANCE ha deciso intraprendere.

Si tratta della Ricerca  Epidemiologica Osservazionale ANCE sul Rivascolarizzato nel Territorio, con acronimo R.E.O.A.R.T.

La ricerca è finalizzata a conoscere la situazione in Italia dei soggetti coronaropatici, rivascolarizzati che rientrano nel Territorio provenendo dall’Ospedale e che sono affidati e  seguiti dal  loro Cardiologo  e/o dal Medico di Medicina Generale.

L’obiettivo è quello di realizzare un registro epidemiologico osservazionale, con capacità statistica significativa,  su un numero  quindi sufficientemente ampio di pazienti riva scolarizzati, dimessi dall’Ospedale, per conoscere, di questi soggetti l’età, il sesso, la comorbilità e le loro condizioni generali in termini di capacità funzionali dell’apparato cardiovascolare, in termini di qualità di vita, attività lavorativa, impegno farmacologico

In merito all’evento ischemico si desidera conoscere se questo si è manifestato con quadro ecgrafico con sopraslivellamento del tratto ST o meno  (STEMI, NON STEMI);  ovviamente specificando la data e la sede.

In merito alla prima rivascolarizzazione si dovrà indicare se sono state effettuate PTCA o BYPAS e le relative modalità d’intervento con particolare riferimento all’applicazione di stent o meno e alle loro caratteristiche, se medicati o no.

Ci interesserà molto conoscere se dopo questa prima rivascolarizzazione vi sono stati altri episodi di restenosi, la sede e ciò che è stato effettuato.

Sarà molto utile indicare se il paziente ha effettuato stress provocativi per patologia ischemica e se è stato riospedalizzato per motivi cardiovascolari.

Conoscere la posizione lavorativa del paziente ci consentirà una più accurata valutazione di quelle che sono le sue reali capacità funzionali e quindi  molto peso e molta attenzione si chiede al ricercatore in merito a questo settore in genere, poco  indagato.

Ampio spazio è dedicato alla terapia che il paziente fa nel momento in cui viene intervistato: qui si vorrà sapere quale farmaco assume e la dose giornaliera.

Infine, l’intervistatore potrà segnare, a sua discrezione, ciò che ritiene particolarmente interessante relativo al paziente che ha di fronte.

La scelta di questo argomento è dipesa dal fatto  che dopo la “rivascolarizzazione” molto spesso il  paziente viene dimesso dall’ospedale senza alcuna continuità assistenziale mentre riteniamo che proprio questo paziente nel quale è stato effettuato un intervento chirurgico, certamente efficace, ma non risolutivo, necessiti di esser seguito nel tempo, per cogliere prima, più in  termini di “prevenzione che di terapia”,  quelle modificazioni cliniche che possono indicare varianti anatomopatologiche sulle quali intervenire il più precocemente possibile, per evitare di sminuire quanto è stato effettuato con la PTCA o con il BY-PASS.

Riteniamo utile esporre alcuni presupposti utili inerenti il tema della ricerca.

1) Cosa è la rivascolarizzazione coronarica ?

2) Perché è un intervento in costante aumento ?

3) Quante se ne fanno ?

4)  Quanto incide la rivascolarizzazione sulla attività  lavorativa del  nostro paziente ?

5) Cosa mai vogliamo sapere ?

  1. a) La rivascolarizzazione è l’intervento che si fa per migliorare il flusso intraparenchimale miocardico:  con angioplastica o by-pass.
  2. b) Perché vi è aumento dell’età media della popolazione e maggiore facilità chirurgica ad eseguirlo, sia nell’ambito della SCA che per la prevenzione successiva.
  3. c) L’entità del fenomeno è in costante aumento anche perché è prevalsa l’angioplastica sul by-pass e le cifre relative ne sono interessante documento.

Dal Ministero della Salute sappiamo che in Italia nel 2006 sono stati effettuati 120.000 interventi –  Il confronto dettagliato delle due tecniche chirurgiche del 2004  e del  2006 è di grande interesse in quanto l’angioplastica è in costante aumento !

Gli altri interrogativi che si pone lo studio sono :

1) Quando il nostro paziente è stato operato;

2) Cosa è accaduto dopo;

3)  Che tipo di vita conduce e quale terapia fa.

Come è facile vedere, qui manca tutta l’anamnesi diretta e la diagnostica pre-intervento;  quindi non vogliamo particolarmente indagare  circa le condizioni patologiche che hanno condotto il nostro paziente ad effettuare l’intervento.

La risposta è semplice: il  REOART ha per scopo la conoscenza degli eventi post-intervento relativamente ed indipendentemente dalle cause che lo hanno provocato  !

E’ una scelta  poco tradizionale ma capace di vedere, con caratteristiche innovative, l’evento patologico in termini di “proiezione assistenziale”  e quindi di reale prevenzione.

Ancora una volta l’ANCE si presenta sul palcoscenico della Cardiologia italiana con un modello di ricerca totalmente innovativo.

La base razionale parte dal presupposto della “Spirale  Quadratica”  o di Pitagora.

L’informazione sulla malattia inizia in un punto X che nel nostro caso coinciderà con la data del Registro nel momento in cui il ricercatore incontra il paziente rivascolarizzato e terrà conto soprattutto di questo  “momento di osservazione”.

L’indagine indagherà sulle condizioni patologiche attuali  anche se riporterà quanto  precede.

Ciò consentirà  in termini di confronto fra i casi (1-1000 o più) di effettuare la  “proiezione assistenziale o la prevenzione” per mezzo dell’analisi di ciò che è accaduto ed il confronto con la realtà  attuale.

E’ verosimile che noi  potremo trarre da quanto avremo in mano, tutta una serie di considerazioni di “avvenimenti accaduti” (La Spirale); di realtà momentanee  che  ci consentiranno di operare il bilancio comparativo tra :

1)  evenienze determinanti il caso

2)  provvedimenti attuati

3)  conseguenze

E’ la prima volta, in Italia certamente, ma forse anche altrove, che si opera con questo modello di ricerca, almeno per quanto riferito in letteratura. Mi auguro che i Colleghi che si dedicheranno a questa ricerca ANCE possano percepire cosa può significare esser stati tra i primi a vivere questa esperienza.

 

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